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F1, Monza 2010: Fernando Alonso e la vittoria con Ferrari

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 4 settembre 2025, 14:37
Mettersi alle spalle l’errore commesso in Belgio. Con questo presupposto Fernando Alonso si presenta a Monza per il Gp d’Italia, quattordicesima prova del Mondiale 2010 di Formula 1. Dopo gli ultimi due anni trascorsi in Renault, il campione asturiano è approdato in Ferrari con l’obiettivo di riportare la scuderia di Maranello a conquistare il titolo mondiale, e al suo fianco può contare sul contributo di Felipe Massa, al rientro dall’incidente patito nelle qualifiche del Gp d’Ungheria l’anno precedente, che lo aveva portato a saltare per infortunio le ultime sette gare della stagione 2009.
Se nelle prime due gare del Mondiale 2010 la Ferrari coglie al debutto in Bahrain una preziosissima doppietta grazie alla vittoria di Alonso e al secondo posto di Felipe Massa a cui segue poi un terzo e quarto posto in Australia (con il pilota brasiliano davanti al campione asturiano), nella rimanente prima parte di stagione la Rossa fa molta fatica ad emergere (arrivando a conquistare due podi con Alonso, frutto del secondo posto in Spagna e del terzo posto in Canada) in un campionato in cui sembrano brillare le stelle di Lewis Hamilton e di Mark Webber, con McLaren e Red Bull che sembrano avere qualcosa in più rispetto alla scuderia di Maranello, al punto che già a metà campionato i tifosi cominciano con rassegnazione a posticipare i sogni di titolo alla stagione successiva.
Con l’introduzione però di alcuni aggiornamenti (e in particolare della nuova ala anteriore, tacciata da alcuni rivali di essere troppo flessibile al pari di quella Red Bull), la SF-10 comincia a dare i primi segnali di ripresa: in Germania sul circuito di Hockenheim la scuderia di Maranello torna a vincere ottenendo la seconda doppietta stagionale con Fernando Alonso davanti a Felipe Massa, in una gara che vedrà nel corso del 48°giro l’ingegnere di pista del pilota brasiliano Rob Smedley invitare Felipe a lasciar passare Alonso tramite un team radio passato alla storia per la celebre frase “Fernando is faster than you”. All’epoca, però, non era consentito da parte delle squadre dare via radio degli ordini di scuderia ai propri piloti, motivo per il quale la Federazione pur lasciando inalterato il verdetto della pista comminerà alla Ferrari una multa di 100.000 dollari.
Dopo la vittoria in Germania, Alonso conquisterà il secondo posto in Ungheria (con Felipe Massa quarto) alle spalle della Red Bull di Mark Webber, mentre in Belgio un errore porterà il campione asturiano al ritiro, con Felipe Massa quarto alle spalle della McLaren-Mercedes di Lewis Hamilton, vincitore della gara davanti alla Red Bull di Mark Webber e alla Renault di Robert Kubica.
Alla vigilia del Gp d’Italia la Classifica Piloti vede Hamilton in testa con 182 punti, davanti a Webber (179), Vettel (151), Button (147) e Alonso (141), con Massa sesto e più staccato a quota 109.
La Classifica Costruttori vede la Red Bull in testa con 330 punti, una lunghezza in più della McLaren, seconda con 329 punti. Più staccata la Ferrari, terza con 250 punti.
È chiaro a tutti come una potenziale vittoria di Alonso e della Ferrari a Monza potrebbero rilanciare le sorti del campione asturiano e della scuderia di Maranello nelle rispettive classifiche. L’importante, però, è non sbagliare nulla, su una pista che sulla carta sembra poter prediligere sia la Rossa che la McLaren, mentre viene vista con un po' più di scetticismo in casa Red Bull.

Se le prime prove libere non sembrano andare in direzione della Rossa (con Alonso e Massa ottavo e nono in FP1, secondo e terzo in FP2 e poi terzo e quarto in FP3), in qualifica ad emergere è la Ferrari numero 8 di Alonso, che conquista la sua prima pole stagionale (la ventesima in carriera) con il tempo di 1’21”962, precedendo la McLaren-Mercedes di Jenson Button (1’22”084), la Rossa di Felipe Massa (1’22”293). In quarta posizione in griglia di partenza troviamo la Red Bull-Renault di Mark Webber (1’22”433) davanti alla McLaren-Mercedes di Lewis Hamilton (1’22”623) e alla Red Bull-Renault di Sebastian Vettel (1’22”675).

