Temi caldi
Che cos’è NBA Europe e perché potrebbe rivoluzionare il basket europeo
L’NBA prepara il suo sbarco nel Vecchio Continente: come nascerà la nuova lega, quando potrebbe partire e quali conseguenze avrà su Eurolega, FIBA e basket italiano

Alessandro Fracassi /Edipress
Pubblicato il 8 luglio 2026, 16:00 (Aggiornato il 13 lug 2026 alle 14:22)
“Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Il concetto di Walt Disney, padre del cinema d’animazione, è estremamente fluido quanto attuale: travalica i confini di spazio e tempo e si adatta a qualsiasi contesto, compreso quello sportivo. Negli ultimi anni, un sogno di enorme portata si è fatto strada nel basket. Ha attraversato le notti magiche dell’Nba, rimodellandosi in una nuova versione dentro i palazzetti più caldi e prestigiosi d’Europa. Non ha ancora un logo ufficiale, un calendario, né franchigie certe di farne parte. Eppure, quando se ne parla negli ambienti del basket internazionale, il tono muta: diventa più serio, quasi come se non si stesse raccontando una semplice ipotesi, ma un futuro già scritto. L’Nba Europe, obiettivo di lunga data del commissioner Adam Silver, rappresenta proprio questo: un progetto di caratura mondiale a metà tra sogno e realtà. Un desiderio che assume sempre più i connotati del reale muovendosi tra strategia industriale, espansione globale e rivoluzione culturale del basket. Perché se l’Nba è già oggi un marchio planetario, l’idea di un suo radicamento strutturato in Europa significherebbe qualcosa di molto più profondo di una semplice espansione geografica: vorrebbe dire ribaltare per intero l’architettura della pallacanestro continentale. E allora la domanda non è più se l’Nba arriverà davvero in Europa, ma come, quando e soprattutto a quali condizioni. Un progetto in piena costruzione, dietro il quale si muovono capitali enormi, città pronte a candidarsi e mercati che potrebbero trasformarsi in poli globali di intrattenimento in salsa cestistica. La rivoluzione è già iniziata.

Che cos’è NBA Europe e come funzionerà la nuova lega
L’Nba Europe non è ancora una competizione ufficiale ma un progetto in piena fase di sviluppo. Si tratta infatti di una nuova lega professionistica europea, costruita sul modello di quella statunitense, con un sistema chiuso e altamente centralizzato: non più campionati basati su promozioni e retrocessioni, ma un torneo d’élite, fatto di franchigie, regular season e playoff. Un ecosistema globale dell’intrattenimento sportivo, cucito su misura per il pubblico e un mercato chiave come quello europeo (in costante crescita), con un obiettivo mirato: esportare e consolidare il marchio dell’Nba oltreoceano, creando una competizione stabile e una struttura di alto livello che comprenda arene di gioco moderne, partnership commerciali e televisive oltre a nuove opportunità per i giocatori. L’idea di avvicinare ulteriormente gli appassionati europei al basket americano non è però una novità assoluta. A partire dagli anni ’80 infatti l’Nba aveva già sperimentato diversi format come il McDonald’s Open o l’Nba Europe Live Tour con l’intento, chiaro, di testare il mercato e creare interesse oltre i confini a stelle e strisce. Stavolta però c’è in gioco qualcosa di molto più grande.

Come sarà organizzata NBA Europe: formato, calendario e numero di squadre
Secondo quanto affermato dal Commissioner Nba Adam Silver, la data fissata per il debutto ufficiale del nuovo torneo è fine ottobre 2027, in linea con l’inizio della stagione oltreoceano. Una scelta a dir poco strategica: partire infatti nello stesso periodo della Lega consentirebbe la stesura di un calendario coordinato e parallelo tra le due realtà, il tutto sotto la supervisione della Fiba (la Federbasket internazionale), attore centrale del progetto. Meno nebulosa è invece la composizione della struttura sportiva del campionato che ricalcherebbe il modello classico degli sport americani: dodici franchigie permanenti più quattro qualificate – con accesso a rotazione – per meriti sportivi, tramite le competizioni Fiba (le vincitrici della Basketball Champions League e dei principali campionati nazionali) per un totale di 16 club.
Le città coinvolte nel progetto Nba Europe rappresentano invece i principali hub economici e mediatici del continente, contraddistinti da una forte tradizione sportiva, grandi capacità infrastrutturali e di investimento e un bacino d’utenza potenzialmente illimitato: Italia (Milano e Roma), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino e Monaco di Baviera), Grecia (Atene), Regno Unito (Londra e Manchester), Spagna (Barcellona e Madrid) e Turchia (Istanbul).

