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La Formula 1 e le nominations agli Oscar

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 31 gennaio 2026, 14:54
Un grande successo, dentro e fuori le sale. A distanza di ben sette mesi dall’uscita nei cinema e dal successivo approdo in streaming continua a suscitare un fortissimo apprezzamento tra gli appassionati il film “F1 The Movie”, diretto da Joseph Kosinski (già contraddistintosi in passato alla regia di Top Gun Maverick), e che ha visto tra gli interpreti principali Javier Bardem (nel ruolo di Ruben Cervantes, ex compagno di squadra di Sonny Hayes e proprietario della scuderia Expensify APXGP ), Damson Idris (nel ruolo del rookie Joshua Pierce, compagno di squadra di Sonny Hayes in Expensify APXGP) e sopratutto Brad Pitt nel ruolo del protagonista Sonny Hayes (pilota esperto che dopo aver abbandonato nel 1993 la Lotus e la Formula 1 dopo un incidente occorsogli sul circuito di Jerez durante il Gp di Spagna viene chiamato nel 2023 dall’ex compagno di squadra Cervantes per risollevare le sorti della Expensify APXGP). F1 The Movie ha potuto contare sul preziosissimo contributo del sette volte campione del mondo Lewis Hamilton, che non solo è stato consulente del progetto, ma ha anche coprodotto il film (assieme allo stesso regista del film Kosinsky, a Jerry Bruckheimer, e a tanti altri) tramite la sua casa di produzione cinematografica Dawn Apollo Films.

Un successo (quello del film dedicato alla Formula 1, fortemente voluto da Liberty Media e che ha visto tra il 2023 e la 2024 la presenza in alcuni weekend di gara della troupe del film per girare alcune scene di azione in pista inserite all’interno della pellicola) sancito non solo dagli oltre 630 milioni di dollari guadagnati al botteghino in tutto il mondo, ma anche e sopratutto dalla presenza di numerosi effetti speciali, fortemente voluti con l’obiettivo di rendere il più emozionante e verosimile possibile l’esperienza del pubblico in sala. Un film, quello della Formula 1, che ha colpito molto anche i giurati dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), al punto da assegnargli ben quattro nominations agli Oscar.
The Oscar Nominations are in...
— Formula 1 (@F1) January 22, 2026
F1 The Movie has been nominated in FOUR categories: Best Picture, Visual Effects, Sound, and Film Editing #F1 #Oscars pic.twitter.com/GxXAknN7e9
Nella notte tra il 15 e il 16 Marzo, dunque, F1 The Movie sarà dunque in lizza al Dolby Theatre di Hollywood a Los Angeles per il miglior film, per il miglior montaggio (grazie al prezioso lavoro di Stephen Mirrone), per il miglior sonoro, e infine per i migliori effetti speciali.
Se nella categoria del miglior film sembra piuttosto complicato ipotizzare una sua vittoria (dinanzi a rivali del calibro di Bugonia, Marty Supreme, One Battle After Another, ecc), più realistica è la possibilità per F1 The Movie di puntare alla conquista degli Oscar nelle categorie del miglior montaggio, del miglior sonoro, e a maggior ragione nella categoria dei migliori effetti speciali, dove il film diretto da Kosinski si è fatto fortemente apprezzare.
Qualora F1 The Movie dovesse conquistare una o più statuette dorate, non sarebbe però la prima volta che un film ispirato alla massima serie motoristica riesce ad aggiudicarsi degli Oscar: l’unico precedente risale infatti al 1967 quando il film intitolato Grand Prix, prodotto dalla Metro Goldwin Mayer e diretto da John Frankheimer non solo ottenne tre nominations (miglior montaggio, miglior suono e migliori effetti speciali), ma addirittura vinse tutti e tre gli Oscar nelle rispettive categorie.

© MGM
Il film (uscito nelle sale inglesi il 21 Dicembre 1966) voleva essere un omaggio al mondo della Formula 1 da parte del regista Frankheimer, e vide la partecipazione delle principali scuderie militanti all'epoca nella massima serie motoristica, e in particolare di Ferrari, McLaren e BRM.

