La Spagna ha smesso di essere bella. Ed è diventata quasi imbattibile

De la Fuente cambia pelle ai campioni d’Europa, elimina il Portogallo e accompagna Cristiano Ronaldo verso l’uscita di scena con il calcio più pragmatico della sua carriera
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La Spagna ha smesso di essere bella. Ed è diventata quasi imbattibile

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 7 luglio 2026, 10:31 (Aggiornato il 7 luglio 2026, 15:56)

La Spagna operaia manda in pensione Ronaldo. Senza strafare, aspettando l'occasione giusta, la squadra di De la Fuente ha guadagnato la qualificazione ai quarti del mondiale

Spagna-Portogallo al Mondiale 2026: come De la Fuente ha eliminato Cristiano Ronaldo

Alla fine è bastato un colpo di furbizia, una punizione battuta in fretta e un passaggio filtrante: Ferran Torres per Mikel Merino, Spagna 1 Portogallo 0 al novantesimo minuto, l'attimo perfetto per affondare il colpo. Campioni d'Europa ai quarti di finale del Mondiale, lusitani a casa, prematuramente. Giusto così, le Furie Rosse ci hanno provato di più e ora godono ripensando all'ennesima coincidenza con l'edizione del 2010 che aveva compreso un 1-0 al Portogallo agli ottavi di finale. Già allora c'era Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo, è davvero finita? Il Portogallo deve imparare a giocare senza CR7

Già, Cristiano Ronaldo, che ieri ha toccato la miseria di 19 palloni. Di gran lunga il meno coinvolto in campo, insomma. Pau Cubarsì, stopper del Barcellona che potrebbe essere suo figlio (hanno 22 anni di differenza), se l'è mangiato. In compenso i suoi compagni di squadra del Portogallo a malapena si sono accorti della sua presenza. Cosa resterà di questa nazionale che chiude un ciclo con il probabile addio di CR7? Un grande spreco di talenti, al servizio fino all'ultimo del loro feticcio ormai inservibile a certi livelli. Non basta infatti una doppietta al mediocre Uzbekistan o un rigore alla Croazia per dire che Cristiano Ronaldo sia ancora un giocatore d'élite, di quello che fa tremare le difese avversarie. Onore e merito a lui, per quello che ha fatto, alla ricerca dei mille gol in carriera, ma è tempo di far calare il sipario. 

La nuova Spagna è meno spettacolare ma molto più solida: il segreto del Mondiale 2026

Per la Spagna invece un successo che quasi cozza con lo stile a cui siamo abituati a vedere le Furie Rosse. Cinque partite giocate e zero gol subiti, ma se contiamo anche il Mondiale precedente gli iberici non subiscono una rete da sei gare. E infatti Unai Simon ha sbriciolato ormai il record di imbattibilità che aveva Walter Zenga.

 

 

Questa Spagna con Lamine Yamal a mezzo servizio e Nico Williams out non poteva ripetere le gesta spettacolari dell'Europeo del 2024 e allora ha cambiato pelle. Come? Diventando più compatta, più cerebrale, con giocatori sempre di grande tecnica (Dani Olmo super, sottovalutatissimo) e in grado di fare degnamente le due fasi. In tal senso sottolineiamo il lavoro sporco del terzino destro Pedro Porro, "obbligato" a dipendere da Lamine Yamal ma osso durissimo da superare, già in gol contro l'Austria.

Una Spagna quasi operaia insomma, per via della congiuntura astrale. Il bello è che l'allenatore del 2024 è lo stesso di adesso, ma sta adattando i suoi giocatori alla nuova situazione. Con i corsi e ricorsi storici che tornano e che stimolano nuovi sogni. 

 

 

 

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