©Autosprint
Al via della gara Jenson Button parte decisamente meglio di Alonso e conquista la testa della gara, mentre il pilota asturiano si deve guardare anche dall’attacco del compagno di squadra Massa, partito decisamente meglio, e che non a caso passa davanti a lui al momento di affrontare la Prima Variante.

Alonso però non ci sta e all’uscita della Prima Variante si tocca leggermente con la monoposto gemella di Massa, con le due Rosse in battaglia per la seconda posizione quasi fino all’altezza della Variante della Roggia, dove Alonso riesce a sopravanzare il compagno di squadra brasiliano. Alle spalle dei due ferraristi Lewis Hamilton (quarto dopo aver superato al via la Red Bull di Webber) resta in scia alla Rossa di Felipe Massa e all’altezza della Variante della Roggia tenta un attacco nei confronti del pilota brasiliano, il quale però finisce per toccare la McLaren del pilota inglese, provocando il danneggiamento della sospensione anteriore destra. Gara automaticamente finita per Hamilton, che non a caso finisce dritto nella ghiaia all’altezza della prima curva di Lesmo.
Con Hamilton fuori dai giochi, la classifica del Gp d’Italia vede nel corso del primo giro in testa la McLaren-Mercedes di Button, seguito dalle Ferrari di Alonso e Massa, dalla Mercedes di Nico Rosberg (quarto), dalla Renault di Robert Kubica (quinto) e dalla Williams-Cosworth di Nico Hulkenberg (sesto). In settima e nona posizione troviamo le Red Bull di Sebastian Vettel e di Mark Webber, partite piuttosto male al via della gara e separate dalla Mercedes di Michael Schumacher (ottavo). A chiudere la top ten la Toro Rosso motorizzata Ferrari di Sebastien Buemi.

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La gara almeno nelle posizioni di testa non sembra regalare grandi emozioni. McLaren e Ferrari, infatti, presentano due monoposto differentemente assettate: se la MP4/25 si dimostra molto ben performante in curva, la SF-10 risulta essere decisamente più scarica, eppure nonostante questo (e alla maggiore velocità in rettilineo di ben 10 Km/h rispetto alla McLaren) Alonso (pur avvicinandosi a Button) non sembra essere nelle condizioni di riuscire a superare la McLaren, dando la sensazione di non avere margine su di lui. Fin da subito si capisce come sotto questo aspetto il pit stop giocherà un ruolo chiave.
Alle spalle dei primi tre classificati che sembrano quasi disputare una gara a parte, da registrare per quanto riguarda la top ten all’inizio del sesto giro l’attacco ad opera di Webber nei confronti della Mercedes di Michael Schumacher, con il pilota australiano che mette a segno il sorpasso sfruttando il rettilineo del traguardo (salendo così in ottava posizione) e chiudendolo al momento di affrontare la Prima Variante. Schumi tenta un controsorpasso all’altezza della Variante della Roggia, ma senza successo.
Tra il 20° e il 21°giro scambio di posizioni in Red Bull tra Mark Webber (che sale in settima posizione) e Sebastian Vettel (che scende in ottava) alla luce di alcuni problemi tecnici accusati dal pilota tedesco (che verranno poi risolti nei giri successivi dalla squadra intervenendo sulla telemetria).
Al termine del 33°giro comincia il valzer di pit stop (per quanto riguarda la top ten): il primo a fermarsi è Kubica (Renault, 5.6 secondi il tempo della sosta) che rientra in nona posizione.
Al termine del 35°giro si fermano in contemporanea Rosberg (Mercedes, 3.7 secondi il tempo della sosta) e Webber (Red Bull, 3.9 secondi il tempo della sosta), che rientrano rispettivamente in settima e nona posizione. Il pilota australiano per soli pochi millesimi il pilota australiano manca il sorpasso ai box nei confronti della Renault di Kubica.
Al termine del 36°giro si ferma non solo la McLaren-Mercedes di Jenson Button (4.2 secondi il tempo della sosta, con un tempo di percorrenza della pitlane pari a 22.955 secondi), ma anche la Williams-Cosworth di Nico Hulkenberg (4.0 secondi il tempo della sosta), che rientra in pista di poco davanti alla Renault di Kubica, che viene superata poco prima di affrontare la Variante della Roggia dalla Red Bull di Mark Webber, che sale così in settima posizione.
Al termine del 37°giro è la Ferrari di Fernando Alonso che si ferma ai box per effettuare la sosta, che si preannuncia essere decisiva ai fini dell’esito del Gp d’Italia. Per superare la McLaren di Button ci vuole un miracolo da parte dei meccanici della Ferrari per trovare quei pochissimi decimi in grado di mettere Alonso davanti alla monoposto del team di Woking, ed è proprio in questo frangente che i meccanici della Rossa si esaltano, compiendo l’ennesimo miracolo. Il pit stop di Alonso dura infatti 3.4 secondi con un tempo di percorrenza della pitlane pari a 22”154 secondi, e ciò lo mette nelle condizioni di uscire dalla pitlane davanti a Button, con pochissimi millesimi di vantaggio alla frenata della Prima Variante. Una volta scaldate le gomme dure, il campione asturiano della Ferrari riuscirà con il passare dei giri a creare un vantaggio di sicurezza tra se e Button.
Al termine del 38°giro è la Rossa di Felipe Massa a fermarsi (3.5 secondi il tempo della sosta, con la percorrenza della pitlane in 22”749), con il pilota brasiliano che torna in pista in terza posizione subito alle spalle di Button.
Al termine del 39°giro la classifica vede dunque in testa la Ferrari di Fernando Alonso davanti alla McLaren di Jenson Button, alla Rossa di Felipe Massa, alla Red Bull di Sebastian Vettel (quarto, non ancora fermatosi), alla Mercedes di Nico Rosberg (quinto), alla Williams di Nico Hulkenberg (sesto), alla Red Bull di Mark Webber (settimo), alla Renault di Robert Kubica (ottavo), alla Mercedes di Michael Schumacher (nono) e alla Renault di Vitalij Petrov (decimo, non ancora fermatosi).
Nel corso del 50°giro Webber trova il sorpasso nei confronti della Williams-Cosworth di Hulkenberg salendo così in sesta posizione, mentre la Williams gemella di Barrichello sale in decima posizione approfittando della sosta della Renault di Petrov.
Gli ultimi tre giri di gara non riserveranno particolari sorprese, se non un lungo di Fernando Alonso alla Prima Variante nel corso del 51°giro mentre era intento nel doppiaggio della BMW-Sauber motorizzata Sauber del connazionale Pedro De la Rosa, con il ferrarista che tornerà regolarmente in pista senza perdere troppo nei confronti di Button, mentre al termine del penultimo giro si ferma la Red Bull di Sebastian Vettel (3”3 il tempo della sosta) che manterrà la quarta posizione davanti a Rosberg.

