F1 Qatar: la rinascita di Piastri e le difficoltà Ferrari

Dopo essersi aggiudicato la gara Sprint, il pilota australiano fa sua anche la pole position del Gp di Qatar, precedendo il compagno di squadra Norris e Verstappen (Red Bull). Ferrari: decimo Leclerc, diciottesimo (ed eliminato in Q1) Hamilton
F1 Qatar: la rinascita di Piastri e le difficoltà Ferrari
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 30 novembre 2025, 07:29

Un pilota ritrovato. Sulla pista amica di Lusail la McLaren può contare non solo su un Lando Norris sempre più destinato al suo primo titolo mondiale, ma anche e sopratutto su Oscar Piastri, che dopo essersi aggiudicato nel pomeriggio la Sprint (dopo i successi già ottenuti nel 2023 e nel 2024), fa sua anche la pole position del Gp del Qatar (penultima prova del Mondiale 2025 di Formula 1) precedendo di 108 millesimi Norris e di 264 millesimi la Red Bull di Max Verstappen. Il risultato in se per se non deve sorprendere: già in passato, infatti, Piastri aveva dimostrato il suo feeling con la pista di Lusail, per cui era lecito immaginare una sua positiva performance sul circuito qatariota. Quello che però sorprende è la sicurezza, l’autorevolezza con cui Oscar è sceso in pista, mettendosi così alle spalle la spirale negativa che aveva portato il giovane pilota australiano della McLaren a perdere prestazione nei confronti del compagno di squadra (e rivale per il titolo) Lando Norris a partire dal Gp dell’Azerbaijan a Baku, al punto da passare addirittura in svantaggio nei suoi confronti in Classifica Piloti. In Qatar invece fin dalla FP1 (che lo ha visto chiudere in prima posizione) Piastri è sembrato quasi ritornare quello dei tempi migliori, conquistando anche il miglior tempo nella Sprint Qualifying, oltre che ad aggiudicarsi (come già detto) la gara Sprint. 

Anche nelle qualifiche valide per il Gp domenicale il pilota australiano della McLaren si è molto ben comportato, ottenendo con una certa sicurezza il miglior tempo in Q1 e Q2, e, dopo esser stato superato da Norris al termine del primo run del Q3 (grazie a una involontaria scia offerta al pilota inglese da Max Verstappen), Piastri nell’ultimo run (complice anche un errore in curva 2 di Norris) è riuscito addirittura a registrare il record della pista (1’19”387, risultando il più veloce di tutti nel secondo settore) andando così a conquistare la sua sesta pole stagionale, potendo contare su una monoposto (la MCL39) capace di fare la differenza rispetto ad esempio alla Red Bull nel secondo e sopratutto nel terzo settore. 

Che Lusail sia la pista perfetta per McLaren per esprimere tutto il suo potenziale è dimostrato anche dal secondo posto di Lando Norris per una prima fila ad appannaggio del team di Woking. Il pilota inglese però (nonostante la sua intenzione di voler vincere il titolo già domenica) potrebbe pagare a caro prezzo l’errore commesso nell’ultimo run del Q3, in quanto domenica occupando la seconda piazzola in griglia di partenza partirà dal lato più sporco della pista, prestando così il fianco sia al compagno di squadra Piastri che alla Red Bull di Max Verstappen, che partiranno invece dal lato più pulito. 

Alle spalle delle due McLaren troviamo in terza posizione la Red Bull di Max Verstappen: con Tsunoda ancora una volta eliminato in Q1 (in virtù del sedicesimo tempo finale), è ancora una volta il campione olandese a fare la differenza, potendo contare su una RB indubbiamente migliore sotto il profilo dell’assetto rispetto a quella deliberata per qualifiche e gara Sprint (al punto da essere molto ben performante nel primo settore) e al contempo tendente meno al bouncing, ma che sembra comunque più in difficoltà rispetto alla McLaren sopratutto nel secondo e terzo settore, al punto da accusarne la superiorità. 

