Doriane Pin e il test Mercedes a Silverstone

Dopo essersi aggiudicata il titolo 2025 della F1 Academy, la 22enne pilota francese è scesa in pista a Silverstone al volante della W12, diventando la prima donna a guidare una monoposto Mercedes di F1
Doriane Pin e il test Mercedes a Silverstone
© Mercedes AMG F1

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 20 aprile 2026, 18:01

Le donne pilota in Formula 1: i precedenti

Il test di Doriane Pin a Silverstone non è il primo test di una donna pilota al volante di una monoposto di Formula 1: nel corso della lunga storia della massima serie motoristica, infatti, in più occasioni una donna ha partecipato a dei test privati o ha addirittura partecipato delle gare valide per il Mondiale. 

© LAT Photographic

È il caso della contessa napoletana Maria Teresa De Filippis (la prima donna nella storia della Formula 1 a correre al volante di una monoposto e a qualificarsi per una gara della massima serie motoristica) che gareggiò nel 1958 come privata con la Maserati 250 F (come possiamo vedere nella foto sopra pubblicata) e nel 1959 con il team Porsche KG guidando una Porsche Behra, seguita dal 1974 al 1976 da Lella Lombardi (sotto raffigurata al volante della Brabham BT42 nel weekend del debutto a Brands Hatch), entrata di diritto nella storia della Formula 1 come la prima donna ad aver ottenuto dei punti validi per la classifica mondiale in virtù del sesto posto finale ottenuto al termine del Gp di Spagna, che le fruttò 0.5 punti in classifica, essendo stata la gara definitivamente interrotta nel corso del 29°giro (con attribuzione del punteggio dimezzato, non essendo coperto il 75% della lunghezza di gara prevista) in seguito all’incidente occorso alla Hill-Ford del pilota tedesco Rolf Stommelen, che scavalcò le barriere provocando la morte di quattro spettatori. 

© Formula 1

Brevi apparizioni per l’olimpionica britannica dello sci alpino Divina Galica (tentò di qualificarsi con la Surtees motorizzata Cosworth al Gp di Gran Bretagna 1976, e con la Hesketh nei Gp inaugurali del 1978 in Argentina e Brasile, senza riuscirvi), per la pilota sudafricana Desirè Wilson (nel 1980 provò a qualificarsi con la Williams al Gp di Gran Bretagna senza perà riuscirvi, nel 1981 al volante della Tyrrell partecipando al Gp di Sudafrica (gara non considerata valida per il Mondiale di Formula 1 a causa della guerra politica tra la FISA di Jean Marie Balestre e la FOCA di Bernie Ecclestone qualificandosi con il 16° tempo, e ritirandosi causa incidente nel corso del 51° dei 77 giri in programma), e per la romana Giovanna Amati nel 1992 al volante della Brabham (dopo aver mancato la qualificazione in Sudafrica, Messico e Brasile venne sostituita da Damon Hill). 

Andando più avanti negli anni, nel 2002 Sarah Fisher provò a Indianapolis per un solo giorno la McLaren grazie allo sponsor comune Tag Heuer, mentre nel 2005 la britannica Katherine Legge testò per due giorni la Minardi sul circuito di Vallelunga, ottenendo però dei risultati tutt'altro che esaltanti.

Breve e purtroppo drammatica fu nel 2012 l'esperienza come collaudatrice nel team Marussia della spagnola Maria De Villota (figlia d'arte in quanto il padre Emilio è stato pilota di F1 dal 1976 al 1978 e poi nel biennio 1981-1982 che lo vedrà disputare alcune gare), la quale in occasione di un test andato in scena sull’aerodromo di Druxford il 3 Luglio 2012 uscì di pista durante il giro di rientro e a velocità moderata (50-65 Km/h) colpendo il pieno di carico di uno dei camion di supporto del team. La pilota spagnola riusce a salvarsi, ma purtroppo perse l'occhio destro. Ciò nonostante Maria De Villota non si perse d’animo e, dopo esser stata costretta a rinunciare per sempre alla sua carriera di pilota, dette tutta se stessa nel mondo del motorsport, cercando di promuovere la sicurezza in pista, mostrando anche nel corso di varie campagne e conferenze il suo casco tagliato a metà in quel drammatico incidente. Proprio le conseguenze neurologiche derivanti da quel drammatico impatto occorso a Druxford saranno la causa della sua morte, avvenuta a causa di un'emorragia cerebrale in una camera di albergo a Siviglia la mattina dell'11 Ottobre 2013 dove avrebbe dovuto presentare la sua autobiografia intitolata “Life is a gift (La vita è un dono)”.

Negli anni successivi ci furono dei test a dir poco limitati come collaudatrici per la svizzera Simona De Silvestro in Sauber nel 2014, e per la spagnola Carmen Jorda in Lotus (divenuta poi Renault nel 2016) nel biennio 2015-2016.

Meglio andò all’attuale managing director della F1 Academy Susie Wolff (moglie del Team Principal Mercedes, Toto Wolff), entrata in Williams (allora gestita dal marito) nel 2012 come collaudatrice dopo un passato in Formula Renault, F3 e in DTM. Con il Team di Grove disputò con il numero 41 non solo nel 2015 i test precampionato, ma anche in quattro circostanze la prima sessione di prove libere: nel 2014 in Gran Bretagna (21°) e in Germania (15°); nel 2015 in Spagna (15°) e ancora Gran Bretagna (13°).

Susie Wolff è stata di fatto l’ultima donna pilota a prendere parte a una sessione di prove libere in Formula 1: dopo di lei, infatti, nel 2018 la pilota colombiana Tatiana Calderon (collaudatrice per il team Alfa Romeo Sauber) scese in pista al volante della C37 per un test a Città del Messico sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez impressionando (come spiegò nei giorni successivi l’allora Team Principal Frederic Vasseur) per dedizione, concentrazione e abilità, e poi sulla C32 del 2013 per ulteriori due giorni di test a Fiorano, ottenendo delle ottime simulazioni di qualifica e gara, e facendo segnalare un promettente 58”802.

©Aston Martin F1 
Prima del test svolto in questi giorni a Doriane Pin al volante della Mercedes, l’ultima donna a partecipare a un test privato di una monoposto di Formula 1 era stata la 28enne pilota britannica Jessica Hawkins, che testò il 21 Settembre 2023 l’Aston Martin AMR21 sul circuito di Budapest

© Mercedes AMG F1

Il test di Doriane Pin al volante della Mercedes W12 a Silverstone andato in scena in questi giorni ha riportato in primo piano la possibilità di avere a tempo pieno una donna pilota in Formula 1. L’augurio, forte e sincero, è che in una società che sempre più vede una parificazione dei ruoli tra uomo e donna, anche in un mondo estremamente maschilista come quello della massima serie motoristica, una donna possa un giorno arrivare a guidare una monoposto di Formula 1. Tanto negli anni è stato fatto (vedi la presenza in Red Bull della stratega Hannah Schmitz, o in Haas di Laura Müller, ingegnere di pista di Esteban Ocon), ma manca ancora quello che sarebbe un vero e proprio segnale forte da parte della massima serie motoristica. Se avverrà o meno, sarà solo il tempo a dirlo. 

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