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Fernando Alonso si aggiudica così il Gp d’Italia con un vantaggio di 2”938 sulla McLaren di Jenson Button, di 4”223 sulla Rossa di Felipe Massa, di 28”196 sulla Red Bull-Renault di Sebastian Vettel (quarto), di 29”942 sulla Mercedes di Nico Rosberg (quinto), di 31”276 sulla Red Bull-Renault di Mark Webber (sesto), di 32”812 sulla Williams-Cosworth di Nico Hulkenberg (settimo) e di 34”028 sulla Renault di Robert Kubica (ottavo). A chiudere la top ten la Mercedes di Michael Schumacher (nono) e la Williams-Cosworth di Rubens Barrichello in decima posizione.
Grazie alla vittoria di Monza il campione asturiano sale al terzo posto in una Classifica Piloti che vede nelle primissime posizioni Mark Webber passare in testa con 187 punti, seguito da Hamilton (182), Alonso (166), Button (165), Vettel (163) e Massa a quota 124.
In Classifica Costruttori la Red Bull è sempre in testa con 350 punti, seguita da McLaren (347) e dalla Ferrari a quota 290 punti.

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Come già detto, la gara di Monza rilancerà le quotazioni di Alonso in Classifica Piloti, con il pilota asturiano si aggiudicherà anche la successiva gara di campionato a Singapore così come la prima edizione del Gp di Corea, e si presenterà (dopo il terzo posto del Brasile) all’ultimo appuntamento del Mondiale ad Abu Dhabi con 8 punti di vantaggio su Webber, ma purtroppo ciò non sarà sufficiente per riportare a Maranello il titolo iridato (andato invece alla Red Bull di Sebastian Vettel).
Per quanto riguarda invece il Gp d’Italia, dopo quella di Alonso ci vorranno ben nove anni prima che un pilota Ferrari possa tornare a vincere la gara di Monza, nel 2019 con il giovanissimo Charles Leclerc. Ma questa, come scriverebbe Michael Ende, è un’altra storia.
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