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F1 Belgio: vince Piastri davanti a Norris, Leclerc terzo

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 28 luglio 2025, 09:46
Una netta superiorità tecnica. Come era lecito immaginarsi è la McLaren ad aggiudicarsi il Gp del Belgio (tredicesima prova del Mondiale 2025) con il team di Woking che dopo 26 anni torna a conquistare una doppietta sul circuito di Spa-Francorchamps (l’ultima volta era stato il 29 Agosto 1999 con David Coulthard che si aggiudicò la gara davanti a Mika Hakkinen) grazie alla vittoria di Oscar Piastri e al secondo posto di Lando Norris al termine di una corsa che ha visto il pilota australiano sfruttare molto bene l’occasione che gli si era posta in partenza per superare il compagno di squadra, e con Norris autore di parecchi errori nel corso del Gp che alla fine di fatto gli hanno pregiudicato la possibilità di lottare per la gara con Piastri.
Il Gp del Belgio inizia subito con l’insidia del maltempo (che aveva portato in mattinata alla cancellazione della Feature Race della Formula 3 e alla partenza dietro la Safety Car per quanto riguarda la Feature Race della Formula 2, conclusasi con due giri di anticipo), con tutte le squadre che decidono di utilizzare le gomme intermedie e con la Direzione Gara che inizialmente decide di far effettuare il giro di formazione dietro alla Safety Car, salvo poi esporre la bandiera rossa non solo per la troppa acqua presente in pista nel primo settore, ma anche e sopratutto a causa della scarsa visibilità (per via della quantità d’acqua alzata non tanto dalle gomme, quanto dai diffusori delle monoposto).

Ci vorrà circa un’ora e 20 minuti prima la gara possa avere effettivamente inizio (approfittando di una finestra di sereno), con le monoposto che tornano in pista sempre con gomme intermedie effettuando i primi quattro giri dietro la Safety Car. Una scelta quella della Direzione Gara improntata sulla massima sicurezza vista anche la lunghezza del tracciato (7004 metri), ma che con il senno di poi si è rivelata essere forse troppo conservativa, visto che la pista tendeva ad asciugarsi piuttosto rapidamente, motivo per il quale forse sarebbero bastati due o tre giri dietro la Safety Car (e non quattro) prima di dare il via effettivo alla corsa con il rientro in pitlane della vettura di sicurezza e con la partenza lanciata (rolling start).
Dunque, solo al termine del quarto giro con il rientro della Safety Car in pitlane la gara può finalmente prendere il via, ed è proprio in questa fase che avviene il sorpasso che di fatto deciderà la gara: al momento di affrontare curva 1 (La Source) Norris accusa una piccola sbandata, che però non gli consente di avere la giusta accelerazione per affrontare Eau Rouge e Redillon. Piastri è abile ad approfittarne, per poi sferrare il colpo decisivo lungo il rettilineo del Kemmel e prendere così la testa della corsa.
Da quel momento la gara del pilota australiano sarà una corsa di sostanza, ma anche estremamente tattica: non solo infatti Piastri si ferma prima di Norris per passare dalle gomme intermedie alle gomme d’asciutto, ma addirittura monta una mescola differente rispetto al compagno di squadra (gomma media contro la gomma dura montata da Norris).

Con una monoposto del calibro della MCL39 (capace di generare un maggior carico aerodinamico rispetto alla concorrenza per via di un’ottimale efficienza aerodinamica e di fare la differenza in pista sia sul bagnato che sull’asciutto) per Piastri diventa così un gioco di ragazzi controllare Norris grazie a un’adeguata gestione delle gomme medie (sulla carta destinate a una minore durata rispetto alle gomme medie), rispetto a una gomma dura (la C1) che a sorpresa si è rivelata essere piuttosto consistente sotto il profilo prestazionale.

Se una volta montate le gomme dure Norris sembra quasi essere anche più veloce rispetto a Piastri, bisogna anche dire che i numerosi errori commessi in gara dal pilota inglese (la già citata sbandata a La Source che ha favorito il sorpasso di Piastri, un ritardo nell’avvitamento della gomma anteriore sinistra da parte dei meccanici durante il pit-stop, un errore nel controllo del sovrasterzo all’altezza della curva Pouhon costato circa 1.2 secondi, un ulteriore errore in bloccaggio della gomma anteriore destra a La Source costato circa sei decimi, un errore di bloccaggio che a due giri dal termine è costato circa un secondo) lo mettono di fatto nelle condizioni di non potersi avvicinare al compagno di squadra, con Piastri abile così a conquistare il Gp del Belgio con 3”415 nei confronti di Norris, che, senza quegli errori probabilmente negli ultimi giri avrebbe potuto far sua la gara, o alla peggio lottare con il compagno di squadra. Se Piastri esce vittorioso da Spa-Francorchamps, è comprensibile la delusione da parte di Norris, il quale però tra sette giorni avrà la possibilità di battagliare con il compagno di squadra australiano sulla pista amica dell’Hungaroring.

