Dossier: la Formula 1 e le criticità del nuovo regolamento

Le due sessioni di test precampionato in Bahrain hanno palesato diverse criticità che le squadre e la Federazione vogliono risolvere prima del debutto in Australia
Dossier: la Formula 1 e le criticità del nuovo regolamento
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 23 febbraio 2026, 06:06

Un Regolamento a serio rischio di modifiche a meno di due settimane dal debutto stagionale in Australia. È questo lo scenario con cui la Formula 1 rischia seriamente di avere a che fare nei prossimi giorni, dopo che le due sessioni di test precampionato svoltesi in Bahrain hanno finito con il palesare diverse criticità. Se le monoposto 2026 da una parte hanno dimostrato sul giro secco di essere decisamente più veloci rispetto a quanto preventivato (con la Ferrari di Charles Leclerc arrivata nell’ultimo giorno di test a poco di più di due secondi dalla pole 2025 fatta registrare dalla McLaren di Piastri) in un contesto che le voleva almeno 5-6 secondi più lente rispetto alle macchine ad effetto suolo che hanno corso fino alla passata stagione, dall’altra però proprio i test precampionato hanno evidenziato come con le nuove macchine non solo sia diventato molto faticoso effettuare un sorpasso, ma sopratutto come per effettuare il giro veloce in qualifica o compiere una buona gara tutto debba passare tassativamente dalla gestione energetica della batteria, la quale non sembra essere in grado minimamente di garantire la potenza necessaria per poter effettuare un intero giro lanciato. 
Se per decenni la Formula 1 è sempre vissuta all’insegna del mito secondo cui a prevalere fosse necessariamente il pilota più veloce, i test del Bahrain ci hanno mostrato come più della velocità sarà ancora più basilare la gestione dell’energia della propria power unit, con il serio rischio di trasformare una gara di Formula 1 in una vera e propria Formula Noia, all’insegna della gestione energetica della batteria, e in cui i tanto promessi sorpassi rischiano di diventare una chimera a dir poco irrealizzabile (se non in poche, rarissime circostanze). 
Criticità (quelle che proveremo ad analizzare in questo approfondimento) che potevano tranquillamente essere risolte per tempo (e non all’ultimo minuto) se le squadre e la Federazione avessero avuto concretamente un dialogo franco e costruttivo, senza nutrire (sopratutto alcuni team) una cultura ideologica del sospetto e della premeditazione, che ha portato al risultato assai deludente visto in questi giorni sul circuito del Sakhir. 

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