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Il bello del calcio è sempre in provincia

Alberto Polverosi
Pubblicato il 18 ottobre 2026, 16:00
Ma a calcio si gioca solo a San Siro? O forse si gioca anche al Franco Ossola di Varese? O al Castellani di Empoli, al Menti di Vicenza, allo Zaccheria di Foggia, al Bentegodi di Verona? E adesso il calcio più bello non si gioca forse al Sinigaglia di Como? La provincia è sempre stata la vera risorsa del calcio italiano, una fabbrica di idee e di novità. Certo, San Siro è la storia, ci giocano (ancora per poco) due squadre che in epoche diverse hanno dominato l’Europa e il mondo, in un caso, quello del Milan di Sacchi, lo hanno dominato anche col gioco, ma il fermento di idee della provincia ci ha portato sempre verso un punto sconosciuto e per questo sorprendente. L’ambiente aiuta, come dice Francesco Guidolin nell’intervista in queste pagine. La tranquillità della provincia favorisce la riflessione e stimola la creatività. Non c’è l’ossessione della vittoria, anche se poi in qualche caso un successo ci scappa, lontano dalla metropoli si può pensare, sperimentare, elaborare e produrre. Oggi il Como è la seconda squadra di tutti i tifosi italiani, come lo erano state il Varese di Fascetti quasi mezzo secolo fa, il Foggia di Zeman, il Vicenza di Guidolin, il Chievo di Delneri e l’Empoli di Sarri, squadre che hanno lasciato un segno per lo spettacolo, l’entusiasmo e la voglia di stupire. Ne potremmo citare altre, il Bari di Catuzzi, il Perugia di Castagner, la Lucchese di Orrico, il Verona di Bagnoli, il Parma di Sacchi, il Cesena di Bersellini, squadre che hanno scritto una storia bella e vera nel calcio italiano. Sul piano degli investimenti, fra il Como e tutti gli altri club nominati non c’è un punto di contatto, ma se invece pensiamo al gioco e alle novità che ciascuna di queste squadre ha lasciato in eredità al calcio italiano, allora sì, il confronto esiste e sarà un piacere raccontarlo.
Il casino organizzato di Fascetti
Come detto, l’ambiente alimenta il pensiero. In provincia le pressioni sono meno forti, l’allenatore ha il tempo per lavorare e costruire in santa pace. «Sono arrivato a Varese a 18 anni, ero un ragazzino, venivo da una squadra di dilettanti e ho trovato non un allenatore e il suo vice, ma uno staff tecnico di sei professionisti, con due fantastici preparatori atletici, Arcelli e Sassi. Quel Varese era già all’avanguardia», è il ricordo di Michelangelo Rampulla, il portiere di una squadra che stupiva in Serie B. Allenatore il viareggino Eugenio Fascetti «uno che vedeva più in là di tutti. Ero da poco maggiorenne e mi fece giocare subito titolare. A quei tempi un portiere così giovane stava in panchina. È stata una delle sue prime pazzie». Campionato 81-82, il Varese arriva quarto e non viene promosso. I giornali di allora, e Fascetti in testa, parlano di grande ingiustizia. È il Varese del “casino organizzato” «perché tutti sapevano fare tutto. Marcavamo a uomo, ma sempre in avanti, sempre aggressivi. Io non facevo solo il portiere, ma anche il secondo libero, giocavo sempre fuori area. Ci chiamavano la Piccola Olanda ed era proprio così. Oggi, quando guardo le partite del Como ci vedo il nostro stesso entusiasmo. Come Fascetti, anche Fabregas è stato bravo a coinvolgere tutti i suoi giocatori».
I tagli del Foggia di Zeman
Dieci anni dopo, un altro fenomeno calcistico si presenta in Serie A. È il Foggia di Zeman col suo 4-3-3. Siamo all’inizio degli anni Novanta, il calcio non è ancora il villaggio globale di oggi, non si sa ancora tutto degli avversari, specialmente di quelli che arrivano dalla Serie B, così il Foggia sorprende tutti. Alla terza giornata del campionato 91-92, i pugliesi salgono a Firenze e vincono dominando la Fiorentina di Lazaroni che in attacco ha già Batistuta.«Per sapere come ha giocato il Foggia, basta aspettare la fine della partita: in trentamila si alzano in piedi, sono tutti fiorentini, e applaudono la squadra più spettacolare ammirata da queste parti negli ultimi anni», scrive il Corriere dello Sport-Stadio e vale la pena sottolineare che il Franchi non è mai stato uno stadio generoso con gli avversari. «Se devo dare una sola definizione di quel Foggia, dico “innovativo”. Nessuna squadra era preparata ad affrontarci, nessuno conosceva le contromisure. Oggi sarebbe stato diverso, ma allora sui “tagli” di Zeman le difese andavano in crisi», spiega Pasquale Padalino, difensore centrale dei pugliesi, poi della Fiorentina, dell’Inter, con un passaggio in Nazionale, oggi allenatore. Rambaudi-Baiano-Signori era il trio d’attacco, ma la forza di quella squadra, come di tutte le altre che proviamo a raccontare, stava nelle idee.
