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Douglas Luiz: la risposta sbagliata a una domanda mai fatta

Pubblicato il 4 dicembre 2025, 11:14
Giunto a Torino con l’etichetta del gran colpo, Douglas Luiz ha portato con sé una certa visione, tecnica e... un ottimo trolley. Sul rettangolo di gioco si è visto poco, ma ha indubbiamente visitato ogni angolo dello Stadium, con passo lento e sguardo assorto. Sembra aver perfino chiesto delle info su dove si trova il centrocampo. “Non sono venuto qui solo per pubblicare foto, nessun altro l’ha fatto, e voglio che le cose siano diverse. Sono venuto qui con un obiettivo, e ho ascoltato il mio cuore quando sono arrivato e ho deciso di firmare. Ora voglio che mi rispondiate: perché un acquisto come il mio non ha giocato due partite consecutive con questa maglia?”.
Enigmatiche le sue parole, così come la sua presenza in campo: è la risposta sbagliata alla domanda che nessuno aveva fatto. Arrivato come mezzala o centrocampista di qualità, si è rivelato un perfetto invisibile, un vero fantasma della mediana. Le statistiche sono emblematiche: 27 presenze tra Serie A, Champions, Supercoppa Italiana e Mondiale per Club, solo 6 da titolare, 877 minuti in campo, zero spaccato alle caselle gol segnati e assist. Un mix di infortuni, défaillances e incomprensioni. Potrebbe essere perfino protagonista al programma “Chi l’ha visto?”: cercasi contrasti vinti. Il brasiliano ha portato a Torino un pressing moderato (scusate, inesistente), una tecnica (molto) “di base” e una capacità di inserimento veramente prolifica (soprattutto sui social network). Il buon Douglas ha giocato più da subentrato che da titolare: e quando è partito dal primo minuto, sembrava essere un infiltrato. Un fantasma in maglia bianconera, che ha fatto più presenza nei meme che in campo. La sua cessione al Nottingham Forest è la logica conseguenza. INVISIBILE.
A cura di Cristian Vitali e Daniele Bartocci per Calciobidoni.it
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