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Serena Williams, il ritorno di “The Queen”
Il torneo di Wimbledon le ha assegnato una wild card per il singolare e una per il doppio. Ma perché l’ex regina del tennis mondiale ha deciso di rientrare?

Luciano De Gregorio/Edipress
Pubblicato il 29 giugno 2026, 08:00
Come d’incanto il circuito WTA ritrova la propria regina: Serena Williams è pronta a rientrare nel circuito grazie ad una wild card per il tabellone principale di Wimbledon. Sono passati quasi 4 anni da quando ‘The Queen’ ha giocato l’ultimo match in singolare agli US Open ’22 mettendo la parola fine su una carriera leggendaria. Una parola fine che l’americana ha deciso di rimuovere per scrivere un nuovo capitolo della propria storia: nemmeno un mese fa Serena ha sorpreso tutti gli appassionati iscrivendosi al torneo di doppio del WTA 500 di Londra insieme a Victoria Mboko. L’americana ha dimostrato di essere in buona condizione nel match giocato con la canadese, poi infortunatasi nel corso dell’incontro di singolare e costretta al forfait anche dal doppio, ed ha partecipato anche al torneo di Berlino al fianco di Karolina Muchova. Quanto visto in questi due tornei ha portato Wimbledon a offrirle una doppia wild card: una in singolare ed una in doppio insieme alla sorella Venus. Che piaccia o no la decisione è stata presa: a 44 anni la leggenda Serena Williams è pronta a riprendere la racchetta in mano e tornare in campo. Il rientro della pluricampionessa Slam è accompagnato da due domande: Perché? C’era davvero bisogno?

I motivi del ritorno
Capire il perché di questa scelta non è difficile: Serena è tornata ad allenarsi e si è sentita bene fisicamente, a tal punto da pensare di poter essere ancora competitiva. La prima partita giocata a Londra ha dato molte conferme all’americana, che ha così deciso di provare a rientrare nel circuito. Proviamo a fare un ulteriore passo indietro per provare a capire cosa ha spinto l’americana a tornare ad allenarsi, ancor prima di decidere di rientrare in doppio. Anche in questo caso non è difficile intuire le motivazioni alla base di questa scelta: non è semplice rinunciare alle emozioni ed alle sensazioni che regala la carriera da top player, ed alla lunga questa mancanza ha iniziato a pesare. La storia del tennis e dello sport è ricca di grandi campioni che faticano a ritirarsi o che provano a rientrare dopo anni dal primo ritiro.

C’era davvero bisogno del suo rientro?
Il rientro in campo di Serena Williams richiama alla mente di chi scrive la storia di Lindsey Vonn. Entrambe hanno vinto tutto nel corso della propria carriera, diventando delle vere icone della propria disciplina e dello sport globale. Come ‘The Queen’ anche Vonn ha scelto di tornare in attività diversi anni dopo il proprio ritiro. La sciatrice americana è tornata al cancelletto di partenza lo scorso anno a sei dall’ultima gara ufficiale, mettendo nel mirino i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Un progetto che sembrava folle e che invece si è tramutato in realtà: dopo un rientro non semplice nel 2025, lo scorso inverno Vonn ha sorpreso tutti tornando a vincere in Coppa del Mondo e arrivando alla vigilia della rassegna olimpica da protagonista, prima di rimediare un brutto infortunio al crociato. All’epoca dell’annuncio del rientro di Vonn, in molti si domandarono se davvero ci fosse il bisogno di un suo ritorno e che senso avesse questa decisione. Come per la sciatrice, anche per Serena la domanda è la stessa. La verità è che, indipendentemente da come rientrerà, il circuito WTA ha bisogno di un personaggio come l’americana. In questo momento storico il tennis in gonnella manca di grandi protagonisti che possano attirare il pubblico “occasionale” e che riescano a sfondare la barriera dei soli appassionati. L’unica tennista in grado di costruirsi anche un peso mediatico importante è la numero uno del mondo Aryna Sabalenka, la quale è stata in grado di diventare una vera icona del circuito WTA. L’assenza di una grande rivale, a causa delle difficoltà di Iga Swiatek e della non definitiva esplosione di Coco Gauff e Mirra Andreeva, però non permette alla WTA di creare un vero e proprio duello che possa attrarre anche il pubblico lontano. Per questo motivo il rientro in campo di un’icona come Serena Williams non può che aver reso contento Valerie Camillo, presidente del circuito femminile. Al netto dell’attrazione mediatica è possibile dare una risposta a questa domanda solamente in seguito alle prime uscite dell’americana, per poterne valutare la condizione. Sicuramente un rientro in attività come quello della sorella Venus, mai veramente ritirata ma spesso e volentieri lontana dal circuito, non avrebbe molto senso. Quest’ipotesi però sembra da scongiurare: la mentalità di Serena è sempre stata quella di essere la migliore e non di accontentarsi della mediocrità. Per questo motivo è molto difficile immaginarsi una Serena intenta a tornare solamente per fare da comparsa, accontentandosi di giocare sporadicamente e con scarsi risultati. Per capire se effettivamente c’era bisogno di questo rientro bisognerà quindi far passare del tempo e vedere come rientrerà The Queen. Nell’attesa che il campo possa dare il proprio verdetto, l’americana e tutti i suoi tifosi sperano si possa confermare la storia di Lindsey Vonn che ha dimostrato che si può tornare tra i migliori al mondo anche a 40 anni passati e dopo diversi anni dal ritiro. In ogni caso, The Queen is back!
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