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La solidità tra i pali di Luca Marchegiani

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Uno dei portieri più forti della sua generazione che ha lasciato un segno con la maglia del Torino e, soprattutto, la grande Lazio di Cragnotti

C’è stato un tempo in cui il ruolo del portiere non era ancora contaminato dalle mode del palleggio esasperato e dalle statistiche avanzate. Un tempo in cui contavano soprattutto il coraggio, l’affidabilità, la personalità. In quell’epoca, Luca Marchegiani è stato uno dei suoi interpreti più nobili.

Gli inizi di Marchegiani

Marchiano come Roberto Mancini, nato ad Ancona nel 1966, Marchegiani cresce calcisticamente con pazienza, lontano dai riflettori. Cresce nello Jesi, vicino casa, mostrando subito quelle qualità che lo accompagneranno per tutta la carriera: affidabilità, sobrietà, concentrazione, senso della posizione. Non era un portiere spettacolare, ma era tremendamente efficace. Parava ciò che doveva parare. E spesso qualcosa in più.

Il grande salto

È il Torino a puntare forte su di lui tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei 90. In maglia granata diventa titolare e protagonista. In granata vive stagioni di alto livello, sotto l’ala protettiva di Lido Vieri, culminate con la finale di Coppa UEFA del 1992. In quella squadra combattiva e orgogliosa, Marchegiani rappresenta un punto fermo, una sicurezza silenziosa. È lì che conquista anche la Nazionale, entrando nel giro azzurro con continuità.

L’arrivo a Roma con la Lazio

Nel 1993 passa alla Lazio, e qui scrive le pagine più luminose della sua carriera. Nella Lazio di Cragnotti, Eriksson e Mancini, Marchegiani è il custode di un sogno diventato realtà. Vince uno Scudetto storico nel 2000, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Supercoppa Europea, una Coppa delle Coppe. Sempre con lo stesso stile: discreto, elegante, mai sopra le righe. È stato il portiere di una squadra che giocava bene, che attaccava, che osava. Ricordava un grande come Dino Zoff, passato proprio alla Lazio come allenatore prima e poi anche come presidente. E proprio per questo il suo ruolo era ancora più delicato: doveva essere l’equilibrio, la garanzia nei momenti difficili. E lo è stato. Con la Lazio ha lasciato un segno indelebile: nella stagione 1997-1998 è rimasto imbattuto per 745 minuti consecutivi, stabilendo in tal modo la più lunga striscia di inviolabilità nella storia della Lazio; con 339 partite disputate, è inoltre l'estremo difensore con più presenze nelle file dei biancocelesti.

L’Italia di Marchegiani

Con la Nazionale partecipa ai Mondiali del 1994 e quindi è vicecampione del mondo, disputando 3 gare negli USA; vive l’amarezza della sconfitta, ma sempre con dignità e professionalità. Non ha mai cercato alibi, né clamore. Terminata la carriera, Marchegiani ha saputo reinventarsi come commentatore lucido e competente, mantenendo lo stesso stile sobrio che lo aveva contraddistinto in campo. Luca Marchegiani appartiene a una generazione di portieri che parlavano poco e lavoravano molto. Uomini prima che atleti, professionisti prima che personaggi. In un calcio che corre veloce e spesso dimentica, il suo resta un esempio di misura, serietà e autentica passione. Luca Marchegiani compie 60 anni il 22 febbraio 1966