Un dominio netto, quello della McLaren a Spa-Francorchamps: ne è la riprova il fatto che il terzo classificato Charles Leclerc (sopra raffigurato) sia arrivato al traguardo staccato di ben 20”185 da Piastri al termine di una gara tutto sommato positiva per la Ferrari, che (complice anche il settimo posto di Lewis Hamilton) rafforza il secondo posto in Classifica Costruttori portando a 28 i punti di vantaggio sulla Mercedes.
Se nella prima parte di gara (su pista bagnata) il pilota monegasco paga l’assetto più scarico sulla sua Ferrari dovendosi difendere anche dagli attacchi di Max Verstappen, man mano che la pista si è asciugata la sua SF-25 ha cominciato gradualmente a crescere sotto il profilo prestazionale per via dell’assetto un po' più scarico, con Charles capace di girare anche su tempi vicini a quelli della McLaren, grazie anche alla sospensione posteriore riveduta e corretta portata all’esordio in questa gara che sembra essersi comportata piuttosto bene, in attesa di poterla ottimizzare ulteriormente nella prossima gara di campionato in Ungheria (dove torneranno ad essere tre le sessioni di prove libere a disposizione, non essendoci la gara Sprint).

Intervistato al termine della gara da Mara Sangiorgio (Sky), Leclerc (sopra raffigurato sul podio) non nasconde che sulla carta la squadra pensava di arrivare quarta, ritenendo che sia le due McLaren che la Red Bull di Verstappen avessero un passo gara migliore del loro, anche per quanto visto in occasione della Sprint. Invece fortunatamente le scelte fatte sotto il profilo dell’assetto si sono rivelate essere corrette al punto da non avere alcun tipo di rammarico per il weekend, e questo rende contento Charles, secondo il quale però bisogna fare attenzione con la positività e al contempo evitare di creare delle false aspettative.
Secondo il pilota monegasco la squadra è sulla strada giusta, ma è al contempo convinto che la strada per raggiungere sia le due McLaren che la Red Bull di Verstappen sia ancora lunga, visto e considerato che la squadra è riuscita a tenersi alle spalle il pilota olandese avendo fatto tutto perfetto e con Verstappen che di fatto non ha avuto aria pulita.

©@ScuderiaFerrari
Positiva anche la gara di Lewis Hamilton, classificatosi in settima posizione e partito dalla pitlane dopo aver modificato il set-up della propria monoposto oltre ad aver montato la quinta power unit stagionale. Dopo aver superato nel corso del quinto giro (il primo di gara vero e proprio dopo le prime quattro tornate dietro la Safety Car) l’Aston Martin di Lance Stroll, l’eptacampione del mondo inglese supera la Williams di Carlos Sainz Jr nel corso del settimo giro all’altezza della Bus Stop, l’Alpine di Colapinto e la Sauber di Hulkenberg nel corso dell’ottavo giro risalendo così al quattordicesimo posto, l’Alpine di Pierre Gasly poco prima di Stavelot nel corso del nono giro. Al termine del dodicesimo giro Hamilton si ferma ai box per primo per passare dalle gomme intermedie a quelle d’asciutto (nella fattispecie un set di gomme medie): la chiamata ad opera del box Ferrari si rivelerà corretta al punto da consentire all’eptacampione del mondo inglese di recuperare diverse posizioni risalendo fino al settimo posto, alle spalle della Williams di Alexander Albon. Hamilton proverà a superare Albon, ma invano, penalizzato dall’alto carico (che lo aveva aiutato nella prima fase di gara per via della pista bagnata) che lo rende competitivo nel secondo settore, ma che al contempo lo fa soffrire in prima e terza posizione, chiudendo la gara in settima posizione.
Intervistato al termine della gara da Mara Sangiorgio (Sky), Hamilton (premiato dagli appassionati di tutto il mondo con il Driver Of The Day) ha dichiarato che quelle odierne sono le condizioni in cui è cresciuto, che gli hanno dato tante opportunità e che ha imparato ad amare. Nello scusarsi per gli errori commessi venerdì e sabato, l’eptacampione del mondo inglese ha dichiarato che continuerà comunque a spingere, avendo guadagnato qualche punto sulla Mercedes. Hamilton è convinto di aver capito i cambiamenti apportati alla monoposto, aggiungendo che tornerà in fabbrica, e di essere grato agli uomini a Maranello per tutto il duro lavoro effettuato con questo upgrade, aggiungendo che ci sono molte persone che hanno lavorato tantissimo e che stanno ancora spingendo.

