Lewis Hamilton e gli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza

Il campione inglese della Ferrari si è recato nelle scorse settimane in Giordania, dove ha visitato sia il Jordan Red Crescent Hospital di Amman, sia un centro d’imballaggio di aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese
Lewis Hamilton e gli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza
© Lewis Hamilton via Facebook

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 21 gennaio 2026, 12:57

Un campione nello sport, così come nella vita. Se nel mondo della Formula 1 Lewis Hamilton viene considerato uno dei piloti più forti di sempre (essendo riuscito ad eguagliare il record dei sette titoli mondiali vinti da Michael Schumacher e a stabilire il record del maggior numero di vittorie (105), di podi (202) e di pole (104) ottenuti da un pilota nella massima serie motoristica), fuori dalla pista il campione inglese ha dimostrato di avere una grandissima sensibilità che nel corso degli anni lo ha portato a compiere numerose battaglie, sia in nome del rispetto ambientale che dell’inclusione sociale, sia attraverso il progetto denominato Mission 44, sia attraverso la Hamilton Commission
Tra le tantissime battaglie che Lewis ha portato avanti nel corso degli anni non possiamo non ricordare la lotta contro il razzismo e l’omofobia, la battaglia per tutelare le persone più deboli, la campagna di sensibilizzazione a favore del rispetto degli animali, per non parlare della campagna di inclusione sociale volta a favorire lo studio dei giovani provenienti da minoranze sociali, in modo da poter garantire un loro ingresso nel mondo del motorsport. 

Negli ultimi mesi Lewis Hamilton ha preso molto a cuore la difficile situazione che si sta vivendo in Medio Oriente, e più precisamente in Palestina, sulla Striscia di Gaza, dove la popolazione palestinese sta soffrendo non poco per via degli attacchi portati avanti dall’esercito israeliano, con il campione inglese che lo scorso Settembre aveva annunciato di aver effettuato delle donazioni a beneficio di tre organizzazioni umanitarie, che stavano lavorando instancabilmente per fornire ogni genere di aiuto al popolo palestinese, affermando che era difficile rimanere insensibili dinanzi a una tragedia così grande, ma che al contempo non poteva restare a guardare senza fare nulla.

Un impegno, questo, che Hamilton, ha preso profondamente a cuore, e che lo ha portato nelle scorse settimane a recarsi di persona in Giordania per visitare non solo il Jordan Red Crescent Hospital di Amman, ma anche un centro logistico che si occupa dell’imballaggio e dell’invio degli aiuti umanitari alla popolazione palestinese che vive a Gaza. Un’esperienza molto intensa che il campione inglese della Ferrari ha voluto raccontare sui propri social, ai tifosi e agli appassionati di motorsport che lo seguono in tutto il mondo, condividendo così la sua esperienza di volontariato al fianco della Mezzaluna Rossa Giordana, della Mezzaluna Rossa Palestinese, e della Croce Rossa britannica.

© Lewis Hamilton via Facebook

Il tempo trascorso in Giordania, visitando un ospedale e un centro di raccolta di aiuti umanitari dedicati ad aiutare le persone a Gaza, mi ha cambiato la vita. Quando vedi cosa succede sul campo, può essere facile sentirsi senza speranza e pensare che non ci sia nulla che possiamo fare per aiutare. Pensavo che quella sensazione di disperazione sarebbe stata ciò che avrei portato con me dalla mia visita, ma non è stato così.

Ciò che mi ha colpito di più è stato lo spirito di resilienza e umanità. Lo spirito delle famiglie che lottano per la propria sopravvivenza. Lo spirito dei medici che lavorano instancabilmente per salvarli. Lo spirito delle squadre della Croce Rossa Britannica, della Mezzaluna Rossa Giordana e della Mezzaluna Rossa Palestinese che fanno tutto il possibile per fornire aiuti. Tutti noi potremmo trarre beneficio dal loro spirito di resilienza e dalla loro determinazione ad aiutare chi ne ha bisogno.”

In una situazione così complicata come quella attualmente presente a Gaza qualcosa si può comunque fare, pur restando a distanza, ed è qui che l’appello lanciato dall’eptacampione del mondo inglese della Ferrari si fa forte, intenso, quasi a voler chiamare in aiuto i milioni di fan della Rossa sparsi in tutto il mondo per dare un piccolo, ma significativo aiuto alle popolazioni palestinesi, rivolgendosi alle varie organizzazioni umanitarie (in primis la Croce Rossa britannica, per quanto riguarda i fan viventi in Gran Bretagna).  

“Aiutare è possibile, porre fine a questa sofferenza è possibile, ma il flusso di aiuti che attualmente raggiunge Gaza non è affatto sufficiente. Le organizzazioni umanitarie devono poter raggiungere i luoghi in cui c'è bisogno di aiuto, e hanno disperatamente bisogno che noi usiamo le nostre voci e le nostre donazioni per aiutarle a farlo. Se potete, unitevi a me nella donazione alla Croce Rossa Britannica o a una qualsiasi delle straordinarie organizzazioni benefiche che continuano a fornire assistenza, dignità e speranza alla popolazione di Gaza e, per favore, non smettete di parlarne. Dobbiamo continuare a prestare la nostra voce e la nostra attenzione a questa crisi. Dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce per ciò che è giusto.”

© Lewis Hamilton via Facebook

Dietro a questo appello lanciato ai propri fan è possibile apprezzare una volta di più la grande sensibilità che caratterizza Lewis Hamilton. Un pilota capace di dare tutto in pista (monoposto permettendo), ma che fuori dai circuiti e dal paddock si trasforma prontamente in un grande uomo che non si gira mai dall’altra parte, ma che, per quanto possibile, prova a dare la giusta visibilità a chi purtroppo voce non ne ha. Con un solo e unico obiettivo: aiutare veramente chi ne ha bisogno. 

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