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F1 Las Vegas: Norris in pole, delusione Ferrari

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 22 novembre 2025, 15:33 (Aggiornato il 24 nov 2025 alle 08:00)
Una qualifica thrilling, condizionata dal maltempo (e in particolare dalla pioggia caduta poco prima dell’inizio della sessione). Su una pista dall’asfalto liscio (e per questo maggiormente scivolosa a causa dello scarso grip presente, che a molti ha ricordato quello già visto nel 2020 in Turchia) ad emergere è stato Lando Norris (McLaren) che ha conquistato la pole position del Gp di Las Vegas (ventiduesima prova del Mondiale 2025 di Formula 1) con il tempo di 1’47”934, precedendo di 323 millesimi la Red Bull di Max Verstappen e di 362 millesimi la sorprendente Williams di Carlos Sainz Jr.

Restando in casa McLaren, chi tra i due piloti ha sofferto maggiormente sul bagnato è stato senza ombra di dubbio Oscar Piastri, che partirà dalla quinta posizione: a beneficio, però, del pilota australiano bisogna dire che nel corso dell’ultimo tentativo lanciato in Q3 Oscar ha trovato una bandiera gialla nel secondo settore (presumibilmente per un lungo di Leclerc) che alla fine lo ha giocoforza rallentato, dopo che nel primo settore si era anche migliorato.

Al fianco di Norris partirà in prima fila Max Verstappen: in una sessione di qualifica che ha visto il compagno di squadra Yuki Tsunoda eliminato in Q1 con il diciannovesimo e penultimo tempo per un errore della squadra (legato alla pressione delle gomme, come dichiarato al termine delle qualifiche dal Team Principal Laurent Mekies), il campione olandese si conferma ancora una volta estremamente competitivo sul bagnato, sfruttando al massimo la sua RB21. Il tutto nonostante (come ammesso ai microfoni di Mara Sangiorgio, Sky Sport F1) non ci fosse molta aderenza in pista, e il grip fosse basso per tutti, con il serio rischio di commettere errori e di non riuscire a mandare correttamente in temperatura le gomme. Ciò nonostante, però, secondo Verstappen assieme al team hanno saputo gestire tutto bene e sono stati in grado di sfruttare al meglio la monoposto.
Guardando alla gara il campione olandese non ritiene di avere un set-up migliore sull’asciutto, affermando che alla fine sarà fondamentale tenere in vita le gomme per via del graining previsto in gara, così come essere veloci con le gomme dure, concludendo che a suo parere sarà difficile vincere, e che se ci sarà un’opportunità proverà comunque a coglierla.

Soffermandoci invece su Sainz, il pilota spagnolo è stato abile ad estrarre il massimo dalla sua monoposto sopratutto in condizioni di pista bagnata in Q1 e Q2 con le gomme full wet. Se sulla carta il progressivo asciugarsi della pista (e l’utilizzo delle gomme intermedie) avrebbero potuto portare la sua Williams a perdere qualcosa sotto il profilo delle prestazioni, Sainz è stato abile a rimanere comunque in gioco per la pole position realizzando un giro (1’48”296) che aveva illuso il pilota spagnolo potesse essere sufficiente per la pole position, e che in seguito è stato poi abbassato in primis da Verstappen, e poi da Norris.
Intervistato al termine delle qualifiche, Sainz ha espresso piena soddisfazione per il terzo posto in griglia, ammettendo però che in ottica gara che il suo obiettivo sarà principalmente quello di difendere il risultato ottenuto in qualifica (come già avvenuto in Azerbaijan), dovendosi guardare alle sue spalle da monoposto decisamente più veloci, con l’intento di ottenere il risultato migliore possibile per la squadra.

Parziale delusione in casa Mercedes: su una pista dove veniva data chiaramente come favorita (per via del layout della pista e per le basse temperature previste) il team tedesco guidato da Toto Wolff ottiene un quarto posto con George Russell (autore del giro più veloce in Q1 e Q2, salvo accusare un problema allo sterzo in Q3 che ha finito per penalizzare la sua prestazione), e con Andrea Kimi Antonelli diciassettesimo ed addirittura eliminato in Q1, con il giovane pilota bolognese che ha fatto molta fatica a mandare in temperatura le gomme full wet, e che nell’ultimo run si è reso protagonista di un bloccaggio in curva 14 che alla fine ha decretato la sua eliminazione.
La Mercedes è stata anche protagonista di un giallo emerso sul finire delle qualifiche, in quanto il team tedesco non aveva fornito prima dell’inizio delle qualifiche al Delegato Tecnico FIA Jo Bauer le schede di set-up di entrambe le monoposto, violando così l’articolo 40.1 del Regolamento Sportivo e rischiando seriamente di venir squalificata (e di dover partire dal fondo dello schieramento in gara). Il team tedesco ha però potuto dimostrare di aver inviato per tempo i documenti al Dipartimento Tecnico FIA, e che la mancata ricezione nei tempi previsti era da addebitarsi a un problema tecnico legato alla connessione internet che ha portato alla ricezione posticipata dei documenti in questione.
Qualifiche positive anche in casa Racing Bulls, con Liam Lawson sesto ed Isack Hadjar ottavo, divisi dall’Aston Martin di Fernando Alonso buon settimo in una sessione che ha visto il team inglese emergere nel Q1 per aver saputo optare prontamente per la gomma full wet con entrambi i piloti rispetto agli altri team, ma al contempo sbagliare nel Q2 la tempistica del passaggio alle gomme intermedie montandole troppo presto, decretando di fatto l’eliminazione di Lance Stroll (partirà dodicesimo dopo esser stato in Q1 tra i migliori, andando così a ribadire il suo feeling in condizioni di pista scivolosa e bagnata).

