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Oggi, 21 ottobre, il Como ospita il Manchester United: il club debuttante in Europa e la big che ha vinto 68 trofei tra campionato e coppe (tratto dal numero di novembre 2026 del Guerin Sportivo)

Solo 5 squadre hanno cominciato la Champions League 2026-27 segnando 4 o più gol. Psg, Bayern, Barcellona, Manchester United, e fin qui è normale perché in 4 l’hanno già vinta 16 volte. Ma insieme a loro c’è anche l’esordiente Como che ha strapazzato il Lipsia, semifinalista nel 2019-20. Nella terza giornata al Sinigaglia, la cui costruzione iniziò esattamente cent’anni fa su progetto dell’architetto Greppi, la squadra di Fabregas affronterà il 21 ottobre proprio una di quelle 4 big, il ManU, che non vince la Champions dal 2008 e la Premier dal 2013, d’accordo, ma che ha numeri da far impallidire la piccola vedetta lombarda: 48 stagioni in Europa contro una, 438 partite contro 2, e poi 68 trofei (veri) a zero fra campionati e coppe. Per non parlare dei ricavi: 793,1 milioni contro 55 secondo gli ultimi dati che vedono il Manchester sceso all’8° posto della Deloitte Money League dopo trent’anni nella top 5 di cui una decina col primato assoluto. Quando il Newton Heath venne fondato, nel 1878, aveva i colori gialloverdi e non era ancora nato il primo presidente del Como, Mario Bazzi, classe 1886. La prima vera partecipazione alla FA Cup, dopo il forfait di 3 anni prima, finì con un ko per 6-1 contro il Preston (detentore del trofeo e campione d’Inghilterra) nel 1890.

La prima First Division nel 1892-93, nonostante un 10-1 al Wolverhampton del 15 ottobre che è ancora il risultato-record in campionato della sua storia, la chiuse all’ultimo posto e si salvò solo agli spareggi. Che furono fatali l’anno dopo (0-2 col Liverpool) costando 12 stagioni consecutive in “serie B”, durante le quali - nel 1902 - la squadra cambiò nome, diventando Manchester United, e colori, bianco- rossi. Il 22 aprile 1907 il ManU, tornato in First Division, vinse 3-0 a Bank Street contro l’Everton (ultima partita di una stagione chiusa all’8° posto) con i gol di Bannister, Meredith e Sandy Turnbull, tutti arrivati dal Manchester City che era stato costretto a mettere all’asta 17 suoi giocatori, squalificati in seguito a un processo che, partendo da un tentativo di corruzione, aveva accertato che il City pagava illegalmente più delle 4 sterline a settimana allora ammesse come tetto massimo. Con gli ex rivali protagonisti, e Sandy Turnbull 2° tra i cannonieri con 25 gol, la stagione successiva il ManU vinse il suo primo campionato, facendo subito il vuoto con 13 successi in 14 partite, e nel frattempo era nato anche il Como Foot-Ball Club, fondato il 25 maggio 1907 da un comitato di soci riunito presso il Bar Taroni a via Cinque Giornate.

Nei primi 5 anni di vita il Como disputò solo amichevoli. Il 4 aprile 1909, per esempio, al campo Garibaldi contro il Chiasso, ma il risultato è ignoto persino al documentatissimo sito museodelcomo. it. In quello stesso mese, il 24, il Manchester Utd - in maglia bianca con una V rossa - vinse la sua prima Coppa d’Inghilterra battendo 1-0 il Bristol City al Crystal Palace di Londra, davanti a 71.401 spettatori, con un gol di Sandy Turnbull. Non si conoscono neanche i risultati del Como nel torneo di Pasqua del 1911, giocato il 16 e 17 aprile contro Unione Sportiva Lecchese e Ausonia Milano, pochi giorni prima del secondo trionfo in campionato del ManU: arrivato con un 5-1 al Sunderland il 29 aprile dopo che la sconfitta della settimana precedente, 4-2 sul campo dell’Aston Villa, sembrava aver compromesso tutto. Ma il Villa pareggiò 0-0 il recupero col Blackburn, perse 3-1 a Liverpool e finì un punto sotto.

