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Ilie Nastase compie 80 anni: la storia del primo numero 1 ATP
Dal primo posto nel ranking mondiale agli scherzi con Panatta: il campione romeno ha rivoluzionato il tennis molto prima dell’era delle superstar

Luciano de Gregorio/Edipress
Pubblicato il 19 luglio 2026, 07:44
C’era una volta la Romania in cima al mondo del tennis. A pensarci oggi sembra l’inizio di una favola o di un sogno, ma nel 1973 era la realtà: quando l’ATP introdusse per la prima volta le classifiche computerizzate in vetta al ranking salì Ilie Nastase, portando il paese romeno per sempre nella storia. Il primo numero uno della storia del tennis computerizzato è nato esattamente ottant’anni fa, il 19 luglio del 1946, a Bucarest ed è stato un vero rivoluzionario di questo sport. Il suo soprannome ‘Nasty’, che in inglese vuol dire cattivo, è emblematico del giocatore che è stato il romeno e del personaggio epico che è stato per il tennis. Nastase è stato il primo tennista sopra le righe, che scendeva in campo per divertirsi e per divertire ancor prima che per vincere e giocare. I suoi colpi di genio, sia tennistici che extra sportivi, sono passati alla storia ed hanno attraversato gli anni, fornendo uno squarcio perfetto di quello che era il campione romeno. Nel giorno del suo ottantesimo compleanno proviamo a ripercorrere la sua carriera leggendaria.

Ilie Nastase, il primo numero 1 ATP della Storia
La leggenda nasce da un primato che nessuno potrà mai togliergli, cosa più unica che rara nello sport dove i record vengono fatti per essere battuti. Questo non potrà accadere con il primato di Nastase, che resterà sempre il primo numero uno della storia del tennis. Il romeno è stato il primo di una ristrettissima cerchia: dal 1973 ad oggi, da Nastase a Jannik Sinner solamente 29 giocatori sono stati in grado di salire sul gradino più alto del ranking ATP. Un primato frutto di una stagione da incorniciare per il romeno. Il talento indiscusso del nativo di Bucarest è scoppiato nel 1972, anno in cui ha conquistato 12 titoli vincendo gli US Open, primo Slam della carriera. Nel 1973 il romeno ha continuato la propria crescita trionfando al Roland Garros ed agli Internazionali d’Italia, terminando la stagione con 16 trofei conquistati in totale. Un record che ha permesso a ‘Nasty’ di mantenere il comando della classifica per ben 40 settimane consecutive prima di passare lo scettro a John Newcombe. Non solo talento ma anche una grande costanza di risultati come dimostrano i 4 successi al Master di fine anno (1971, 1972, 1973 e 1975). Una carriera leggendaria a cui però manca il successo a Wimbledon: i Championship sono rimasti un sogno proibito per il romeno, che in due occasioni ha raggiunto la finale (1972 e 1976) senza mai riuscire a trionfare. Un trionfo mancato in singolare, ma arrivato in doppio nel 1973 insieme a Jimmy Connors e per due volte nel misto (1970 e 1972). Il talento polivalente di Nastase permetteva al romeno di dare spettacolo in tutte le discipline come dimostrano i 5 Slam totali vinti in doppio (3 maschile e 2 misto). Il doppio è stato spesso protagonista nella carriera del romeno, che in alcune occasioni si è ritrovato a giocare nello stesso giorno tre finali: quella di singolare, quella di doppio maschile e di doppio misto. Una scelta frutto della filosofia di vita e di gioco di Nastase, che si divertiva giocando e stando in campo.

Ilie Nastase tra talento, provocazioni e scherzi: come cambiò il tennis
A rendere leggendaria la figura di ‘Nasty’ non è stata solamente la sua carriera ed il suo palmares, ma anche il proprio comportamento in campo e fuori. Una delle tattiche preferite del romeno era quella di infastidire il proprio avversario anche con scherzi originali. Emblematico in tal caso è l’aneddoto legato ai quarti di finale di doppio del Roland Garros nel 1977, torneo in cui faceva coppia con il connazionale Ioran Tiriac. Nei quarti di finale di quell’edizione dello Slam parigino i romeni si trovarono contro Adriano Panatta, grande amico di Nasty, e Paolo Bertolucci. Nastase, memore della grande superstizione dell’italiano, pagò un addetto del torneo per farsi procurare un gatto nero, lo mise in una sacca da tennis e poi lo fece uscire dopo il riscaldamento. Davanti a questa visione il tennista azzurro si bloccò ed insultò l’avversario prima di iniziare a giocare. L’episodio però destabilizzò Panatta che non entrò mai veramente in partita, la quale venne dominata dalla coppia romena. Un episodio frutto di un tennis di altri tempi, dove i giocatori si conoscevano maggiormente tra loro e dove l’originalità di Nastase trovava libero sfogo. Sono proprio questi episodi, allo stesso tempo geniali e sregolati, che hanno fatto di Nasty un tennista spartiacque per la storia del tennis: il romeno non è stato solamente il primo numero uno delle classifiche computerizzate, ma anche la prima star mondiale di questo sport.
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