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Era Cristiano Ronaldo

Stefano Olivari
Pubblicato il 5 ottobre 2026, 10:38
Jorge Jesus sarà ricordato come l’allenatore del Portogallo che ha avuto il coraggio di far fuori Cristiano Ronaldo. Non dovrebbe essere una notizia, parlando di un calciatore che è stato grandissimo ma che ha 41 anni, ma nello sport delle carriere dilatate fino all’inverosimile lo è diventata. Buon per il c.t che i risultati gli abbiano detto subito bene dopo la rottura di Oslo, quando Cristiano Ronaldo si era scaldato per poi non entrare: vittoria in Norvegia, vittoria in Danimarca e ieri un’altra vittoria sulla Norvegia con gol decisivo di Gonçalo Ramos: l’attaccante del Milan per la terza volta a segno in tre partite da titolare, qualcosa vorrà dire.
Per il Portogallo quindi quarti di finale di Nations League sicuri, che non significano dimenticare tutti i grandi traguardi raggiunti nell’era CR7: una semifinale al Mondiale, un Europeo vinto (più una finale e una semifinale), due Nations League sulle quattro finora disputate, in generale uno status che era stato raggiunto soltanto per pochi anni nell’era Eusebio e che è dipeso anche dalla generazione precedente a quella di Cristiano Ronaldo, quella dei Figo e dei Rui Costa. Si chiude così una meravigliosa avventura, dopo 146 gol in 234 partite, la prima nel 2003 Scolari allenatore, nella squadra appunto dei Figo e dei Rui Costa, l’ultima contro il Galles 11 giorni fa. A livello di club ha ancora un anno di contratto-prigione (prigione liberamente scelta) con l’Al-Nassr, prima del ritiro o di un’ultima avventura nella MLS.
Di sicuro nessun attaccante nella storia del calcio è rimasto ad alto livello fino a 41 anni, qualcuno anche senza arrivare agli estremi di Miura si è trascinato oltre ma nessuno è rimasto credibile come Cristiano Ronaldo. Dato in declino (perché lo era) già nel 2018, quando a 33 anni passò dal Real Madrid alla Juventus con un’operazione che secondo alcuni cultori dello scudetto dei bilanci sarebbe alla base del dissesto finanziario bianconero (ma non è vero, a meno di sostenere che Ronaldo sia costato un miliardo), nell’era del declino questo fuoriclasse è stato ancora più impressionante che in quella dorata: in tre anni di Juventus, fra Allegri, Sarri e addirittura Pirlo, 101 gol in 134 partite, due scudetti, due Supercoppe, una Coppa Italia e tre percorsi in Champions interrotti, uno ai quarti, certo non per colpa sua. Giusto voltare pagina, per il Portogallo e per i media, meno giusto perdere la memoria. Cristiano Ronaldo è stato molto di più delle sue statistiche, oltretutto dopate (come per Messi e tutti gli altri campioni) dai calendari e dal diverso modo di difendere, come calciatore e anche come icona: per il modo di porsi è stato il calciatore più simile a Michael Jordan, atteggiamento che in un ambiente di finti umili non viene perdonato.
stefano@indiscreto.net
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