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Cinque grandi rimonte delle italiane nelle coppe europee

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Cercando di motivare un po' Bologna e Fiorentina per le loro gare di ritorno di Europa e Conference League ecco alcune grandi "remuntade" delle nostre squadre nelle varie competizioni continentali

Bologna e Fiorentina, non mollate, forza! D'accordo, ci vorrebbero due imprese contro Aston Villa e Crystal Palace ai quarti di finale di Europa e Conference League, rispettivamente: rimontare da 1-3 o da 0-3 è difficile, ma non impossibile. Le squadre italiane in passato ci sono riuscite e cerchiamo di motivare un po' rossoblù e viola ripescando cinque di queste serate memorabili. Cinque rimonte di cinque squadre diverse, le più epiche. Una, guarda caso, riguarda proprio il Bologna.

Inter - Liverpool (Coppa dei Campioni 1964-65)

Una delle partite fondative del mito della "Grande Inter". All'andata a Liverpool i nerazzurri prendono tre schiaffi, ma limitano i danni con una rete di Mazzola. Al ritorno, siamo alle semifinali, San Siro ruggisce cercando di portare gli uomini di Herrera alla seconda finale consecutiva, peraltro da disputare proprio al Meazza. Una punizione di Mario Corso apre le danze dopo appena 8 minuti, ma l'immagine-simbolo di quella partita, forse una delle più evocative dell'intera storia interista, è quella di Joaquim Peirò che va a rubare palla al portiere del Liverpool, Lawrence, che si sta accingendo a rinviare dopo aver sventato una sua incursione, e appoggia in rete il raddoppio. Tutto regolare, manifesto dell'astuzia. Il 3-0 invece è un altro tipo di manifesto, della strapotenza atletica di Giacinto Facchetti che da sinistra galoppa fin quasi al limite dell'area, dove scarica un destro imprendibile. Rimonta completata e finale raggiunta, poi vinta 1-0 contro il Benfica.

Bologna - Admira Wacker (Coppa Uefa 1990-91)

Anche i rossoblù rimontarono uno 0-3 subito all'andata, ma dovettero andare ai calci di rigore. Poco male, visto l'esito finale, in quella stagione comunque allucinante conclusasi in Italia con la retrocessione in B e in Europa con i quarti di finale raggiunti in Coppa Uefa. Gli austriaci dell'Admira Wacker vengono rimontati agli ottavi di finale, ma già nel turno precedente il Bologna aveva ribaltato gli scozzesi degli Hearts da 1-3 a 3-0 al Dall'Ara. Con in mezzo il cambio di allenatore, da Scoglio a Radice. Certo, quando gli emiliani tornano dall'Austria con tre gol sul groppone pensare a un'altra rimonta sembra davvero difficile. Invece il 12 dicembre 1990 ci pensano Waas, Cabrini su rigore e il futuro laziale Negro a dare al Bologna i tempi supplementari. Admira in dieci per l'espulsione di Kuhbauer e sconfitto nei tiri dagli undici metri in una sequenza drammatica, sportivamente parlando, con Cabrini che fallisce il tiro decisivo e Dotzl che calcia il suo fuori, invece.

Parma - Halmstad (Coppa delle Coppe 1995-96)

Solo una squadra italiana è riuscita a rimontare una sconfitta per 3-0 all'andata: il Parma di Nevio Scala, abituato ad altre imprese a livello europeo ed evidentemente a suo agio nei freddi turni infrasettimanali. La Coppa delle Coppe è stato il primo trofeo continentale vinto dai ducali (1993, 3-1 all'Anversa in finale a Wembley) ed evidentemente il feeling è rimasto anche due anni dopo. Certo, la squadra all'inizio di quella stagione deve affinare dei meccanismi: è arrivato il Pallone d'Oro, Hristo Stoichkov, ma la convivenza con Zola non è semplice, con i due che un po' si pestano i piedi, oltre che essere due specialisti dei calci piazzati. Secondo turno del torneo e clamorosa bambola in Svezia, contro il modesto Halmstad. Può però una delle corazzate del nostro calcio affondare così miseramente? Il 2 novembre a suonare la carica è un giovane attaccante un po' sgraziato, ma quantomai efficace sottoporta: Filippo Inzaghi. Il non ancora "Superpippo", uomo-mercato e in procinto (pare) di cambiare aria perché non sta trovando spazio in gialloblù supera il portiere svedese con un siluro di sinistro dal limite dell'area. Un minuto ed è già 1-0, all'intervallo è 2-0 grazie a Dino Baggio e l'aggancio è lì, a pochi passi. Nella ripresa Stoichkov regala una delle sue poche perle stagionali su punizione, prima che Andersson realizzi l'autorete del 4-0, che evita anche i supplementari.

Roma - Barcellona (Champions League 2017-18)

Un 3-0, quello che servirebbe alla Fiorentina, ad esempio, per portare il Crystal Palace ai supplementari di questa Conference League. Quella sera all'Olimpico, il 10 aprile 2018, la Roma compie un autentico miracolo cancellando il 4-1 subito all'andata dal Camp Nou. Una partita, quella in Catalunya, dove i giallorossi escono triturati, considerando la rete segnata da Dzeko come quella semplicemente dell'onore, per tenere accesa la fiammella della speranza. Al ritorno però la Roma disputa una prova a dir poco gagliarda, con di fronte il Barcellona di Messi, Suarez, Iniesta e compagnia. Di Francesco spariglia le carte, schiera due centravanti veri (lo stesso Dzeko e Schick) e i blaugrana non ci capiscono niente. Cinque minuti e Dzeko ha già segnato, nella ripresa il bosniaco si conquista un rigore che De Rossi trasforma, prima che Manolas di testa su calcio d'angolo faccia esplodere l'Olimpico, regalando un urlo belluino in mondovisione. Non c'è tempo per il Barcellona di reagire, la Roma va in semifinale e compie una delle più grandi imprese della propria storia. Bella come un altro 3-0, quello al Dundee United per ribaltare lo 0-2 dell'andata della semifinale di Coppa Campioni 1983-84.

Juventus - Atletico Madrid (Champions League 2018-19)

Un anno dopo, un altro 3-0 eccezionale, firmato da un calciatore altrettanto eccezionale: Cristiano Ronaldo. All'andata la Juventus è stata piegata dalla squadra di Simeone per 2-0, con il tecnico argentino che ha approfittato del risultato favorevole per mostrare in mondovisione, con un gesto piuttosto appariscente, che i suoi avevano "gli attributi". La Juve forse se la lega al dito, in primis con CR7, che con l'Atletico ha sempre avuto un conto aperto personale, forgiato da tanti derby disputati all'epoca del Real Madrid, quando il trattamento nei suoi riguardi era stato sicuramente poco tenero. Due colpi di testa uno più roboante dell'altro e un calcio di rigore nel finale per completare la rimonta: Juventus ai quarti di finale dove però perderà contro l'Ajax.