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Amarcord: Max Verstappen e la prima vittoria in Formula 1

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 16 maggio 2026, 06:55
Un campione che ha fatto del suo talento e della sua capacità di cercare nuove sfide il suo tratto distintivo. Dopo aver vinto quattro titoli consecutivi al volante della Red Bull dal 2021 al 2024 (ed averlo sfiorato per la quinta volta lo scorso anno, mancandolo per due soli punti), per Max Verstappen questo weekend si prospetta una nuova sfida, altrettanto appassionante. Approfittando, infatti, della pausa della Formula 1 (che tornerà nel weekend del 22-24 maggio con il Gp del Canada), il campione olandese questo fine settimana si cimenterà con la 24 Ore del Nürburgring che ha visto in queste ore svolgersi le prime sessioni di prove libere (che hanno visto Verstappen classificarsi in terza posizione alle spalle della Mercedes-AMG GT3 numero 80 e della BMW M4 numero 1), in attesa poi delle qualifiche (in programma venerdì 15 maggio) e della gara (che prenderà il via alle 15 di sabato 16 maggio per concludersi alle 15 del giorno successivo). Una corsa, la 24 Ore del Nürburgring, che Verstappen vuole assolutamente vincere e che proverà a far sua al volante della Mercedes-AMG GT3 numero 3 che lo vedrà alternarsi al volante con Daniel Juncadella, Lucas Auer e Jules Gounon.
In attesa di scoprire come andrà poi la corsa disputata sul celebre circuito tedesco, non possiamo non rimanere colpiti da un dettaglio, apparentemente insignificante, ma se vogliamo abbastanza affascinante, e cioè che la corsa di Verstappen verso la 24 Ore del Nürburgring curiosamente avvenga in quello stesso weekend che esattamente dieci anni fa lo vide ottenere la sua prima vittoria in Formula 1. Un successo ottenuto (come vedremo) grazie alla diversificazione della strategia in casa Red Bull e al talento del pilota olandese, ma in cui anche la Mercedes (suo malgrado) ebbe un ruolo basilare.
Barcellona, Domenica 15 Maggio 2016. Sul circuito del Montmelò è in programma il Gp di Spagna, quinta prova valida per il Mondiale di Formula 1, in una stagione che vede la Mercedes ribadire una volta di più la propria superiorità tecnica, alla luce di una Classifica Piloti che vede Nico Rosberg in testa a punteggio pieno con 100 punti (frutto delle vittorie nelle precedenti quattro gare di campionato in Australia, Bahrein, Cina e Russia), seguito dal compagno di squadra Lewis Hamilton a quota 57, e con la Classifica Costruttori che vede il team tedesco nettamente davanti a tutti con 157 punti, con la Ferrari seconda a quota 76.
A Barcellona, però, più che sulla Mercedes, gli occhi di tutti sono sulla Red Bull, che schiera al fianco di Daniel Ricciardo il 18enne pilota olandese Max Verstappen, promosso nel team ufficiale dopo il buon inizio di campionato in Toro Rosso, con Daniil Kvyat a sua volta retrocesso nel team di Faenza (squadra per cui aveva già gareggiato nel 2014) a causa di un avvio di campionato piuttosto opaco, che aveva visto il suo punto più basso in occasione del Gp di Russia, con il pilota originario di Ufa che in ben due occasioni aveva tamponato la Ferrari di Sebastian Vettel, decretandone il ritiro già nel corso del primo giro, oltre ovviamente a condizionare assai pesantemente la sua gara, chiusa in quindicesima posizione.
Dopo aver sfruttato le prove libere per prendere una buona confidenza con la nuova macchina, in qualifica Max Verstappen si fa subito notare in virtù del quarto tempo, in una sessione che vede le Mercedes occupare l’intera prima fila dello schieramento con Lewis Hamilton (1’22”000) in pole position davanti al compagno di squadra Nico Rosberg (1’22”280), e con Daniel Ricciardo buon terzo (1’22”680). Alle spalle di Verstappen (1’23”087) troviamo in terza fila le Ferrari di Kimi Raikkonen (quinto con il tempo di 1’23”113) e di Sebastian Vettel (sesto con il tempo di 1’23”334), con a seguire la Williams-Mercedes di Valtteri Bottas (1’23”522), la Toro Rosso motorizzata Ferrari di Carlos Sainz Jr (1’23”643), la Force India-Mercedes di Sergio Perez (1’23”782) e la McLaren-Honda di Fernando Alonso (1’23”981).