In quarta posizione troviamo la Red Bull di Max Verstappen, il quale ha pagato senza ombra di dubbio la decisione della Direzione Gara di posticipare di un’ora e venti muniti l’inizio del Gp del Belgio. Ricordiamo, infatti, che per evitare quanto occorso in Gran Bretagna (con Verstappen penalizzato dall’assetto più scarico per via dell’arrivo della pioggia) la Red Bull (a differenza della Sprint) aveva optato per un assetto più carico in modo tale da poter emergere in caso di gara bagnata. Una scelta, come sopra detto, vanificata dal posticipo stabilito dalla Direzione Gara che ha fatto si che nelle primissime fasi con pista ancora bagnata la RB21 di Verstappen fosse un avversario profondamente temibile per la Ferrari di Charles Leclerc. Man mano che la pista è andata ad asciugarsi il maggior carico sulla RB21 ha cominciato a farsi sentire con Verstappen impossibilitato ad attaccare Leclerc nel primo e terzo settore, riuscendo comunque ad emergere nel settore centrale più guidato.
Se Verstappen riesce comunque ad effettuare una gara tutto sommato positiva chiudendo come detto in quarta posizione, anonima è stata invece la gara di Yuki Tsunoda, conclusa in tredicesima posizione.

Gara da dimenticare per la Mercedes, quinta con Russell (sopra raffigurato con gomme intermedie nelle prime fasi di gara) e sedicesima con Kimi Antonelli, autore anche del giro più veloce. Se nella prima fase di gara (con pista ancora bagnata) la W16 era maggiormente in difficoltà per via dell’assetto più scarico, una volta che la pista si è asciugata era lecito immaginarsi una maggiore competitività del team tedesco, che invece non si è vista. Se a sosta appena effettuata Russell era riuscito ad arrivare a pochi decimi dalla Red Bull di Max Verstappen, con il passare dei giri la W16 del pilota inglese si è progressivamente allontanata, chiudendo la gara staccata di 13”132 dal campione olandese.
In difficoltà anche Andrea Kimi Antonelli, che (al pari di Hamilton, Alonso e Sainz) aveva optato per la partenza dalla pitlane per poter modificare il set-up della propria monoposto, impostando un assetto maggiormente orientato sul bagnato. Il 18enne pilota bolognese non ha mai particolarmente impressionato in gara se non per un sorpasso ai danni di Fernando Alonso lungo il rettilineo del Kemmel, togliendosi nel corso del 32°giro la soddisfazione del giro più veloce (1’44”861), chiudendo come detto in sedicesima posizione.

Positiva la gara della Williams di Alexander Albon: in una corsa che ha visto il compagno di squadra Carlos Sainz Jr chiudere in diciottesima posizione, il pilota anglo-thailandese è riuscito a tenersi alle spalle la Ferrari di Lewis Hamilton, classificandosi in sesta posizione, andando così a guadagnare dei punti preziosissimi per il team di Grove.
La gara degli altri

Scorrendo la classifica merita di essere sottolineato l’ottavo posto della Racing Bulls di Liam Lawson, con il pilota neozelandese che gara dopo gara dimostra sempre di più di essersi messo alle spalle il difficile momento relativo alla retrocessione dalla Red Bull. Positivo anche il nono posto della Sauber grazie a Gabriel Bortoleto, con il pilota brasiliano abile a sfruttare a suo favore lo scambio posizioni con Nico Hulkenberg (dodicesimo) al termine di una gara che lo ha visto estremamente performante. Generosa anche la gara di Pierre Gasly (decimo), che ha conquistato un punto preziosissimo con l’Alpine. Raccoglie meno del previsto la Haas (brillante nella Sprint e più opaca in gara) che si trova fuori dalla zona punti con Oliver Bearman undicesimo ed Esteban Ocon quindicesimo.

Le Classifiche iridate
In Classifica Piloti Oscar Piastri resta in testa con 266 punti, con il compagno di squadra Lando Norris (secondo) a quota 250. In terza posizione troviamo Max Verstappen con 185 punti, seguito da Russell (157), Leclerc (139), Hamilton (109), Antonelli (63), Albon (54), Hulkenberg (37), Ocon (27), Hadjar (22), Gasly e Stroll (20), Lawson, Alonso e Sainz (16), Tsunoda (10), Bearman (8) e Bortoleto (6).
In Classifica Costruttori la McLaren è in testa con 516 punti, seguita da Ferrari (248), Mercedes (220), Red Bull (192), Williams (70), Sauber (43), Racing Bulls (41), Aston Martin (36), Haas (35), Alpine (20).
Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 3 Agosto con il GP d’Ungheria, che verrà trasmesso in diretta pay da Sky (e in streaming su Now) e in differita pomeridiana in chiaro su TV8.
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