Supercoppa italiana 2026, a Tortona è già tempo di verdetti

Olimpia Milano, Virtus Bologna, Derthona Basket e Reyer Venezia si sfidano alla Nova Arena. Tra roster rinnovati, nuove panchine, ambizioni e fattore campo, il weekend piemontese promette subito spettacolo
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Supercoppa italiana 2026, a Tortona è già tempo di verdetti

Alessandro Fracassi/EdipressAlessandro Fracassi/Edipress

Pubblicato il 18 settembre 2026, 20:00 (Aggiornato il 19 set 2026 alle 09:41)

La stagione della pallacanestro italiana riparte da Tortona e lo fa con un appuntamento che, mai come quest'anno, ha il sapore di una prima verifica generale. La Supercoppa LBA SisalClub 2026 metterà di fronte quattro delle squadre più ambiziose di un movimento in costante crescita: Olimpia Milano, Virtus Bologna, Derthona Basket e Reyer Venezia. Due giorni, tre partite e un solo trofeo in palio, quello che inaugurerà ufficialmente la stagione 2026/27. L'appuntamento è fissato per sabato 19 e domenica 20 settembre nella suggestiva cornice della Nova Arena.

Tortona accende i riflettori sulla nuova stagione: il format

Sarà una Supercoppa particolare anche per la location. La Nova Arena, nuova casa del Derthona all'interno della Cittadella dello Sport, ospiterà per la prima volta la manifestazione, trasformandosi per un intero weekend nel centro nevralgico del basket italiano. E proprio i padroni di casa saranno tra i protagonisti del torneo, con il vantaggio di poter giocare davanti al proprio pubblico in una kermesse che rappresenta un passaggio importante nella crescita del club piemontese. La qualificazione delle quattro partecipanti è arrivata sulla base dei risultati della stagione precedente: Milano campione d'Italia e detentrice del trofeo, Virtus semifinalista di Coppa Italia con la migliore testa di serie tra le semifinaliste, Derthona finalista della Coppa nazionale e Venezia reduce dalla finale Scudetto. Il programma? È già definito: sabato 19 settembre sarà la volta delle semifinali con la sfida tra Bertram Derthona Tortona e Umana Reyer Venezia e il grande classico tra Armani Olimpia Milano e Virtus Costa Bologna. Le due vincitrici si ritroveranno poi domenica 20 settembre per contendersi il primo titolo della stagione.

Quattro roster, tante novità

La prima sfida della stagione si giocherà anche sul terreno delle novità. Tutte e quattro le protagoniste arrivano alla Supercoppa con gruppi rinnovati, ma attraverso strategie differenti: Milano e Virtus hanno operato una trasformazione più profonda, mentre Tortona e Venezia hanno cercato di conservare una parte importante delle rispettive identità.

L'Olimpia Milano si presenta al via della nuova stagione come la squadra da battere, reduce dal triplete domestico conquistato sotto la guida di coach Peppe Poeta, subentrato a Ettore Messina a stagione in corso. Nonostante gli addii pesanti di Shields, LeDay, Nebo e dell'MVP Brooks, il club ha risposto sul mercato con innesti di primissimo livello a partire da Thompson, Cole, l'arrivo dell'ex Indiana Pacers Mathews e il ritorno di Hall. Il reparto ali e centri si rinnova profondamente con gli arrivi di Peters (fresco campione d’Europa con l’Olympiacos) e Wright, che vanno ad aggiungersi a un solido blocco italiano guidato da Ricci, Tonut e Flaccadori.

