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Portogallo-Croazia, ma quindi la storia del calcio la fanno ancora i vecchi?
Due gol "anziani", quasi 80 anni in due tra Cristiano Ronaldo e Perisic, più forse l'ultima partita di Modric in una sfida comunque memorabile

Alessandro Ruta/Edipress
Pubblicato il 3 luglio 2026, 11:24
Commenti inequivocabili, sotto vari punti di vista è quasi normale: Portogallo-Croazia, che partita! E in effetti tra il risultato frutto di una rimonta, gol dalla firma pesante, casi arbitrali e un maxi-recupero che sembrava non voler fare mai finire questa gara abbiamo vissuto una specie di tornado emozionale.
Cristiano Ronaldo, la Last Dance può aspettare
Alla fine è andato avanti il Portogallo, l'avventura di Cristiano Ronaldo al Mondiale, almeno, prosegue. Silenziata anche la sorella che poco prima del fischio iniziale aveva buttato lì una dichiarazione del tipo "Quella di mio fratello potrebbe essere la sua Last Dance". Come Michael Jordan, insomma.

Luka Modric e la fine della Croazia infinita
Chi invece la sua Last Dance probabilmente l'ha vissuta giocando e perdendo questo sedicesimo di finale è stato Luka Modric, per cui si attende solamente l'ufficialità del suo ritiro. Il centrocampista croato anche in questa partita ha sofferto moltissimo, il cervello a una certa età non è più sufficiente per tenere certi ritmi e alla fine rischi di essere mangiato. Impossibile da sostituire, ma ancora ammonito. Dopo due Mondiali in cui la Croazia è andata avanti per dettagli, quasi per inerzia, ai rigori o ai supplementari, stavolta è venuto giù tutto. Non sarà facile la ricostruzione, così com'era stata impensabile la finale del 2018 e forse ancora di più la semifinale del 2022.

Ivan Perisic, l’altro vecchio che non voleva arrendersi
Solo applausi comunque per una nazione piccola ma di enorme personalità. Perisic (37 anni) uno degli ultimi ad arrendersi, ex attaccante diventato centrocampista, esterno a tutta fascia e quasi difensore: quattro mondiali di fila a segno, quasi sempre in partite decisive. Non ha mai vinto la Champions o il Pallone d'Oro come Modric, ma guai a sottovalutarlo.
Gonçalo Ramos, Rafa Leao e il nuovo Portogallo dietro CR7
Avanti dunque CR7 e il Portogallo, un CR7 sostituito (incredibile!) da Ruben Neves, cambio difensivo di Roberto Martinez una volta resosi conto che il risultato andava difeso. E poi Gonçalo Ramos, autore poi del gol decisivo. Il nuovo acquisto, faraonico, del Milan, servito da uno che al Milan c'è già, ma che forse verrà sacrificato sull'altare dei bilanci e di un rapporto ormai consumato: Rafa Leao. Il Portogallo ha cambiato tre volte l'esterno sinistro del tridente offensivo dietro Ronaldo, da Bernardo Silva a Joao Felix a Leao, appunto. L'unico intoccabile, forse un po' meno adesso paradossalmente che ha segnato il suo primo gol in una partita a eliminazione diretta, naturalmente è CR7.
Portogallo-Croazia tra tecnologia, fuorigioco e cuori forti
Con un grande grazie comunque al portiere Diogo Costa, assoluto protagonista, e al chip dentro il pallone del Mondiale, dentro al Trionda, che ha pizzicato il tocco di palla di Pasalic per sanzionare il fuorigioco sul 2-2 di Gvardiol. Modernità estremizzata nella partita dei cuori forti, dei "vecchi" ancora protagonisti, il sipario che cala sui grandi campioni.
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