© Sutton Images
Al via Rosberg riesce a trovare lo spunto per superare Hamilton e prendersi la testa della corsa, con Daniel Ricciardo che mantiene la terza posizione, e con Vettel che inizialmente riesce a superare Verstappen all’esterno in curva 1, salvo però venir controsorpassato sia dal pilota olandese che dalla Toro Rosso di Carlos Sainz Jr (abile al via a superare anche la Rossa di Raikkonen).
The most memorable moment in the Hamilton-Rosberg intra-team rivalry...
— Formula 1 (@F1) May 15, 2026
It's been a decade since their first lap collision in Barcelona in 2016 #F1 pic.twitter.com/J5Bw5INBJc
In curva 3, però, ecco il colpo di scena: Hamilton cerca il sorpasso nei confronti di Rosberg, con il pilota tedesco che gli chiude la traiettoria, spingendolo fuori pista. Hamilton finisce con il perdere non solo l'aderenza, ma anche il controllo della sua Mercedes W07, la quale colpisce il retrotreno della monoposto gemella di Rosberg.

Entrambe le Mercedes finiscono così nella via di fuga in ghiaia, decretando così la conclusione della propria gara. Necessario, quindi, l’ingresso in pista della Safety Car per rimuovere le due Mercedes, in una situazione di gara che vede così in testa le due Red Bull di Ricciardo e di Verstappen, seguite in terza posizione dalla Toro Rosso di Sainz, e dalle due Ferrari di Vettel e di Raikkonen.

© Sutton Images
Nel corso del quarto giro (una volta rientrata la Safety Car in pitlane), la gara può così riprendere, con le due Red Bull che cominciano gradualmente ad ampliare il proprio vantaggio, e con Vettel che comincia ad attaccare Sainz, con il pilota spagnolo della Toro Rosso abile a difendersi. All’inizio dell’ottavo giro, però, il campione tedesco della Ferrari trova il sorpasso sfruttando il rettilineo del traguardo e così sale in terza posizione, mentre alle spalle di Sainz si avvicina minacciosamente la Rossa di Kimi Raikkonen, che supererà il pilota spagnolo nel corso del decimo giro.
Due tornate dopo (12°giro) Ricciardo si ferma ai box per effettuare la prima sosta passando dalle gomme soft alle medie, con Verstappen che così per la prima volta prende la testa della gara, salvo poi fermarsi assieme a Raikkonen nel corso della tornata successiva (13°giro), con entrambi i piloti che passeranno alle gomme medie Vettel prende così la testa della gara, che manterrà fino al sedicesimo giro, quando si fermerà ai box per la prima sosta, passando dalle gomme soft alle medie.

La classifica vede le due Red Bull di Ricciardo e Verstappen davanti alle due Ferrari di Vettel e di Raikkonen, con Bottas (Williams) salito in quinta posizione dopo aver superato in occasione della sosta ai box la Toro Rosso di Sainz.
Da registrare nel corso del 22°giro il ritiro della Force India di Nico Hulkenberg a causa della rottura del motore mentre si trovava in dodicesima posizione: si teme in quel frangente un possibile ingresso in pista della Safety Car, ma il pilota tedesco è abile a parcheggiare la sua monoposto in una via di fuga nel terzo settore, non rendendo di fatto necessario il ritorno della vettura di sicurezza.
Tornando alle posizioni di testa, una volta effettuato il primo round di soste, la classifica vede i primi tre classificati piuttosto vicini, con Ricciardo che ha poco più di un secondo di vantaggio nei confronti del neo compagno di squadra Verstappen, il quale ha a sua volta poco più di un secondo di vantaggio nei confronti del ferrarista Vettel (terzo), il quale però nel corso del 23°giro a causa di un errore perderà circa mezzo secondo dal pilota olandese, portando il suo ritardo intorno a 1”5. Più staccato Raikkonen (quarto), staccato da Ricciardo di 6”3, con il pilota finlandese che man mano comincia a ridurre il proprio distacco dai tre piloti che lo precedono.
In questo frangente è possibile apprezzare la buona performance della Ferrari sopratutto nei primi due settori, mentre nel terzo settore è la Red Bull a farsi preferire, trovando quei decimi necessari con Verstappen per non consentire a Vettel di entrare sotto il secondo ed azionare così il DRS.
Nel corso del 29°giro il momento decisivo: Ricciardo entra ai box per effettuare la seconda sosta (imitato nella tornata successiva dalla Ferrari di Sebastian Vettel), mentre Verstappen e Raikkonen proseguono. Appare chiaro come sia Red Bull che Ferrari abbiano voluto diversificare la strategia, mettendo Verstappen e Raikkonen nelle condizioni di poter effettuare una gara basata su due soste, con Ricciardo e Vettel destinati a una gara basata sulle tre soste, avendo entrambi montato in occasione della seconda sosta un set di gomme soft.
Con le soste di Ricciardo e di Vettel, a prendere così la testa del Gp di Spagna è Max Verstappen, con Raikkonen in seconda posizione, con un distacco inferiore ai tre secondi rispetto al pilota olandese. Alle loro spalle troviamo Ricciardo (staccato di 13”3 dal compagno di squadra), e Vettel (staccato di 16”3 da Verstappen), i quali però in questa fase di gara girano circa due secondi più veloci dei rispettivi compagni di squadra, potendo contare sulla gomma più fresca.
Al termine del 35°giro Verstappen rientra ai box per montare un set di gomme medie, lasciano così la testa della gara a Raikkonen, il quale però al termine della tornata successiva (36°giro) decide di rientrare anch’egli ai box, montando (così come Verstappen) un set di gomme bianche.
La classifica del Gp di Spagna nel corso del 37°giro vede così Ricciardo tornare in testa, tallonato dalla Ferrari di Vettel (1”1 tra i due), con Verstappen e Raikkonen staccati dalla vetta rispettivamente di 12”4 e di 16”3, ma con il vantaggio di non doversi più fermare.
Nel corso del 38°giro Vettel tenta l’undercut, anticipando la terza sosta e fermandosi ai box, dove passerà nuovamente dalle gomme soft alle gomme medie, rientrando in quarta posizione alle spalle di Raikkonen.
Ricciardo decide di non rispondere all’undercut messo a punto dalla Ferrari con Vettel, e prosegue in testa la propria gara, salvo poi fermarsi nel corso del 44°giro per montare anch’egli un set di gomme medie, rientrando così in quarta posizione alle spalle del pilota tedesco.
La Classifica del Gp di Spagna vede così al termine del 45°giro Verstappen su Red Bull in testa davanti alle Ferrari di Raikkonen (staccato di 1”2) e di Vettel (staccato di 8”1 dalla vetta), con Ricciardo in quarta posizione, staccato di 13”1 dal compagno di squadra. L’ultima parte di gara vedrà da una parte la lotta per la vittoria tra Verstappen e Raikkonen (con il ferrarista abile ad avvicinarsi al pilota olandese nei primi due settori, salvo però soffrire nel terzo settore, dove la Red Bull dimostra di avere un’ottima trazione, sopratutto al momento di affrontare l’ultima curva), dall’altra il duello per il terzo gradino del podio, con Vettel abile a difendersi dagli attacchi di Ricciardo.
LAP 59/66: What a battle! RIC gets past VET before the German retakes third #SpanishGP pic.twitter.com/1nx37E05Yw
— Formula 1 (@F1) May 15, 2016
Nel corso del 59°giro il pilota australiano di origini italiane riuscirà a superare Vettel al momento di affrontare curva 1 spingendolo quasi fuori pista, ma il campione di Heppenheim sarà altrettanto abile a riprendersi la posizione con un controsorpasso all’interno tra curva 2 e 3.