Quali squadre potrebbero giocare in NBA Europe
Le candidate alla partecipazione sono alcune delle più importanti realtà del basket europeo, già esistenti e con una storia leggendaria alle spalle: Real Madrid e Barcellona in Spagna, Anadolu Efes e Fenerbahce/Galatasaray in Turchia, l’Asvel Villeurbanne in Francia (allenata e gestita dall’ex Nba Tony Parker, playmaker simbolo dei San Antonio Spurs tra il 2001 e il 2018), il Bayern Monaco e l’Alba Berlino in Germania, l’Olympiacos e il Panathinaikos in Grecia. Veri e propri mostri sacri della palla a spicchi europea, per tradizione e valore del brand, ai quali verranno affiancate diverse realtà create ex novo (a Londra, Manchester, Berlino e Parigi) oltre alle formazioni italiane.
NBA Europe in Italia: perché Milano e Roma sono al centro del progetto
Nel quadro sempre più definito, ma ancora in costante evoluzione, dell’Nba Europe, il Belpaese giocherebbe un ruolo chiave e centrale con tre realtà destinate a occupare un ruolo non solo simbolico ma anche e soprattutto strategico: l’Olimpia Milano e le due nuove franchigie romane, il Basketball Club Roma SPQR e la Maxima Roma che, nella stagione 2026/27, disputeranno da protagoniste l’Eurocup. I campioni d’Italia in carica rappresenterebbero il punto di riferimento sportivo e strutturale del movimento italiano. Da anni stabilmente ai vertici del basket europeo e nazionale, l’Olimpia viene indicata dagli addetti ai lavori come una delle basi più solide su cui costruire la presenza tricolore nella futura lega. La sua tradizione europea, fatta di otto successi continentali tra Eurolega/Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Korac, la continuità gestionale e la capacità di attrarre investimenti rendono i biancorossi uno dei candidati naturali a far parte del nucleo fondatore della competizione. La situazione è però in costante evoluzione e potrebbe mutare completamente nell’immediato futuro. Il motivo? RedBird, il fondo statunitense guidato da Gerry Cardinale, proprietario del Milan, vuole infatti creare una nuova franchigia nel capoluogo meneghino con la collaborazione strategica della Pallacanestro Varese.
Più esplosiva e sperimentale è invece la dimensione di Roma. Da un lato il Basketball Club Roma SPQR, legato al gruppo guidato da Donnie Nelson (ex General Manager dei Dallas Mavericks) e con la partecipazione della stella dei Los Angeles Lakers, Luka Doncic, nato dall’acquisizione e dal trasferimento del titolo sportivo della Vanoli Cremona e costruito con l’ambizione dichiarata di inserirsi direttamente nel percorso verso la nuova Nba Europe. Dall’altro la Maxima Roma dell’imprenditore Paul Matiasic, ex presidente della Pallacanestro Trieste, che ha dato vita a un secondo polo capitolino attraverso un’operazione parallela con l’acquisizione del titolo sportivo della Germani Brescia. Secondo gli scenari più accreditati, entrambe le realtà romane – pur nate da percorsi diversi – potrebbero essere inserite nel circuito di riferimento della futura Lega o comunque strettamente collegate al suo sviluppo. La capitale d’Italia diventerebbe così uno dei pochi casi in Europa con due progetti distinti nella stessa area metropolitana, segnando un’anomalia rispetto alla tradizione cestistica continentale, sottolineando allo stesso tempo l’imponente peso strategico di una città ricca di storia e tradizione.
Cosa cambierà con NBA Europe per il basket europeo
Per decenni l'Europa ha esportato talenti in Nba con l’obiettivo di ridurre le distanze tecniche e culturali. Oggi invece il cambio di paradigma è in atto, con la Lega pronta a trasferire parte del proprio futuro nel Vecchio Continente. Tra ambizioni globali, investimenti milionari e nuove franchigie, il progetto in divenire è molto più di un semplice torneo: è il simbolo di un basket che cambia pelle e guarda al domani, con l'Europa destinata a diventare il secondo grande polo della pallacanestro mondiale.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