“ Non abbiamo il passo, con la pioggia non abbiamo il passo. Non lo so, ho provato di tutto. È da sette anni che abbiamo questo problema, è sempre stato una delle mie più grandi forze nelle categorie minori, da quando sono arrivato qua non ho mai più trovato il feeling sotto la pioggia. E quello continua. Ogni volta proviamo delle cose diverse, ma non c’è niente da fare, non ho spiegazioni. Però inizia ad essere un po' lungo , perché in quelle condizioni ogni volta che c’è un po' di pioggia sappiamo già cosa aspettarci… Provo a dimenticarlo e a dare tutto , ma anche oggi con un bel giro non c’era niente da fare. Dopo nell’ultimo giro quando ho provato a migliorare non c’era nulla più che potessi fare. Quindi anche con l’errore ero sempre un decimo dietro il mio tempo di prima, quindi non avrei migliorato. Quando vedo il distacco, è veramente difficile da capire”.

Se Leclerc dovrà partire come detto dalla nona posizione, peggio ancora è andata a Lewis Hamilton, che per la prima volta nella sua carriera ha ottenuto in qualifica l’ultimo tempo per cause non imputabili a delle problematiche di matrice tecnica. Tante le disavventure che hanno reso a dir poco complicato il Q1 dell’eptacampione del mondo inglese, che dopo aver ottenuto nella prima fase della sessione un tempo in grado garantire (in quel frangente) un tranquillo passaggio in Q2, nel giro successivo ha centrato in pieno un birillo in curva 14, che poi è rimasto incastrato per un periodo di tempo sotto alla sua Ferrari (come possiamo vedere in maniera assai eloquente dal tweet sotto pubblicato).
Lewis Hamilton is OUT of Qualifying!
— Formula 1 (@F1) November 22, 2025
He is set to line up in P20 for tomorrow's Las Vegas Grand Prix #F1 #LasVegasGP pic.twitter.com/aRR2bhkfS1
Come se questo non bastasse, negli ultimissimi minuti del Q1 Hamilton mentre stava migliorando decisamente la propria prestazione è stato costretto ad alzare il piede nell’ultimo settore per via dell’incidente occorso alla Williams di Alexander Albon, vanificando così l’ottimo tempo che stava realizzando. Ciò nonostante, il pilota inglese della Ferrari avrebbe ancora pochi secondi a disposizione per tagliare il traguardo ed effettuare un ultimo, disperato tentativo per entrare in Q2, ma una volta tagliato il traguardo alza il piede (nonostante il suo ingegnere di pista Riccardo Adami via radio lo invitasse comunque a spingere sull’acceleratore), convinto di aver preso seppur di pochissimo la bandiera a scacchi. Riguardando con attenzione le immagini, non è per nulla così, a dimostrazione che Adami ci aveva visto giusto.
Analizzando con attenzione i frame in questione, possiamo infatti vedere che al momento di tagliare la control line (la linea su cui vengono presi i rilievi cronometrici) la luce posta ai lati è ancora verde, mentre pochi istanti dopo i semafori centrali diventano rossi. Ciò vuol dire, pertanto, che per pochissimi secondi Hamilton era ancora dentro e che volendo avrebbe potuto effettuare quell’ultimo tentativo lanciato, che quasi sicuramente lo avrebbe messo nelle condizioni di poter approdare in Q2. Circostanza, questa, avvalorata anche dai documenti della Direzione Gara, secondo cui il primo pilota a prendere la bandiera a scacchi era stato Gabriel Bortoleto (Sauber), che si trovava dietro ad Hamilton.
Una incomprensione (quella tra Hamilton e Adami) che costa all’eptacampione del mondo inglese l’ultimo posto in griglia (era dal Gp di Abu Dhabi 2009 con Giancarlo Fisichella che una Rossa senza problemi tecnici non si qualificava in ultima posizione), obbligandolo all’ennesima gara di rimonta. Mai come in questo caso fondamentale e necessaria per dare modo alla Ferrari di scalzarsi da quel quarto posto in Classifica Costruttori ormai sempre più sicuro, e che rappresenta una vera e propria onta dinanzi a una stagione a dir poco deludente come quella che si sta andando a concludere.


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