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Mondiali 2026, perché potrebbero essere gli ultimi da guardare in tv
Dalla realtà virtuale ai visori immersivi, il calcio sta cambiando pelle: i grandi club europei hanno già iniziato la rivoluzione che trasformerà per sempre il modo di seguire una partita

Simone Pieretti/Edipress
Pubblicato il 7 luglio 2026, 18:20
I Mondiali 2026 saranno l’ultima manifestazione seguita unicamente davanti a uno schermo. Tv, tablet, telefonini; tra tutti questi congegni elettronici manca oggi il dispositivo che rivoluzionerà il modo di vedere i prossimi eventi sportivi: il visore. Il mondo del calcio sta per sbarcare su un nuovo pianeta fatto di una realtà aumentata che somiglia tanto al teletrasporto, un’esperienza immersiva che ricalca quella dello stadio, senza andare allo stadio.
Negli Stati Uniti questa realtà è già stata testata nel campionato di basket Nba, i maggiori club europei di futbòl hanno ripreso tale tecnologia per proporla prossimamente anche agli appassionati che vivono in Europa. Lo schermo gigante, l’home theatre, l’effetto surround saranno solo un lontano ricordo rispetto alla rivoluzione che sta per investire il mondo della comunicazione visiva.

Realtà virtuale e calcio: come funzioneranno le partite viste con il visore
Basterà acquistare un visore e un comander per avere la possibilità di essere registi della partita della vostra squadra del cuore, a patto che il club della vostra squadra del cuore abbia già cablato il proprio stadio con migliaia di telecamere, sensori e microfoni; tutta questa tecnologia darà vita alle trasmissioni in VR, ovvero in modalità Realtà Virtuale.
La copertura tecnologica per mantenere la stessa qualità nella trasmissione delle partite in 3D resta una delle criticità che esperti di primissimo livello stanno già affrontando, un’altra questione attualmente complessa è quella relativa alla connessione per trasmettere un segnale efficace ad altissima definizione; i tecnici stanno già lavorando per dimensionare l’altissima tecnologia al numero di utenti presenti contemporaneamente all’interno dell’applicazione. La potenzialità dei server verrà accresciuta a dismisura per consentire una fruizione eccellente a tutti gli spettatori.
Sta per accadere qualcosa di futuristico, qualcosa che cambierà per sempre il modo di osservare le partite di calcio perché la trasmissione dell’evento non avrà alcuna similitudine con quanto visto finora alla tv, dove oggi viene proposto ciò che il cameraman inquadra, e il regista decide di mettere in onda. L’esperienza futuristica coinvolgerà il fruitore a tutto tondo, sarà lui stesso a essere il regista del proprio evento perché grazie alla realtà aumentata, l’astante potrà occupare il suo posto preferito sugli spalti, e osservare a proprio piacimento qualsiasi situazione che avviene all’interno dello stadio, come se fosse realmente e fisicamente all’interno dell’impianto.

PSG, Real Madrid e Barcellona hanno già iniziato il futuro
Per vedere la partita, si potrà acquistare il titolo d’ingresso allo stadio, oppure comprare l’evento anche restando dall’altra parte del mondo. Club come il Paris Saint Germain, il Real Madrid e il Barcellona hanno cablato il proprio stadio e stanno già offrendo ai propri tifosi la nuova esperienza immersiva attraverso la piattaforma Xtadium, un’applicazione all’avanguardia calibrata per fornire una nuova visione degli eventi sportivi attraverso questa tecnologia futuristica.
Italia indietro: nuovi stadi o stadi virtuali?
In Italia, la fruizione della partite è ancora preistorica; le difficoltà organizzative per gli Europei del 2032 sono concrete, gran parte degli impianti sono datati, inefficienti, improduttivi: nonostante questo si cerca una soluzione alla vecchia maniera con il rischio che la tecnologia possa mandare presto in pensione anche le opere di nuova generazione. Mentre la Roma si batte – non senza difficoltà – per la costruzione del nuovo Stadio di Pietralata, e la Lazio è alle prese con la riqualificazione del Flaminio senza ancora aver trovato la quadra con il Campidoglio, i grandi club europei hanno “edificato” stadi virtuali con innumerevoli spettatori, senza la necessità di concessioni, conferenze di servizi, autorizzazioni ed enormi cubature di cemento che stravolgono il territorio.
In futuro le partite si potranno guardare in ogni angolo della Terra coperto da una buona connessione; il teletrasporto applicato al calcio determina numerosissimi vantaggi, e qualche svantaggio. Quale? Ora, un tifoso provvisto di un abbonamento a una piattaforma più invitare numerosi amici per vedere la partita riducendo di molto la spesa dello spettacolo, con il visore uno varrà uno: ovvero ognuno dovrà avere il proprio abbonamento – tipo scheda sim – che verrà inserito direttamente sul visore per collegarsi e mettersi virtualmente seduto sugli spalti dello stadio. In Spagna tale situazione ha già generato una diatriba tra i club e la Liga, detentrice dei diritti di trasmissione delle partite: le società considerano questo tipo di servizio un vero e proprio abbonamento - come se fosse un accesso diretto allo stadio - mentre la Liga rivendica parte di quei proventi considerando il servizio all’interno del perimetro dei diritti di trasmissione, e quindi legato a un esclusiva. La vicenda è già arrivata nelle aule di tribunale: in attesa di conoscere l’esito della vertenza, buon visore a tutti.
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