Verstappen è comunque riuscito a restare davanti alle Mercedes di George Russell (quarto, sopra raffigurato) e di Andrea Kimi Antonelli (quinto), su una pista sulla carta non facilissima per il team tedesco, ma con Russell che (dopo la pole della passata stagione) ha comunque dimostrato di trovarsi piuttosto bene sulla pista di Lusail, al punto da arrivare a soli 12 millesimi dalla monoposto del quattro volte campione del mondo olandese della Red Bull, grazie alla buona performance della sua W16 tra il primo e il settore. Anche Antonelli avrebbe potuto ambire potenzialmente addirittura al terzo o (più seriamente) al quarto posto, ma la perdita del retrotreno nell’ultimo giro lanciato in Q3 lo ha portato a perdere quel decimo-decimo e mezzo che alla fine lo ha relegato al quinto posto

Tra i protagonisti di giornata non possiamo non segnalare Isack Hadjar (sesto con la sua Racing Bulls): a un passo dalla sempre più probabile promozione in Red Bull (con la comunicazione relativa alla line-up 2026 attesa la prossima settimana prima del Gp di Abu Dhabi), il giovane rookie franco-algerino dimostra una volta di più tutto il suo talento (in una sessione che ha visto il compagno di squadra Liam Lawson eliminato in Q2 con il tredicesimo tempo) riuscendo a precedere addirittura la Williams di Carlos Sainz Jr. Il pilota spagnolo (in una sessione che ha visto il compagno di squadra Albon eliminato in Q2 con il quindicesimo tempo) è riuscito ad estrarre il massimo potenziale dalla sua FW47 conquistando una preziosissima settima posizione

Da segnalare che la Williams è stata punita dalla Direzione Gara con una multa di 5000 Euro per unsafe release, in quanto nel corso del primo run del Q3 il team di Grove ha mandato Sainz in pista senza aver prima rimosso gli sticker del fondo rimasti attaccati alle gomme posteriori. Adesivi persi poi in pista, e che hanno determinato una momentanea interruzione del Q3, con un marshall sceso in pista (a monoposto rientrate nei box) per rimuovere quanto perso su strada. 

Sainz è riuscito comunque a togliersi la soddisfazione di vincere il derby spagnolo, precedendo il più esperto Fernando Alonso, autore di un positivo ottavo posto, in un weekend che vede al muretto Aston Martin la presenza del futuro Team Principal Adrian Newey, il quale ha tenuto a chiarire come aldilà del nuovo incarico la progettazione della monoposto rappresenterà per lui la massima priorità. 
Sorprendente è anche la nona posizione di Pierre Gasly, che grazie al suo immenso talento regala all’Alpine un incredibile piazzamento in Q3, che potrà così dare al team guidato da Flavio Briatore la possibilità di poter ambire a qualche punto per quantomeno smuovere la Classifica Costruttori. 

©@ScuderiaFerrari

In evidente difficoltà la Ferrari, che sembra faticare tantissimo sui curvoni veloci di Lusail, con il sopra raffigurato Charles Leclerc decimo e Lewis Hamilton diciottesimo ed eliminato in Q1. Se Leclerc cerca per quanto possibile grazie al suo talento di andare oltre le prestazioni garantite dalla SF-25 (che si conferma una volta di più una monoposto mediocre senza alti né bassi), anche se questo vuol dire compiere un doppio testacoda nel primo run del Q3 faticando non poco nel recuperare la monoposto, Hamilton sembra quasi avere la testa già al prossimo anno, accusando in Q1 un distacco di quasi quattro decimi nei confronti del compagno di squadra monegasco. 

Un differente reazione visibile anche al termine delle qualifiche,  con Leclerc che ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) ha confessato con molta onestà che la macchina più di così non va, che ha provato a cambiare qualcosa sperando di potersi avvicinare agli altri, ma che in realtà sono stati gli altri a migliorare rispetto a loro non nascondendo tutto il personale dispiacere, mentre Hamilton è stato decisamente più telegrafico, sostenendo di aver fatto parecchi cambiamenti sulla macchina che sembravano andare nella giusta direzione e che lo avevano anche portato ad essere più vicino a Charles, ma che poi non è riuscito a fare l’ultimo giro. 

Una Ferrari in evidente crisi quella vista a Lusail, e che sembra quasi accettare con profonda rassegnazione il quarto posto finale nella Classifica Costruttori. Se Leclerc in particolare prova con grande generosità ad estrarre quanto più possibile dalla monoposto (non esitando a prendersi dei rischi), Hamilton sembra ormai aver staccato la spina, desideroso di proiettarsi al 2026, quando scatterà il nuovo Regolamento tecnico, che la scuderia di Maranello dovrà interpretare al meglio, ripartendo proprio da quello che in questo momento rappresenta il suo tesoro più grande: i propri piloti.  

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