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Due gol a Pescara

Stefano Olivari
Pubblicato il 2 ottobre 2026, 11:20 (Aggiornato il 2 ottobre 2026, 21:52)
La vittoria dell’Under 21 in Armenia non può essere venduta da Baldini come un’impresa, anche se la modalità, con il gol di Cissé al quinto minuto di recupero, è stata emozionante. Certo gli azzurri hanno dominato, respinti dalle traverse e dalle prodezze (incredibile quella su Cherubini a un metro di distanza) di Ghazaryan, ma lo hanno fatto contro le peggiore squadra del girone, nelle 8 partite precedenti 0 punti e 23 gol subiti. Questo non toglie che l’Italia sia rimasta padrona del suo destino e che per qualificarsi direttamente alla fase finale degli Europei (il prossimo giugno-luglio, in Albania e Serbia) le basterà, se così si può dire, battere lunedì nella Pescara cara a Baldini la Polonia con due gol di scarto. C’è anche lo scenario di qualificarsi come migliore delle seconde, battendo la Polonia di un gol e aspettando il risultato della Grecia, se no si andrà ai playoff. In ogni caso la qualificazione olimpica rimane difficilissima: per essere in campo a Los Angelese, a 20 anni dall’ultima partecipazione ai Giochi, bisogna prima qualificarsi per la fase finale dell’Europeo Under 21 (e l’Italia ce la può fare, direttamente o ai playoff) e poi arrivare nelle prime tre, situazione che nelle ultime quattro partecipazioni non si è mai verificata.
Dopo quattro edizioni consecutive in Arabia, le ultime tre con quattro squadre coinvolte, la Supercoppa italiana torna umilmente al passato e in Italia, visto che nessuno la vuole all’estero. Adesso è ufficiale che l’edizione 2026/27 si disputerà in partita unica, martedì 22 dicembre a San Siro: in campo Inter e Lazio, secondo la folle regola che dà la precedenza alla finalista sconfitta della Coppa Italia rispetto alla seconda del campionato. La Supercoppa non è il principale problema del calcio italiano, ma va detto che un senso sportivo ce lo aveva soltanto quando era a inizio stagione visto che era nata proprio come nostro Charity Shield.
Nella vicenda Malagò-Abodi-Buonfiglio, che è giusto personalizzare visto che le regole sono tutte interpretabili (come dimostrano i giuristi di parte, che sostengono tesi opposte e bengono anche presi sul serio), la discussione è passata da chi viene eletto a chi vota. Perché la Giunta CONI di martedì, significativamente dopo Italia-Turchia, che dovrebbe decidere il commissariamento o il non commissariamento della FIGC è composta da 17 membri, di cui uno, il segretario Mornati, sicuro non votante. E fra i rimanenti 16 ci sono la Bianchedi, che si è dimessa da capodelegazione della Nazionale proprio per poter votare, Elisabet Spina, appena dimessasi da una commissione FIGC, e Malagò stesso, che potrebbe essere invitato da Buonfiglio a non votare (e se si rifiutasse di ubbidire?). Comunque la si veda, non è una questione di programmi per riformare il calcio.
Poche righe per ricordare che il cosiddetto caso Rocchi è finito in niente anche dal punto di vista della giustizia sportiva, con una decisione condivisa dalla procura del CONI e da quella FIGC. Missione compiuta, comunque, da parte di chi ha montato e alimentato questo caso in malafede: ormai troppo tardi per Rocchi per presentarsi alle elezioni per la presidenza dell’AIA, ammesso che ne abbia ancora voglia. In tutto questo la Serie A ha assistito impotente al massacro, anche mediatico, del suo candidato.
stefano@indiscreto.net
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