La pellicola (che poteva contare sulla colonna sonora firmata da Maurice Jarre, celebre per aver firmato le partiture di numerosi film tra i quali spiccano Lawrence D’Arabia del 1962 e il Dottor Zivago del 1965 per i quali si aggiudicò l’Oscar per la miglior colonna sonora) racconta in sintesi le vicissitudini del pilota statunitense di Formula 1 Pete Aron (interpretato da James Garner), che, dopo esser stato licenziato dalla BRM per aver innescato durante il Gp di Monaco un incidente che ha coinvolto il suo compagno di squadra Scott Stoddard (interpretato da Brian Bedford), viene ingaggiato dalla Yamura (una scuderia giapponese che nel frattempo ha presentato una nuova monoposto dotata di importanti soluzioni destinate a farle fare un importante passo avanti in classifica). Aron si ritroverà così in lotta per il titolo mondiale contro la Ferrari (guidata da Agostini Manetta, interpretato da Adolfo Celi), che presenta come suo pilota di punta il francese Jean-Pierre Sarti, interpretato da Yves Montand.
Il film vedrà quindi il duello per il titolo mondiale tra Aron e Sarti (dopo il Gp di Monaco lungo le anguste stradine di Montecarlo, il film si sposterà sul circuito di Clermont-Ferrand per il Gp di Francia, a Spa-Francorchamps per il Gp di Belgio, a Zandvoort per il Gp d’Olanda, a Brands Hatch per il Gp di Gran Bretagna).

© MGM
L’atto finale della lotta mondiale tra i due contendenti si svolgerà all’Autodromo Nazionale di Monza (con alcune scene girate addirittura sull’ovale, attualmente in disuso) in occasione del Gp d’Italia, con Sarti che incapperà in una violenta uscita di pista (provocata da un detrito) che porterà qualche ora dopo in ospedale alla sua scomparsa. In pista Agostini Manetta alla luce dell’incidente occorso al pilota francese deciderà di ritirare la squadra (nonostante il suo secondo pilota e compagno di squadra di Sarti, l’italiano Nino Barlini (interpretato da Antonio Sabato), fosse in testa alla corsa), con Aron che alla fine riuscirà a conquistare sia il Gp d’Italia (al termine di un duello intenso con l’ex compagno di squadra Stoddard), sia sopratutto il titolo mondiale.
Da registrare la presenza nel film di alcuni piloti di Formula 1 dell’epoca (quali il cinque volte campione del mondo Juan Manuel Fangio, Graham Hill, Richie Ginther, Joakim Bonnier, Jack Brabham), con il campione del mondo 1961 Phil Hill che non solo recitò nel film, ma addirittura girò alcune riprese del film guidando una camera car nel corso di diverse sessioni dei Gp di Monaco e Gran Bretagna 1966. Bisogna dire che le macchine raffigurate nel film non erano delle F1 originali dell’epoca, ma delle monoposto di Formula 3 (realizzate per assomigliare alle macchine della massima serie motoristica), con l’unica eccezione rappresentata dalle monoposto del team Yamura, le quali erano degli esemplari della McLaren M2B (macchina che corse nel 1966 in Formula 1), con la livrea progettata per assomigliare a quella della Honda RA272, anch’essa impegnata in quel periodo nella massima serie motoristica.

©MGM
Guardando Grand Prix non si può non rimanere colpiti dalla grandissima qualità delle immagini onboard, con Frankheimer che girò questo suo primo film a colori utilizzando delle tecnologie di grandissimo rilievo dell’epoca. Da registrare anche la presenza dello split screen, che consiste nella possibilità di poter vedere contemporaneamente più inquadrature sullo stesso schermo, come possiamo vedere nel frame sotto pubblicato.

© MGM
Indipendentemente dalla conquista dei tre Oscar nel 1967, Grand Prix riscosse un grandissimo successo, al punto che il 9 e 10 Novembre 1999 il protagonista del film James Garner tornò a Monza per celebrare il trentennale del film, esibendosi al volante della sua monoposto nell’ambito di un evento collaterale organizzato da Lucky Strike, che vide la partecipazione dell’allora pilota BAR (British American Racing) Jacques Villeneuve al volante sia della sua BAR001, sia di una Brabham BT11, come possiamo vedere in questo filmato.
Così come Grand Prix ha rappresentato una pagina molto importante sia del cinema che della stessa F1, l’auspicio è che F1 The Movie possa farsi apprezzare nella serata degli Oscar per la qualità e per l’innovazione delle riprese proposte (alcune già implementate dallo scorso anno nella tradizionale trasmissione del Gp), in attesa di un possibile sequel, per il momento rinviato dal Presidente e Ceo della massima serie motoristica Stefano Domenicali negli anni a venire.
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