Riscattare la semifinale playoff persa contro Venezia pochi mesi fa e tornare a competere per grandi traguardi: è l’obiettivo della nuova Virtus Bologna, guidata in panchina dal nuovo coach Alex Mumbrú, campione d'Europa con la Germania un anno fa. Le Vu nere hanno rivoluzionato il reparto esterni con gli arrivi di Carr, Frazier e Bello, che si uniscono alla conferma di Hackett, l’esperienza del nuovo arrivato Baldasso e all'innesto di Casarin. Sulle ali spiccano il talento di Alston Jr, di Wendell Moore Jr e Kessler Edwards, oltre al giovane Klintman, mentre sotto canestro il gruppo si affida alla certezza Diouf, all'energia di Diarra e al nuovo volto Kokila.

Stagione storica invece per Derthona, segnata dal debutto in EuroCup e guidata ancora da coach Mario Fioretti dopo gli ottimi risultati ottenuti nella scorsa stagione. Il club piemontese ha mantenuto una base solida confermando Hubb, Gorham, Olejniczak e il nuovo capitano Pecchia, inserendo in regia Durham. Il colpo più intrigante sul perimetro è il talento puro di Dante Maddox Jr. (in prestito da Milano), affiancato dalle certezze italiane Bortolani e Jallow. Sulle ali spiccano la qualità e l'esperienza di Amar Alibegovic e la fisicità di Eboua che ha ben figurato in Eurolega con l'Asvel, supportati dal veterano Vene, mentre sotto canestro si rivede Gazzotti.

Infine la Reyer Venezia, che si appresta a iniziare la stagione con l'obiettivo di confermarsi ai vertici dopo il quarto posto in regular season e la finale Scudetto conquistata nell'ultimo campionato. Il club ha mantenuto intatta l'ossatura della squadra per garantire continuità tattica al confermato coach Spahija, blindando pilastri offensivi come Parks e Wiltjer, insieme alla leadership di Bowman nei playoff. Il blocco italiano riparte dalle certezze di Candi, De Nicolao, Janelidze e soprattutto di capitan Tessitori, reduce dal premio come miglior italiano della postseason. Sul mercato spicca il colpo da novanta Watson Jr dall'ASVEL, mentre l'arrivo dell'ultimo minuto di Erick Green, ex Cantù, mette una pezza all'infortunio di Rice. Con gli innesti sulle ali di Olinde e Grant, e la scommessa fisica del giovane gigante Boakye sotto canestro insieme a Maretto, la Reyer è pronta a dare battaglia.

Quattro panchine, quattro filosofie diverse

La Supercoppa 2026 non sarà soltanto una sfida tra roster, ma metterà a confronto quattro idee diverse di pallacanestro e quattro allenatori chiamati a trovare rapidamente la formula giusta. Peppe Poeta deve dare continuità a una squadra che ha appena conquistato tutto in Italia, ma con un gruppo profondamente rinnovato. Alex Mumbrú è invece chiamato a costruire una nuova e giovane Virtus, mentre Mario Fioretti affronta la sua seconda stagione da capo allenatore del Derthona dopo una lunga esperienza nello staff dell'Olimpia. Dall'altra parte, Neven Spahija può ripartire dal lavoro fatto con una Venezia arrivata fino alla finale Scudetto. Il fattore tempo potrebbe dunque diventare decisivo. In una Final Four non esiste il margine di errore che offre una stagione lunga: un sistema ancora imperfetto, una rotazione non completamente definita o un nuovo giocatore non ancora inserito possono pesare immediatamente sul risultato.

Milano-Bologna, una finale anticipata

Il derby d’Italia tra Olimpia e Virtus è inevitabilmente il piatto forte della prima giornata. Due società storiche, due piazze abituate a giocare per i trofei e due squadre che hanno cambiato molto durante l'estate. Sarà una sfida nella sfida: da una parte la necessità dell'Olimpia di dimostrare che il ciclo vincente può continuare nonostante le numerose partenze, dall'altra la volontà della Vu nere di presentarsi immediatamente come una delle principali antagoniste. Sulla carta, Milano parte con il vantaggio del titolo appena conquistato, ma la Virtus arriva all'appuntamento con un roster profondamente rinnovato e con l'opportunità di testarlo immediatamente contro la squadra da battere. Due importanti indizi sono arrivati dal precampionato: il 9 settembre, al Memorial Matteo Bertolazzi di Parma, Bologna ha superato Derthona (88-73) per poi ripetersi una settimana dopo (16 settembre), contro la neonata Maxima Roma (battuta 97-80), mostrando già una buona distribuzione delle responsabilità offensive. Due test amichevoli, certo, ma anche due prestazioni di assoluto livello a pochi giorni dalla Supercoppa.

