Quanto pesa Sinner sul tennis italiano?

Gli ultimi mesi riaprono una domanda sul movimento azzurro: come si misura la sua profondità quando manca il giocatore più forte?
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Quanto pesa Sinner sul tennis italiano?
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Luciano de Gregorio/EdipressLuciano de Gregorio/Edipress

Pubblicato il 13 ottobre 2026, 13:00

Il tennis italiano sta attraversando un’epoca d’oro raggiungendo vette che a lungo sono sembrate troppo alte anche solo per sognarle: in pochi anni l’Italia si è ritrovata nell’élite del tennis mondiale, facendo incetta di Coppa Davis, titoli Slam e arrivando fino ai piani alti del ranking ATP. Un momento da sogno sicuramente frutto della presenza di Jannik Sinner, grande trascinatore del movimento azzurro, ma anche di una profondità mai vista prima nel tennis italiano con la presenza di Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli, Matteo Berrettini, Luciano Darderi, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego. Un’epoca d’oro che trova in questo 2026 la propria stagione più complicata: dopo una prima metà di stagione da assoluto protagonista, con i successi di Sinner a Wimbledon e nei primi cinque mille dell’anno e con la finale di Cobolli al Roland Garros, il tennis italiano sta affrontando un momento complicato. Gli ultimi mesi degli azzurri hanno acceso qualche campanellino d’allarme per il finale di stagione obbligando tutti gli appassionati a fare qualche riflessione.

Tennis italiano, dai successi estivi alla frenata

Dopo il successo di Sinner a Wimbledon, il punto più alto della stagione azzurra, il tennis italiano ha proseguito sulle ali dell’entusiasmo prima di subire una battuta d’arresto improvvisa. Nelle settimane subito successive al trionfo dell’altoatesino sui prati dell’All England Club, l’Italia ha sognato con Darderi nell’ATP 250 di Bastad. Nel torneo svedese l’italo-argentino è arrivato a giocarsi il titolo, venendo però battuto da Andrey Rublev nell’ultimo atto. La finale raggiunta da Darderi a Bastad a luglio è anche l’ultima finale giocata da un italiano in questa stagione. Poche settimane dopo il torneo svedese è infatti iniziata la trasferta sul cemento nord-americano, dove l’Italia ha faticato enormemente ad eccezione del torneo di Cincinnati.

Senza Sinner cambiano le aspettative degli azzurri

Nella tournèe statunitense il tennis italiano ha dovuto rinunciare a Jannik Sinner per un infortunio al ginocchio, che l’ha poi portato a saltare tutto il finale del 2026, dovendosi affidare quasi completamente a Cobolli e ad Musetti, a sua volta appena rientrato dall’infortunio. I due, dopo aver faticato a Montreal, hanno fatto sognare gli appassionati italiani nel Master 1000 americano: il tennista toscano ha fatto vedere di essere in ripresa raggiungendo i quarti di finale, mentre il romano si è fatto strada in un tabellone insidioso a suon di battaglie arrivando fino alla semifinale. Un risultato che aveva fatto ben sperare in vista degli US Open, dove però il migliore italiano è stato Darderi che si è arreso solamente ad Alexander Zverev, poi vincitore del titolo, negli ottavi di finale. Una volta terminato l’ultimo Slam della stagione gli azzurri hanno faticato ad essere protagonisti, raccogliendo tante sconfitte ai primi turni tra Tokyo, Pechino e Shanghai accendendo un piccolissimo campanellino d’allarme. Si tratta di una preoccupazione immotivata, ma una serie di risultati che sono una naturale conseguenza dell’andamento di questa stagione.

Musetti e Cobolli, il peso di una stagione lunga

L’Italia, oltre ad essere stata privata del proprio numero uno, si trova a dover fare i conti anche con un Musetti non ancora perfettamente recuperato, e per questo lontano dal proprio miglior livello, e con un Cobolli con le energie ridotte al lumicino. Il romano ha giocato tantissimo nel corso di questa stagione, raccogliendo risultati fantastici come la finale del Roland Garros, i quarti a Wimbledon e l’ingresso in top 10, ma ha anche speso moltissime energie fisiche e soprattutto mentali.

Cobolli verso le ATP Finals: cosa resta da giocare

L’azzurro dovrà essere bravo ad accettare i passi falsi di questi mesi e a ricaricarsi per lo sprint finale che potrebbe anche portarlo alle Finals di Torino tra i migliori 8 giocatori dell’anno. Sono quindi stati mesi meno brillanti per il tennis azzurro che però non cancellano la profondità della rosa e che non devono allarmare gli appassionati: l’Italia del tennis è più viva che mai e nelle prossime settimane avrà occasioni importanti per tornare a festeggiare.

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