Il 4-4-2 di Delneri
Facciamo passare un altro decennio, anzi, un millennio. Siamo all’inizio del 2000, Luigi Delneri prende il Chievo e lo porta subito in Serie A. In B ne parlano come una squadra fenomenale, ma la Serie A è un’altra cosa. O almeno così sembra. Perché in realtà, alla prima del campionato 2001-02 il Chievo va a Firenze (destino infame quello dei viola, càpitano sempre contro squadre che non conoscono) e vince nettamente. Anzi, domina. Sempre dal Corriere dello Sport-Stadio: «Nel forno di Firenze (è il 26 agosto, ndr) di squadre ce n’era una sola, vera, orgogliosa, intelligente, saggia, coraggiosa, tenace ed era disposta sul campo come se non avesse avversari davanti». Il Chievo sfonda la Fiorentina di Roberto Mancini che in attacco ha Morfeo, Chiesa (Enrico, ovviamente) e Nuno Gomes. Dall’altra parte una squadra feroce, arrembante, aggressiva. Il 4-4-2 di Delneri è travolgente. Nelle pagelle del quotidiano romano/ bolognese fioccano i 7 e gli 8 (Perrotta su tutti). Uno spettacolo che andrà avanti a lungo e a farne le spese non sarà solo la Fiorentina.
Lo spettacolo sarriano
Siamo arrivati alla squadra che chi scrive ha amato di più (e la ama ancora nonostante quei tempi siano fatalmente passati). L’Empoli di Maurizio Sarri è uno spettacolo, stordisce col gioco, appassiona, entusiasma la gente. Prima di parlarne è giusto individuare il legame che unisce questi fenomeni calcistici. Non nascono d’improvviso perché nessuno degli allenatori citati ha la bacchetta magica, sono invece il prodotto di anni di lavoro. Fascetti arriva a Varese nel febbraio del ‘79 e il capolavoro nasce tre anni più tardi; Guidolin prende il Vicenza nel ‘94 e migliora la squadra anno dopo anno; Zeman, dopo la C1 col Foggia dell’‘86-‘87, torna sulla panchina dello Zaccheria nell’‘89 e fa crescere la squadra nel suo quinquennio; Sarri, infine, va a Empoli nel 2012 (all’inizio rischia perfino l’esonero), lo porta in B due anni dopo e poi lo salva in A giocando un calcio stellare. Tonelli e Rugani centrali in una difesa altissima, come in A si è visto poche volte, pressing robusto, passaggi di prima, l’Empoli può palleggiare e verticalizzare con la stessa efficacia grazie alla qualità di Saponara, la visione di gioco di Valdifiori, la spinta sugli esterni di Hysaj e Mario Rui, la corsa di Vecino in mezzo al campo. Quando gli azzurri attaccano sulla sinistra sono imprendibili. Giocano delle partite strepitose, la più bella forse è il 4-2 al Castellani contro il Napoli di Benitez. Quella sera De Laurentiis si innamora di Sarri e lo porta sul Golfo.
E oggi il Como...
Ma quanto è forte, quanto è bello, quanto è coinvolgente il Como. Se ti metti davanti allo schermo e aspetti la sua partita, sai che il divertimento è garantito. Il ko di Frosinone, contro una formazione in grande forma, non toglie niente al fantastico biennio della squadra di Fabregas. Come detto, il Como ha investito quanto le società di cui abbiamo parlato finora, messe tutte insieme, non arriverebbero neppure alla metà. Ma una squadra così si può riprodurre a Milanello, alla Pinetina, alla Continassa, a Castelvolturno o a Trigoria? Forse, chissà, però sta di fatto che certe idee prendono corpo quasi sempre dove è il gioco a dominare. Il Como è una goduria. Quando parte Diao sai che ne salterà un paio di difensori, quando ha la palla Da Cunha sei certo che arriverà a destinazione e quando si accende Nico Paz, beh, allora applausi e basta. Il bello del calcio è quasi sempre in provincia.
(tratto dal numero del Guerin Sportivo di Novembre 2026)
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