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Hadjar come Lauda e Schumacher: quando un ritiro ti cambia la vita

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 23 dicembre 2025, 21:11
Passare dalla delusione del ritiro nella prima gara corsa in Formula 1 alla soddisfazione di poter correre nel 2026 in un top team. Tra i protagonisti del Mondiale 2025 della massima serie motoristica (conclusosi poco più di due settimane fa ad Abu Dhabi) non possiamo non citare Isack Hadjar.

Approdato in Racing Bulls, il 21enne pilota franco-algerino aveva dovuto patire nella gara di esordio in Australia la delusione del ritiro già nel corso del giro di formazione a causa di un forte acquazzone (che aveva colpito il circuito cittadino dell’Albert Park alcune ore prima della disputa della gara di Formula 1 e che aveva determinato la cancellazione della Feature Race della Formula 2), che aveva reso la pista assai scivolosa, e che lo aveva portato in prossimità di curva 2 ad andare in testacoda e ad impattare contro le barriere, mettendo così anticipatamente fine alla sua gara prima ancora che essa cominciasse.
Tanta era la tensione che si nascondeva dietro quel suo debutto che Hadjar scoppiò a piangere una volta uscito dall’abitacolo della sua monoposto, consolato al rientro nel paddock non solo dal Presidente e Ceo della Formula 1 Stefano Domenicali, ma anche da Anthony Hamilton, padre del sette volte campione del mondo Lewis. Immagini che provocarono lo sdegno dell’allora consulente Red Bull Helmut Marko, che, in merito dichiarò che Isack aveva inscenato un piagnisteo e che era stato uno show piuttosto imbarazzante.
Parole molto dure, quelle di Marko e che complice la delusione per il ritiro anticipato nella prima gara avrebbero potuto mandare in crisi un giovane esordiente nella massima serie motoristica. Non Hadjar, il quale già nella successiva gara di campionato in Cina sfiorò la zona punti, classificandosi in undicesima posizione, con il più esperto compagno di squadra Yuki Tsunoda solo sedicesimo.
In Giappone poi (nella gara che vede la promozione in Red Bull di Tsunoda e il ritorno in Racing Bulls di Lawson) ecco arrivare i primi punti iridati ad opera di Hadjar (ottavo posto), il quale da quel momento in poi comincerà progressivamente la sua scalata verso la promozione in Red Bull in vista della prossima stagione. Il pilota franco-algerino infatti andrà a punti anche in Arabia Saudita (decimo posto), Imola (nono posto), Monaco (sesto posto), Spagna (settimo posto), Italia (decimo posto), Azerbaijan (decimo posto), San Paolo (ottavo posto), Las Vegas (sesto posto) oltre a togliersi la soddisfazione del primo podio nella massima serie motoristica in Olanda, in virtù del terzo posto finale.

Dei 92 punti raccolti dalla Racing Bulls nel 2025, 51 sono quelli raccolti da Hadjar a conferma di una stagione d’esordio estremamente convincente ad opera del pilota franco-algerino, che non solo ha fatto ricredere Helmut Marko in merito alle sue potenzialità (al punto che con il passare dei mesi sarà proprio l’ex consigliere del team uno dei maggiori sostenitori in merito alla promozione di Isack nel team ufficiale), ma ha addirittura spinto la Red Bull a puntare su di lui come seconda guida al fianco di Max Verstappen nel 2026, ufficializzandone la promozione all’indomani della penultima gara di campionato in Qatar (nonostante il ritiro occorsogli per via di una foratura).
Possiamo dire senza essere smentiti che con il senno di poi paradossalmente proprio il ritiro occorsogli all’esordio in Australia è stata una sorta di sliding door che ha consentito ad Hadjar (una volta smaltita la delusione) di poter mostrare tutto il suo talento in Racing Bulls, e che di fatto gli ha aperto le porte della Red Bull, andando così a rilevare il sedile di Tsunoda al fianco di Max Verstappen.
Studiando con attenzione la storia della Formula 1, non possiamo non notare come al pari di Hadjar ben due piloti hanno visto cambiare la loro vita nella massima serie motoristica proprio in seguito a un ritiro avvenuto nel corso di un Gp, arrivando a correre per un top team, e conquistando negli anni addirittura il titolo mondiale: stiamo parlando di Niki Lauda e di Michael Schumacher.
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