Derthona-Venezia, il fattore campo contro la continuità

Meno scontata, ma altrettanto interessante, è l'altra semifinale. Il Derthona potrà contare sul pubblico della Nova Arena e su un ambiente che conosce bene, ma troverà una Reyer Venezia ancora competitiva. La sfida mette dunque di fronte due filosofie diverse. I padroni di casa puntano sull'entusiasmo di una squadra in crescita, su un nucleo confermato e sul fattore campo; gli orogranata possono invece contare sull'esperienza maturata ai massimi livelli nella scorsa stagione e su un roster che combina la continuità della nuova guardia e l’entusiasmo dei nuovi innesti.

Le sfide individuali da seguire

In una manifestazione così breve, i duelli individuali possono diventare determinanti. Il backcourt sarà uno dei territori più interessanti da osservare, soprattutto nella semifinale tra Milano e Virtus, dove i nuovi esterni dovranno immediatamente dimostrare di sapersi assumere responsabilità importanti. Occhi puntati dunque sulla creatività di Thompson (Olimpia) e la fisicità di Carr (Virtus), pronti a dettare i ritmi del derby d'Italia. Derthona si affida invece al talento purissimo di Dante Maddox Jr, chiamato a scardinare la difesa di Venezia che risponderà con l'esperienza e l'intensità di Bowman. Sotto le plance, i riflettori sono tutti per il duello ad alta quota tra l'atletismo di Momo Diouf e la solidità di Tessitori, una sfida che promette scintille e che potrebbe spostare gli equilibri del torneo.

Due giorni di grande basket, un solo verdetto: il programma

Il conto alla rovescia è ormai iniziato. Il 19 settembre il parquet della Nova Arena dirà chi avrà costruito meglio la propria estate e chi, nonostante i cambiamenti, sarà già pronto per giocare una partita da dentro o fuori. Prima Derthona-Venezia, poi Milano-Virtus: due semifinali che promettono spettacolo e che potrebbero già regalare i primi segnali della nuova stagione. Domenica pomeriggio, invece, resterà soltanto una domanda: chi sarà la prima squadra italiana ad alzare un trofeo nella stagione 2026/27? La risposta arriverà da Tortona, dopo un weekend nel quale passato, presente e futuro della pallacanestro italiana si ritroveranno tutti sullo stesso parquet.

Ecco il programma completo:

Sabato 19 settembre, ore 17:00: Bertram Derthona Tortona-Umana Reyer Venezia.

Sabato 19 settembre, ore 19:45: Armani Olimpia Milano-Virtus Costa Bologna.

Domenica 20 settembre, ore 17.00: finale.

Due semifinali e una finale per capire, prima ancora dell'inizio del campionato, chi è già pronto a vincere.

L'albo d'oro della Supercoppa Italiana

Siena: 8 titoli (2004, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013).

Virtus Bologna: 4 titoli (1995, 2021, 2022, 2023).

Olimpia Milano: 4 titoli (2016, 2017, 2018, 2020).

Treviso: 4 titoli (1997, 2001, 2002, 2006).

Dinamo Sassari: 2 titoli (2014, 2019).

Cantù: 2 titoli (2003, 2012).

Fortitudo Bologna: 2 titoli (1998, 2005).

Varese: 1 titolo (1999).

Reggio Emilia: 1 titolo (2015).

Verona: 1 titolo (1996).

Virtus Roma: 1 titolo (2000).

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