Il 20 ottobre 1912 il Como disputò a Torino il suo primo incontro ufficiale, perdendo 3-1 contro il Savona lo spareggio per l’ammissione alla Prima Categoria (la serie A dell’epoca). Così esordì in “serie B”, che all’epoca si chiamava Promozione, e fu ancora Colonna - già in gol contro il Savona - ad aprire il 5-0 al Brescia del 17 novembre al campo di Via dei Mille, nella giornata inaugurale di un girone lombardo chiuso con un 5° posto (su 9) che valse comunque l’ammissione alla Prima Categoria a 45 squadre della stagione successiva. Il ManU, che il giorno prima di quel Como-Brescia 5-0 aveva perso di nuovo 4-2 al Villa Park, concluse quel 1912-13 al 4° posto nella First Division vinta dal Sunderland. L’esordio del Como in “serie A” finì male: 1-5 contro l’Inter dei fratelli Cevenini (Aldo e Luigi, detto Zizì, segnarono 4 gol in due) il 12 ottobre 1913. “Il terreno, assolutamente mancante d’erba, era ottimo” (Gazzetta). Ma finì senz’altro peggio la carriera di George Anderson che il giorno prima aveva firmato con una doppietta il 2-1 del Manchester sul campo del Burnley: accusato di aver truccato un incontro del 1917 contro lo stesso Burnley venne condannato a 8 mesi di prigione, dovette lasciare il calcio e fu bandito a vita da Old Trafford. Nel 1934 il Manchester rischiò di finire in un campionato peggiore di quello del Como, salvandosi solo all’ultima giornata dalla retrocessione in Third Division. Decisivo il 2-0 sul campo del Millwall (scavalcato di un punto e finito in “serie C”) con i gol di Manley e Cape, quest’ultimo arrivato a gennaio per 2.000 sterline dal Newcastle. Era il 5 maggio e quel 20° posto in Second Division resta comunque il piazzamento peggiore nella storia del ManU. La Comense aveva concluso già a marzo la sua stagione, sfiorando invece la qualificazione per il girone finale che assegnava una promozione in serie A: finì al 4° posto nel girone B di serie B a -2 dal Bari, “colpa” della Serenissima - come si chiamava allora il Venezia - che al penultimo turno superò 4-2 la squadra allenata dal glorioso Baloncieri (25 gol in Nazionale, allora un record) e poi venne sconfitta 5-0 dal Bari che perse la A solo nello spareggio con la Sampierdarenese. Era in C invece il Como quando, il 20 dicembre 1942, vinse 14-0 sul campo della Vis Nova Giussano, il risultato-record della sua storia, con 5 gol di Longhi, anche questo un primato (eguagliato poi nel 1960 da Dell’Omodarme in B contro il Cagliari). In Inghilterra era in corso il campionato di guerra non ufficiale, il giorno prima il ManU aveva vinto 2-0 sul campo del Bolton poi travolto 5-0 in casa a Natale.

Nel 1949, finalmente, il Como arrivò in serie A. Partendo alla grande: 7 punti in 4 partite, 2° posto a -1 dalla Juve. L’1-0 dell’esordio contro il Palermo, l’11 settembre, venne firmato da una cannonata dell’esperto Stua (che andava per i 34 anni) ma anche dal portiere Cardani che parò un rigore di Vycpalek. Il giorno prima il ManU aveva pareggiato 1-1 a Stamford Bridge col Chelsea grazie a un gol di Jack Rowley che tra il 1937 e il ’55 ne segnò 211 ufficiali, pur saltando 6 stagioni per la guerra (fu ferito pochi giorni dopo lo sbarco in Normandia): miglior marcatore a quell’epoca e 4° assoluto adesso, dietro Rooney 253, Charlton 249 e Law 237. Rowley poi fece l’allenatore (anche dell’Ajax) ma chiuse la sua vita lavorativa gestendo un’edicola e un ufficio postale, facendo personalmente anche il postino. Il Manchester finì 4° a causa di 5 sconfitte nelle ultime 9 partite, compreso lo 0-2 in casa contro il Portsmouth campione appena 3 punti più su; il Como 6° (insieme al Torino), miglior piazzamento prima del 4° posto del 2025-26. Il 12 settembre 1956, dopo aver vinto il suo 4° campionato a +11 su Blackpool e Wolverhampton, il ManU esordì in Coppa Campioni vincendo 2-0 sul campo dell’Anderlecht poi travolto 10-0 nel ritorno del 26 settembre, tuttora il risultato più largo nella storia della squadra inglese: Viollet segnò 4 gol, Taylor 3, e furono loro due (rispettivamente a quota 9 e 8) a chiudere ai primi due posti tra i bomber della coppa, facendo meglio delle 7 reti di Di Stefano che però la vinse con il Real dopo aver eliminato proprio il Manchester in semifinale. