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Haaland fa i gol, il Lipsia fa i soldi
L'incrocio di storie tra l'attaccante norvegese e i valori di mercato che cambiano in campo

Alessandro Ruta/Edipress
Pubblicato il 1 luglio 2026, 15:10
Peccato per la Costa d'Avorio, ma la Norvegia va avanti nel Mondiale e agli ottavi di finale domenica sera se la vedrà con il Brasile. Partita oggettivamente molto interessante, da vedere se questa nuova forza del calcio sarà in grado di superare anche una riconosciuta scuola del pallone. Ieri comunque hanno vinto in tanti, non solamente la squadra di Solbakken. Merito di un torneo che forse gonfia le valutazioni e le aspettative, ma che non è un semplice evento sportivo.
Le stelline del calciomercato del Lipsia
Il Lipsia, ad esempio, si sfrega le mani. In un "banale" sedicesimo di finale ha visto un suo giocatore (Nusa) segnare un gol spettacolare e un altro (Diomandé) non sfigurare, mettendo anzi in grande difficoltà la difesa della Norvegia. Il tutto dopo aver fatto venire il mal di testa all'Ecuador, alla Germania e a Curaçao. Questo è il mercato, queste sono le opportunità che il club della Bundesliga ha saputo cavalcare e sfruttare. Nusa e Diomandé giocano assieme, l'ivoriano tendenzialmente più sulla destra, lasciando il norvegese a sinistra, nel 4-3-3 della squadra di proprietà della RedBull.

E Diomandé è uno degli uomini più ambiti, il bello è che non ha ancora vent'anni ma con i suoi dribbling e la sua capacità di associarsi nello stretto in molti lo vedono come una replica del giocatore più decisivo dell'ultima Champions League: Kvaratskhelia. L'ivoriano vale già almeno 100 milioni, poco più di un anno fa militava nel piccolo Leganés, in Spagna, e il Lipsia è stato bravo ad agguantarlo per una ventina di milioni: investimento ampiamente ripagato, è molto difficile che si rivedrà in Bundes da agosto in poi. A quelle cifre solo alcuni club di Premier possono aprire il portafoglio.
Nusa, invece, non sembrerebbe sul mercato. Certo, il Lipsia non disputerà la Champions, quindi può essere più facilmente "saccheggiata". Il suo gol contro la Costa d'Avorio è stato spettacolare, il realtà è un giocatore che da mesi sta facendo parlare di sé. Un'altra cinquantina di milioni, anche se su Transfermarkt il suo valore è di solamente 32, può essere ricavata, come minimo: del resto ha solo 21 anni. In questo senso il Mondiale del mercato potrebbe già avere un vincitore, o comunque un serio candidato al trionfo, a cavalcare questo torneo per conto terzi, salutare a malincuore, ma non troppo, due giovani calciatori destinati ad altri palcoscenici.

Il senso del gol di Haaland
Al resto ci pensa Haaland, nel senso del risultato concreto. Il gigante norvegese non ha bisogno di molti palloni per andare a bersaglio, siamo già a cinque gol in tre partite, perché contro la Francia nel girone ha riposato. Poteva rischiare, Solbakken, con quell'atteggiamento così netto, schierare le riserve nell'ultima gara del gruppo e "decidere" la parte di tabellone dove finire: è caduto quello del Brasile, dell'Inghilterra e dell'Argentina, potenzialmente.
La Costa d'Avorio a lungo è stata migliore, ma non aveva un centravanti degno del Mondiale, perché Bonny è stato poca cosa e Diallo non è un numero 9 fatto e finito. Alla fine la differenza sta nei dettagli, nella forza d'urto di certi giocatori che possono stare in silenzio per 85 minuti e poi timbrare quasi per sbaglio. Con Haaland si parte da 1-0, c'è poco da fare, e nell'economia (sportiva) di un torneo come la coppa del mondo è decisivo, incalcolabile.
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