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Le lacrime di Messi e Ronaldo spiegano perché il calcio non sarà più lo stesso
Uno lascia il Mondiale per sempre, l’altro continua a inseguire un bis che lo avvicinerebbe definitivamente a Maradona: la fotografia più potente di una rivalità irripetibile

Alberto Dandolo/Edipress
Pubblicato il 8 luglio 2026, 18:42
Ci sono lacrime e lacrime. Di dolore, di sofferenza e di frustrazione, come quelle di Cristiano Ronaldo dopo il flop al suo ultimo Mondiale, per esempio. Di gioia e di grande emozione come quelle di Messi dopo il ribaltone contro l’Egitto e una fuga verso il bis che è continuata grazie ai suoi colpi di genio, al suo talento e al suo sogno di essere ricordato almeno come Diego Armando Maradona, di cui ha sempre sofferto l’immagine e il peso dei suoi trionfi solitari. Già, Leo e CR7, ancora una volta su due strade parallele come accade ormai da oltre vent’anni, cioè da quando è iniziata una rivalità che sembra ormai arrivata all’epilogo. E finalmente, adesso, ancora prima di sapere chi vincerà questo Mondiale possiamo sostenere che tra i due Immortali del calcio moderno il più bravo è Messi. Se poi facesse anche il bis di Qatar 2022 non potrebbero più esserci neanche dubbi e interrogativi, sebbene questi attaccanti siano diventati leggenda con qualità quasi opposte.

Le lacrime di Cristiano Ronaldo dopo l’ultimo Mondiale: la fine di una leggenda
Robotico Ronaldo, ancora in pista a 41 anni, vicino al tetto dei 1000 gol ufficiali: ne mancano 24 e in un campionato come la Saudi Pro League non dovrebbe essere difficile farli nella prossima stagione quando il portoghese difenderà il titolo appena conquistato con l’Al Nassr.

Messi salva l’Argentina contro l’Egitto e cambia ancora la storia del Mondiale
Geniale e imprevedibile Messi, piccolo ma inarrestabile, talmente veloce che nemmeno con gli interventi duri puoi pensare di diminuire le sue capacità. Sembrava ad un passo dall’eliminazione, anzi a soli undici minuti da una sconfitta clamorosa contro l’Egitto, quando si è accesa la Luce che ha guidato l’Argentina verso un ribaltone destinato a entrare nella storia di questi Mondiali. Messi aveva sbagliato un rigore sullo 0-0, divorato dalla tensione non era riuscito a spiazzare il portiere dell’Egitto, eroico solo fino ad un certo punto. Quando nel finale Leo ha deciso di cambiare posizione e di mettersi a destra, alla Lamine Yamal, se vogliamo fare paragoni, è finita la partita che il ct Hossan aveva preparato nel modo migliore. La mossa di Leo, però, lo ha colto di sorpresa: un assist e un gol, quello del 2-2, che hanno spinto l’Argentina nei quarti, spazzando via l’Egitto e i fantasmi di una clamorosa eliminazione.
Abbiamo visto Messi in lacrime il giorno dopo il pianto di Ronaldo, lui ferito e deluso da un’eliminazione che a pochi attimi dalla sfida contro la Spagna non si aspettava proprio. CR7 aveva vinto un anno fa la finale di Nations contro le Furie Rosse proprio ai rigori, a cui stata puntando il Portogallo negli ottavi. È andata male e Ronaldo ha salutato per sempre il Mondiale, perché a 45 anni, nel 2030, potrà fare solo il commentatore, magari al fianco degli stessi giornalisti che lo hanno massacrato in America senza rendergli l’onore delle armi. Un pianto che esprimeva tutta la sua delusione. «Io ho vinto tre titoli, l’Europeo del 2016 vale un Mondiale. Senza di me il Portogallo non aveva mai conquistato trofei». Il giorno dopo era già rientrato in battaglia e secondo le ultime indiscrezioni Ronaldo vorrebbe chiudere con gli Europei del 2028, a 43 anni, magari con il suo ct preferito, Jorge Jesus, con cui ha appena vinto la Saudi Pro League.
Messi e Ronaldo, la rivalità che il Mondiale 2026 ha trasformato per sempre
Le lacrime di Messi esprimevano, invece, dopo l’accesso ai quarti, le sue sensazioni in altalena. La gioia per un trionfo, lo stress per un tracollo mai così vicino. Prima di segnare l’ottavo gol di questi Mondiali (21 in carriera, fino alla vigilia della Svizzera), aveva sbagliato un rigore che avrebbe aperto davanti all’Argentina un’altra partita, più facile e meno intensa dal punto di vista emotivo. Alla fine ancora una cosa ci ha svelato questo torneo itinerante su Leo e Ronaldo: che anche loro sono esseri umani che ogni tanto tornano sulla terra e possono piangere come l’uomo della porta accanto.
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