Calcio Internazionale

Manchester United, no ai Glazer

© Getty Images

Alcuni tifosi dei Red Devils hanno protestato contro la proprietà americana, facendo rimandare la partita con il Liverpool all'Old Trafford. La storia della Super League non sarà dimenticata tanto presto...

La rivolta dei tifosi del Manchester United contro quella che dal 2005 è la proprietà del club, cioè la famiglia Glazer, ha portato all’annullamento della partita con il Liverpool ma soprattutto alla certezza che dopo la vicenda della Super League, tramontata o soltanto rimandata che sia, nulla sarà più come prima nel rapporto fra i grandi club e le loro tifoserie. Dopo decenni a disquisire sull’azienda calcio si è scoperto, ma non è una grande scoperta, che il calcio non è un’azienda come tutte le altre.

Ma cosa imputano esattamente i tifosi ai Glazer? Tifosi che rappresentano, parliamo purtroppo del mondo pre-Covid, il principale pubblico della Premier League con oltre 75mila spettatori di media all’Old Trafford. I Glazer hanno vinto poco? In 16 stagioni una Champions League, una Europa League, 5 Premier League e varie altre cose, rimanendo fuori dalla zona Champions soltanto in tre occasioni e con una concorrenza che non ha pari nel mondo. Neessuno in questo periodo ha in Inghilterra vinto come loro, né il Manchester City degli sceicchi né il Liverpool anche lui americano. 

Hanno investito poco? Qui i calcoli sono più difficili, perché nella loro scalata i Glazer hanno speso circa 800 milioni di sterline per conquistare il controllo del club, ma in gran parte non erano soldi loro ma prestiti garantiti dalla proprietà dello United stesso. In concreto, però, l’unico club dell’ultimo decennio ad avere speso per i giocatori più dello United è proprio la rivale cittadina, il Manchester City fin dai tempi di Mancini: quindi, dal punto di vista del tifoso, il problema non è questo visto che nel post Ferguson, quindi dal 2013, sono arrivati all’Old Trafford Pogba, Lukaku, Di Maria, Maguire, Martial, Van de Beek, Bruno Fernandes, Alexis Sanchez, Matic e tanti altri. Qualcuno un campione, altri no, tutti pagati a peso d’oro e a cifre che a parità di valore di un giocatore nessun club italiano e quasi nessuno di quelli inglesi avrebbe speso. Il problema è quindi più profondo di una campagna acquisti deludente o di una stagione modesta, visto che fra l’altro quella in corso è più che positiva, pur assistendo al trionfo di Guardiola.