Calcio

Pregi del calciomercato di novembre

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Fino a metà degli anni Novanta la sessione cosiddetta di riparazione era anticipata di almeno due mesi rispetto ad oggi. Una limitazione che consentiva però di limitare anche i sospetti...

Il calciomercato di gennaio è una gioia per giornalisti e i tifosi che vogliono sognare, ma raramente nella storia ha spostato gli equilibri. Va detto che, con poche eccezioni, non lo faceva nemmeno il vecchio calciomercato italiano di riparazione, quello in cui tutto veniva definito in pochi giorni di ottobre o novembre. Vecchio ma non vecchissimo, visto che le cose hanno funzionato così fino alla metà degli anni Novanta, in sostanza fino a quella sentenza Bosman che ha ‘liberato’ molti calciatori ma anche disintegrato altri sport.

L’ultimo calciomercato di riparazione vecchio stile è quello che si chiuse alle 19 di giovedì 9 novembre 1995 e che fu segnato dal passaggio di Roberto Mancini dalla Sampdoria all’Inter di cui Massimo Moratti era diventato presidente da qualche mese. Una trattativa nata dalla tensione fra l’allora capitando blucerchiato ed Enrico Mantovani, successore del padre Paolo alla guida della Samp. Mancini, ultimo rimasto del grande ciclo insieme a Mannini, non accettava il ridimensionamento degli obbiettivi ma alla fine decise di rimanere e solo un anno e mezzo dopo sarebbe andato altrove, alla Lazio, a chiudere la carriera alzando altri trofei.

In quei giorni di novembre furono definite 120 operazioni, con il senno dell'epoca la più importante fu lo scambio Branca (dalla Roma all’Inter)–Delvecchio: alla Roma andarono anche 4 miliardi di lire, ma in seguito Delvecchio sarebbe stato riscattato spendendo un totale di 11. Degni di nota anche Hakan Sukur dal Torino al Galatasaray, Mancini (il portiere Francesco) dal Foggia alla Lazio, Ingesson dallo Sheffield Wednesday al Bari, Pistone dal Vicenza all’Inter, Caio dal San Paolo sempre all’Inter e un incredibile Patrick Vieira dal Cannes al Milan. Diciamo incredibile perché all’epoca dieci miliardi per un diciannovenne, sia pure emergente, sembrarono uno sproposito, ed in effetti nel solido Milan di Capello il francese trovò pochissimo spazio prima di essere rivenduto, più o meno per gli stessi soldi, all’Arsenal.

Non vogliamo dire che il calciomercato di riparazione di una volta fosse meglio, anche se la posizione del’Associazione Calciatori (non certo dei procuratori) è stata fino a poco tempo fa che fosse effettivamente meglio, ma di sicuro avveniva in un periodo in cui tutti potevano ancora invertire la tendenza di una stagione. Soprattutto toglieva due mesi di voci e di sospetti, per giocatori che magari (togliamo il magari) adesso si trovano ad affrontare la squadra con cui sono in trattativa. A dirla tutta, nella sua versione originaria il calciomercato di riparazione di ottobre o novembre impediva il passaggio a un club della stessa categoria, a meno di non essere mai scesi in campo. Una regola intelligente, perché siamo tutti onesti ma anche no.