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F1 San Paolo: la vittoria di Norris e la rimonta di Verstappen© Getty Images

F1 San Paolo: la vittoria di Norris e la rimonta di Verstappen

Il pilota inglese della McLaren fa suo il Gp di San Paolo precedendo la Mercedes di Antonelli e la Red Bull del campione olandese. Ferrari: ritirati sia Leclerc che Hamilton

10 novembre

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Una vittoria che potrebbe aver indirizzato l’esito del Mondiale Piloti. Dopo essersi aggiudicato la gara Sprint ed aver ottenuto la pole position, Lando Norris fa suo anche il Gp di San Paolo (ventunesima prova del Mondiale 2025 di Formula 1) ma sopratutto porta a 24 i punti di vantaggio sul compagno di squadra Oscar Piastri e a 49 i punti di vantaggio nei confronti del quattro volte campione del mondo Max Verstappen a tre gare e una Sprint dal termine della stagione

Una vittoria (quella di Norris a Interlagos) di fatto mai messa in discussione, con il pilota inglese abile a partire molto bene sia al via della gara, sia alla ripartenza della stessa nel corso del sesto giro (dopo l’ingresso in pista della Safety Car, necessario per rimuovere la Sauber incidentata di Gabriel Bortoleto, costretto al ritiro dopo il contatto con l’Aston Martin di Lance Stroll avvenuto nel corso del primo giro in curva 10, con il pilota canadese che ha spinto il pilota brasiliano verso sinistra, facendogli perdere leggermente il controllo della sua monoposto prima di andare ad impattare frontalmente verso il muretto, mettendo così fine alla sua gara) e a trovare fin da subito un vantaggio nei confronti degli immediati inseguitori, potendo contare su una MCL39 apparsa fin da subito a suo agio sul circuito di Interlagos, che presenta sopratutto nel secondo settore quelle curve da medio-bassa velocità che da sempre rappresentano il punto forte della monoposto del team di Woking, tagliando alla fine il traguardo con 10”388 sulla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, e con 10”750 sulla Red Bull di Max Verstappen, staccato di 362 millesimi dal giovane pilota italiano. 

Analizzando nel complesso la prestazione di Norris nell’arco dell’intero weekend, quello che colpisce è senza ombra di dubbio la duttilità del giovane Lando dinanzi alle mutevoli condizioni climatiche che il weekend brasiliano ci ha mostrato (iniziato nella giornata di venerdì con temperature più fredde, salite poi in occasione delle qualifiche del sabato, per poi riscendere un pochettino in occasione della gara), con il pilota inglese abile ad estrarre come mai successo prima il massimo potenziale della sua monoposto, disputando alla fine una gara estremamente perfetta. 

Come già rilevato nell’analizzare le qualifiche, sembra quasi come se Norris avesse fatto un ulteriore step per quanto riguarda la propria forza mentale, dimostrandosi rispetto al passato un pilota molto più sicuro delle proprie potenzialità e dei propri mezzi, limitando al massimo quegli errori che fino a pochi mesi fa avrebbe fatto se messo sotto pressione, e che ora risultano quasi del tutto scomparsi. Una maturità, quella che Norris ha cominciato ad evidenziare prima a Città del Messico ed ora in Brasile sulla pista di Interlagos, che sembra quasi spingere sempre più il pilota inglese verso la sempre  più probabile conquista del primo titolo mondiale. Fondamentale sarà nelle prossime gare non commettere errori, ma ancor di più mantenere quella freddezza, ma ancor più quella forza mentale vista in queste ultime gare. 

Se con la vittoria ottenuta a Interlagos Norris si avvicina sempre più a un possibile titolo mondiale, in casa McLaren bisogna registrare l’ennesimo errore in gara ad opera di Oscar Piastri, il quale avrebbe potuto ambire tranquillamente al podio (o comunque al secondo posto alle spalle di Norris) se nel corso del sesto giro al momento della ripartenza dopo la Safety Car non avesse cercato forzatamente subito il sorpasso ai danni della Mercedes di Antonelli cercando un possibile pertugio sulla sinistra al momento di affrontare curva 1, che ha finito per metterlo nelle condizioni di non avere più spazio, finendo per toccare la Mercedes del pilota italiano, il quale a sua volta ha finito per toccare la Ferrari di Charles Leclerc, danneggiandone la sospensione anteriore e decretandone di fatto il ritiro. 

La Direzione Gara ha così comminato una penalità di dieci secondi nei confronti di Piastri (punendo il fatto che al momento di effettuare la manovra costata poi il contatto l’asse anteriore della MCL39 del pilota australiano non era affiancato allo specchietto retrovisore della Mercedes di Antonelli), il quale alla fine si deve accontentare di un quinto posto, che lo allontana sempre più da quel titolo mondiale piloti che sopratutto nella prima parte della stagione sembrava essere decisamente alla sua portata.

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