Maxima e BC Roma, cosa resta dopo l'esordio in EuroCup

Due partite molto diverse, ma già alcune indicazioni precise su identità, condizione atletica e margini di crescita delle due squadre capitoline
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Maxima e BC Roma, cosa resta dopo l'esordio in EuroCup

Alessandro Fracassi/EdipressAlessandro Fracassi/Edipress

Pubblicato il 1 ottobre 2026, 17:04

L'EuroCup ha messo subito di fronte Maxima e BC Roma a due test differenti. Da una parte la vittoria netta dei ragazzi di coach Cotelli sui rumeni del Cluj, costruita attraverso energia e qualità collettiva; dall'altra la sconfitta della squadra di Alessandro Magro, maturata contro un avversario di alto livello, il Bahcesehir di Djordjevic, ma con diversi aspetti positivi sui quali lavorare. È da queste due chiavi di lettura che arrivano le indicazioni più interessanti per il prosieguo della stagione continentale delle due formazioni romane.

Maxima Roma show contro Cluj: una risposta che va oltre il risultato

Per la Maxima, il dato più significativo del successo sui campioni di Romania è proprio il modo in cui è arrivato. Non soltanto l’89-55 e un netto +34, ma una prestazione nella quale energia, circolazione di palla e capacità di coinvolgere più interpreti hanno funzionato all’unisono. I 34 punti del primo quarto hanno dato immediatamente una direzione alla gara, ma il dato più interessante è la distribuzione della produzione offensiva: cinque giocatori in doppia cifra, 12/26 da tre (46%) e 44 rimbalzi contro i 35 del Cluj. Quando riesce a correre e a trovare rapidamente il tiratore libero, la squadra di Matteo Cotelli può mettere in difficoltà una difesa prima ancora che questa riesca a trovare le contromisure.

Anche sul piano individuale sono arrivate risposte importanti. Il giocatore più pronto, in questo momento, sembra Matt Ryan: quattro triple su cinque tentativi e 16 punti per l’ex Lakers, minaccia costante sul perimetro. Da sottolineare anche le prestazioni di Alibegovic e Lemar (14 punti a testa), Veronesi a 11 e Bilan a 10. Anche Carl Wheatle, pur fermandosi a 8 punti, ha inciso a rimbalzo e soprattutto sul piano difensivo. È un equilibrio che può diventare uno dei punti di forza della Maxima: avere più giocatori capaci di determinare senza dover necessariamente essere protagonisti con la palla in fase di possesso. Proprio qui, però, emerge con forza il principale punto interrogativo. Una vittoria così larga rende difficile capire quanto di questa superiorità sia destinato a ripetersi contro avversari capaci di complicare la partita. Il Cluj, inoltre, era privo di due pedine chiave come Otis Livingston e Uroš Plavšić. La prossima verifica, già domenica in campionato nel big match di Bologna contro la Virtus di Mumbrù, sarà quindi sulla capacità della Maxima di produrre lo stesso tipo di pallacanestro quando il tiro da tre non entra con queste percentuali ed è necessario creare vantaggi dal palleggio. La gara con il Cluj ha dato una risposta molto positiva sull'identità della squadra; ora però bisogna capire quanto questa identità possa fare la differenza  nel lungo periodo.

BC Roma, sconfitta a testa alta: Mannion c'è, ora serve più profondità

Se la Maxima ha trovato nel gioco di squadra la propria chiave, la BC Roma ha invece individuato una certezza individuale nonostante la sconfitta. Il 91-78 maturato a Istanbul contro il quotato Bahcesehir di coach Djordjevic non cancella una prestazione nella quale i capitolini sono rimasti a contatto per larghi tratti, ma mette anche in evidenza quanto lavoro serva per trasformare le iniziative dei singoli in un attacco più omogeneo. Il 64,7% da due è un dato positivo; lo sono meno il 7/28 da tre e le 15 palle perse. Dall'altra parte, il Bahcesehir ha mandato cinque giocatori in doppia cifra (contro i tre giallorossi) e ha chiuso con 23 assist a 17: una differenza sostanziale che racconta bene la maggiore distribuzione delle responsabilità offensive dei turchi. La certezza però, in casa BC, è Nico Mannion. I 29 punti con 7/8 da due, 3/6 da tre, 6/6 ai liberi e 5 assist confermano la capacità del playmaker di creare vantaggi anche contro una difesa fisica e organizzata. Ma proprio una prestazione del genere rende ancora più evidente il tema sul quale lavorare: Roma deve fare in modo che la presenza di Mannion migliori la produzione degli altri interpreti. Ayayi ha risposto con 16 punti e 5 assist, Simonovic ha aggiunto 13 punti e 8 rimbalzi: sono segnali interessanti, ma serve aumentare il numero di giocatori capaci di creare o convertire vantaggi.

Il dato del tiro da tre è particolarmente indicativo. Il 25% dall'arco non è soltanto un problema di percentuali: contro difese che concentrano l'attenzione su Mannion, avere minacce credibili sul perimetro diventa fondamentale per aprire il campo. Allo stesso tempo, il 22/34 da due suggerisce che, quando Roma riesce ad attaccare il ferro e a giocare dentro l'area, le soluzioni arrivano. L’ulteriore step di crescita consiste quindi nel collegare meglio le due dimensioni: creare vantaggi con Mannion e gli altri esterni, trasformarli in conclusioni pulite e ridurre quei possessi nei quali la pressione difensiva porta a forzature o palle perse. La partita di Istanbul indica un'esigenza collettiva e immediata per i giallorossi: ampliare le soluzioni offensive e aumentare la capacità della squadra di adattarsi alla fisicità dell'EuroCup. In questo senso, più di una risposta potrebbe arrivare dal mercato nelle prossime ore. La BC ha infatti dimostrato, nonostante le pesanti assenze (Flowers su tutti), di poter rimanere dentro la partita; il prossimo passo per coach Magro sarà riuscire a farlo senza dover dipendere così tanto dalla produzione offensiva del playmaker figlio d’arte.

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