Ricciardo però non ci sta, e a cinque giri dal termine prova nuovamente ad attaccare Vettel, con il ferrarista che a sua volta chiude la traiettoria, obbligando il pilota australiano a un bloccaggio. Nel corso del 62°giro Vettel sfrutta il doppiaggio della Haas di Gutierrez per ampliare un pochino il vantaggio nei confronti di Ricciardo, il quale nel corso del penultimo giro accusa una foratura alla gomma posteriore sinistra, ed è quindi costretto ad effettuare un’ulteriore sosta ai box.
Nel corso dell’ultimo giro Raikkonen proverà ancora una volta a stare attaccato agli scarichi della Red Bull di Verstappen, ma di fatto non riuscirà a trovare un’occasione per superare il pilota olandese.

Verstappen al debutto con la Red Bull può così festeggiare la sua prima vittoria in Formula 1 conquistando il Gp di Spagna davanti alle Ferrari di Kimi Raikkonen e di Sebastian Vettel (staccate rispettivamente di 616 millesimi e di 5”581) e al compagno di squadra Daniel Ricciardo (staccato di 43”950 dalla vetta), diventando non solo il primo pilota olandese a cogliere un successo in Formula 1, ma sopratutto il più giovane vincitore di sempre (all’età di 18 anni, 7 mesi e 15 giorni) nella storia della massima serie motoristica.

Una giornata speciale per il mondo della Formula 1, che intuisce fin da subito il talento del giovane pilota olandese, con i principali osservatori convinti che a quella vittoria colta anche sfruttando l’harakiri iniziale ad opera delle Mercedes ne seguiranno sicuramente altre. E così sarà, con Verstappen che già l’anno successivo coglierà ben due successi in Malesia e Messico, così come nel 2018 in Austria e nuovamente in Messico.
Tanti vedono in Max le stimmate del campione, e, complice un’ulteriore maturazione (avvenuta dopo l’incidente occorsogli nella FP3 del Gp di Monaco, con tanto di richiamo ad opera di Helmut Marko) e al passaggio dal 2019 alla power unit Honda Verstappen comincerà gradualmente ad acquisire sempre più successi, arrivando a conquistare come già detto dal 2021 al 2024 ben quattro titoli mondiali, sempre al volante della sua Red Bull. Ma questa, come scriverebbe Michael Ende, è un’altra storia.
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