Una pista fortemente apprezzata dagli appassionati, così come dai piloti. Così si presenta il Circuit Of The Americas di Austin, che questo weekend ospiterà il Gp degli Stati Uniti, diciottesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1. Su una pista completa come quella texana (caratterizzata da uno snake di curve veloci nel primo settore, il lungo rettilineo tra curva 11 e curva 12 nel secondo settore, e infine le curve a medio-bassa velocità nel terzo settore) appare al momento piuttosto complicato fare un pronostico.
La Red Bull è sicuramente la squadra più in forma alla luce delle due vittorie consecutive ottenute da Max Verstappen a Sepang e a Singapore, frutto di un deciso passo avanti sotto l’aspetto prestazionale fornito dal pacchetto di aggiornamenti introdotto a Baku, che ha reso la RB22 molto più guidabile in virtù di un bilanciamento decisamente perfezionato che ha permesso di poter usufruire di una finestra di esercizio delle gomme molto più ampia rispetto alla prima parte di campionato, consentendole così di poter emergere non solo sul dritto, ma anche nelle curve a medio-bassa velocità. Guardando al circuito di Austin, appare ben chiaro come il secondo settore (e in particolare il lungo rettilineo compreso tra curva 11 e 12), così come il terzo settore per via della curve a medio-bassa velocità si presentano decisamente a favore del team austriaco, che invece potrebbe fare un po' più fatica nel primo settore, e in particolare nello snake rappresentato dalle curve veloci, dove la RB22 non sembra ancora aver trovato la giusta quadra. Nel complesso, però, la Red Bull può sicuramente guardare con fiducia a una potenziale terza vittoria consecutiva sia con Verstappen che con Hadjar, a patto però di non sottovalutare gli avversari.
A cominciare dalla Mercedes, che a Austin presenterà su entrambe le monoposto il pacchetto di aggiornamenti introdotto a Sepang e poi confermato a Singapore sulla sola monoposto di Antonelli (per compararlo al precedente pacchetto ripristinato sulla monoposto di Russell) assieme alla nuova specifica di ala anteriore, testata a Marina Bay in FP1 dal solo pilota bolognese. Sotto questo aspetto sarà fondamentale sia per Antonelli che per Russell sfruttare le tre sessioni di prove libere per svolgere dei lavori di comparazione a livello di assetto per trovare quello più adatto possibile per la pista texana, ma anche una soluzione atta ad ampliare la finestra di utilizzo delle gomme (riportandola possibilmente a quella presente con il pacchetto precedente), visto e considerato che il nuovo pacchetto di aggiornamenti se da una parte ha permesso di aumentare sulla W17 il carico aerodinamico, dall’altra ha peggiorato non poco il bilanciamento sopratutto sull’anteriore, così come la finestra di funzionamento delle gomme.
Il tutto in un weekend importante per Antonelli, che ad Austin ha potenzialmente a sua disposizione il primo di sei matchpoint per poter chiudere la questione titolo mondiale. Volendo essere onesti, è assai complicato che Kimi possa già vincere il titolo già questo weekend in quanto oltre alla vittoria del giovane pilota bolognese sarebbe necessario un piazzamento dal nono posto in giù per Russell, così come un piazzamento dal quinto posto in giù per Hamilton. Più probabile, sotto questo aspetto, che il titolo possa arrivare o la prossima settimana in Messico, o nella peggiore delle ipotesi tra due settimane in Brasile.
Una cosa, comunque, è certa: aldilà delle combinazioni iridate, Antonelli proverà in tutti i modi a vincere la gara, in attesa poi nelle prossime gare di poter conquistare quel titolo mondiale, che permetterebbe a un pilota italiano di poter tornare ad essere Campione del Mondo 73 anni dopo il doppio titolo mondiale vinto nel biennio 1952-1953 da Alberto Ascari al volante della Ferrari.
Tra i potenziali protagonisti del Gp degli Stati Uniti ad Austin non possiamo non considerare proprio la Ferrari: la scuderia di Maranello porterà in pista l’ultimo pacchetto di aggiornamenti previsto per la stagione (caratterizzato da un nuovo fondo e da nuove pance), che sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton dovranno testare adeguatamente nel corso delle libere per poterne verificare l’effettiva bontà, e con l’auspicio che (a differenza di quanto occorso ultimamente con Mc Laren e Mercedes) le novità introdotte possano realmente dare una mano a poter recuperare i principali avversari.
Guardando alla pista texana, la Rossa dovrebbe sicuramente ben emergere con Leclerc e con Hamilton nello snake caratterizzante il primo settore (in virtù del maggior carico aerodinamico sprigionato dalla SF-26 al pari dell’anteriore molto ben preciso che caratterizza la monoposto), così come nel terzo settore nelle curve di medio-bassa velocità, mentre dovrebbe chiaramente fare più fatica nel secondo settore, e in particolare nel già citato rettilineo compreso tra curva 11 e curva 12. Solamente in base all’andamento delle prove (e sopratutto delle indicazioni provenienti dalle novità introdotte) potremo capire quali potranno essere le ambizioni della Rossa per questo weekend di gara.
Da non sottovalutare potenzialmente neanche la McLaren, che ad Austin trova una pista a lei amica, con particolare riferimento allo snake del primo settore, e che in Texas porterà degli aggiornamenti al fondo della vettura così come delle novità (pensate per migliorare sia l’affidabilità in fase di frenata che alcune criticità sul fronte delle prestazioni) dopo le difficoltà emerse con l’ultimo pacchetto introdotto a Baku, che sembra aver ampliato quella resistenza all’avanzamento, che fin da inizio campionato rappresenta uno dei principali limiti della MCL40. Fondamentale anche in questo caso sarà il lavoro svolto da Norris e da Piastri nel corso delle libere per verificare la bontà del lavoro svolto in vista della parte finale del campionato.
Un cenno, infine, alle condizioni meteo, con il cielo che nel corso del weekend di gara si presenterà sereno o comunque poco nuvoloso, con le temperature che oscilleranno tra i 28 e i 30 gradi.