Hadjar come Lauda e Schumacher: quando un ritiro ti cambia la vita

Sia nel caso del pilota franco-algerino (appena promosso in Red Bull) così come di Lauda e di Schumacher un ritiro di fatto ha cambiato la loro carriera in Formula 1
Hadjar come Lauda e Schumacher: quando un ritiro ti cambia la vita
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 23 dicembre 2025, 21:11

Niki Lauda: dal ritiro di Monaco all’approdo in Ferrari

© Formula 1

Passare dalla paura di aver appena disputato l’ultima gara in Formula 1 all’emozione di poter correre per la Ferrari l’anno successivo. Il ritiro avvenuto a Montecarlo in occasione del Gp di Monaco il 3 Giugno 1973 diventa la sliding door che permetterà a Niki Lauda di poter approdare nella scuderia di Maranello, dando il via a una rinnovata era di successi per la Rossa, che mancava il titolo iridato dal 1964, anno del primo e unico titolo mondiale vinto da John Surtees. 
Dopo aver fatto il suo esordio in Formula 1 come pilota pagante in occasione del Gp d’Austria 1971 (che lo vedrà qualificarsi in ultima fila con il ventunesimo e penultimo tempo, e ritirarsi in gara dopo soli venti giri a causa della rottura contemporanea di cambio e motore) ed aver disputato la stagione 1972 con il team March, nel 1973 Lauda approda sempre come pilota pagante in BRM. Se le prime due gare lo vedono più lento rispetto ai compagni di squadra (anch’essi paganti) Regazzoni e Beltoise con Niki che si ritira in Argentina e si classifica in ottava posizione in Brasile (con Regazzoni sesto e Beltoise costretto al ritiro per dei problemi elettrici nel corso del 23°giro), in Sudafrica il pilota austriaco (pur costretto al ritiro a causa di un problema al motore dopo esser stato per numerose tornate in sesta posizione) riesce a fare comunque meglio dei compagni di squadra, con Regazzoni costretto al ritiro per un incidente nel corso del secondo giro e Beltoise nel corso del quarto giro a causa di un problema alla frizione). Il successivo Gp di Spagna vede Lauda costretto al ritiro (a differenza di Beltoise, quinto e staccato di un giro dalla Lotus-Ford vincitrice di Emerson Fittipaldi, e Regazzoni nono e staccato di ben sei giri dal vincitore), mentre è in Belgio sul circuito di Zolder che Niki ottiene i suoi primi punti in carriera in Formula 1 conquistando un preziosissimo quinto posto, al termine di una gara che vede entrambi i suoi compagni di squadra costretti al ritiro. 

Arriviamo così al Gp di Monaco, una gara fondamentale per Lauda, che si presenta di fatto alla gara monegasca senza fondi per proseguire la sua carriera in Formula 1. Un vero e proprio problema, visto che  il proprietario del team BRM (Louis Stanley) si aspettava il pagamento della prima rata per permettere a Niki continuare a correre il proseguo della stagione con il team inglese. Il weekend di gara vede il pilota austriaco qualificarsi in sesta posizione, mentre nel corso del Gp di Monaco salirà fino al terzo posto in classifica, salvo poi doversi ritirare nel corso del 24°giro per un problema al cambio. 

Come racconterà Lauda anni dopo, al termine della gara il pilota austriaco viene convocato presso l’Hotel de Paris dal patron BRM Stanley. Niki è consapevole del fatto che l’argomento di quel colloquio riguarda la quota da pagare per rimanere in squadra, ma a sorpresa Stanley gli confesserà di essere a conoscenza dei suoi problemi economici, e che alla luce dell’ottima gara svolta lungo le stradine del Principato potrà continuare a guidare fino al termine della stagione con la BRM senza versare altro denaro. Solo a una condizione: che Niki firmi per BRM anche per le prossime due stagioni (1974-1975) ricevendo 30mila sterline l’anno più il rimborso spese per i viaggi. 

A Lauda non sembra vero il fatto di poter passare dallo status di pilota pagante a quello di pilota retribuito dalla squadra, e non esita a firmare subito il contratto propostogli dal patron BRM Stanley. 
Niki però non può immaginarsi che paradossalmente, proprio il giorno successivo (lunedì 4 Giugno 1973) la sua vita è destinata a subire un’ulteriore scossone, ancora più significativo. 

Tornato a Salisburgo nell’ufficio di suo cugino (che usava per telefonare, mandare e/o ricevere dei fax), Lauda viene avvisato dalla segretaria che poco prima era stato contattato dalla Ferrari, motivo per il quale avrebbe dovuto richiamare un dato numero e chiedere di Luca Cordero di Montezemolo, all’epoca braccio destro di Enzo Ferrari. 
Il pilota austriaco (a differenza di tante volte in cui aveva scherzato con la segretaria in merito a una possibile chiamata Ferrari) capisce subito che questa volta è tutto vero, e così contatta prontamente Montezemolo, il quale gli spiega che Enzo Ferrari era rimasto impressionato dalla sua gara di Montecarlo e voleva parlare con lui. 

Martedì 5 Giugno Niki Lauda si reca a Maranello ed incontra il Drake, il quale con molta franchezza gli racconta di averlo visto domenica in gara a Montecarlo, di averlo visto davanti alle sue Ferrari, e che vorrebbe lui diventasse pilota Ferrari per il 1974. Il pilota austriaco ringrazia, ma spiega di aver appena firmato un contratto con BRM per continuare a correre con loro negli anni successivi. Enzo Ferrari non si scompone, rispondendo a Lauda che non si deve assolutamente preoccupare. La cosa più importante per il Drake è che Niki firmi per la scuderia di Maranello, al resto ci avrebbe pensato lui. Ed è quello che avviene. Il proseguo della stagione 1973 vede Lauda esprimere sempre più sprazzi del suo talento seppur rallentati dai limiti tecnici della BRM, al punto da essere secondo dopo la ripartenza del Gp di Gran Bretagna per alcuni giri (chiuderà dodicesimo), mentre in Germania (sul circuito del Nürburgring) il pilota austriaco partito in quinta posizione sarà costretto al ritiro a causa di un bruttissimo incidente innescato dalla perdita di una ruota che lo porterà a fratturarsi il polso e a saltare la gara casalinga in Austria. 
Tornato a correre a Monza, il pilota austriaco in Canada mostra tutto il suo talento in condizioni da bagnato: qualificatosi in ottava posizione, Lauda parte molto bene e arriva in curva 1 addirittura in terza posizione, che diventerà poi seconda nel corso del terzo giro dopo aver superato Scheckter, per poi arrivare addirittura a conquistare la testa della corsa nella tornata successiva, evidenziando (grazie anche alle gomme da bagnato Firestone) un ritmo a dir poco insostenibile per i principali concorrenti. Solo un problema alla trasmissione nel corso del 62° degli ottanta giri in programma (e il conseguente ritiro) priverà Lauda della vittoria. 

© Formula 1

A campionato finito Lauda saluterà la BRM (con Ferrari che si fece carico della rescissione del contratto precedentemente firmato dal pilota austriaco con Stanley) per approdare nella scuderia di Maranello, dove correrà per ben quattro stagione dal 1974 al 1977 conquistando due titoli mondiali (1975 e 1977), e dove peraltro ritroverà per il biennio 1975-1976 Clay Regazzoni (suo compagno di squadra in BRM), con il pilota ticinese che confermerà al Drake tutte le buoni impressioni che il patron aveva avuto sul pilota austriaco appena approdato al volante della Rossa. 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading