Calcio

Infantino e la Champions League mondiale

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Il New York Times ha rivelato qualche dettaglio riguardante una presunta offerta da 25 miliardi di dollari fatta alla FIFA per gestire e riformare tutto il calcio del pianeta. A prima vista l'idea sembra quella di sfilare qualche miliardo all'Europa...

Fra Liverpool-Roma e Bayern-Real abbiamo l’impressione che nel mondo esista quasi soltanto la Champions League e forse non ci sbagliamo di tanto. La Champions League però, fino a prova contraria, rimane un affare riservato a pochi club europei, con sontuose briciole per alcuni altri e la stessa UEFA. Non sorprende quindi che la FIFA di Gianni Infantino sia molto ricettiva nei confronti di proposte e riforme della Coppa del Mondo per Club, che nella sua versione attuale interessa (e nemmeno tanto) solo ai tifosi delle squadre partecipanti e che paragonata alla mediaticità della Champions League sembra una manifestazione quasi clandestina.

La notizia, anticipata dal New York Times, è che Infantino abbia intenzione di convocare l’Esecutivo FIFA e i presidenti delle sei confederazioni per discutere di una proposta da 25 miliardi (miliardi, non abbiamo capito male) di dollari strutturata da un gruppo di investitori, che riguarderebbe la riforma del Mondiale per club, la gestione della Coppa del Mondo propriamente detta e una specie di World League per squadre nazionali. Tutto al momento molto vago, a partire dai nomi degli investitori (il NYT ha citato la giapponese SoftBank, altri parlando di fondi arabi) che per un nondisclosure agreement Infantino non può fare, per arrivare ai tempi molto stretti (due mesi) di durata della proposta. I tempi, appunto: questo consiglio FIFA straordinario dovrebbe tenersi nella prima parte di maggio, mentre un altro ci sarà di sicuro in Russia pochi giorni prima dell’inizio del Mondiale.

Tutta questa segretezza è abbastanza sospetta, ma la logica di Infantino e dei presunti grandi investitori è chiarissima: al di là della gestione commerciale del Mondiale e di un nuovo torneo o torneino per nazionali, la FIFA vuole mettere le mani sul grande calcio europeo di club inventandosi nuovi format e, come minimo, facendo giocare di più le grandi squadre. È anche per questo che annusando questo golpe Andrea Agnelli, presidente dell’ECA, l'associazione di 220 società europee, ha nei mesi scorsi spiegato che i club del Vecchio continente considerano adeguato l’attuale calendario fino al 2024 e che in ogni caso la linea sarà quella di far disputare qualche partita in meno rispetto a quelle attuali in una stagione. Che ci siano o no questi mega-investitori Infantino ha invece già detto vorrebbe far partire dal 2021 il nuovo Mondiale per Club, con cadenza quadriennale e 24 partecipanti. In testa ha ben chiaro che il fatturato della UEFA, fra nazionali e club, è circa il triplo di quello della FIFA. Ed ha altrettanto chiaro che il Mondiale per club ha lo scopo principale di depotenziare la Champions.

Sarà una battaglia molto interessante, perché fino a prova contraria le regole del gioco le stabilisce ancora la FIFA. Un monopolio anacronistico, forse anche illegale, che nessuno però ha avuto l’interesse a fare saltare perché in fondo a Messi e Cristiano Ronaldo (addirittura anche a Ibrahimovic) giocare il Mondiale fa piacere, e le grandi scissioni (basti pensare alla pallacanestro europea o alla boxe) non fanno davvero bene a nessuno. Ma vediamo difficile che i più poveri possano imporre le loro regole ai più ricchi.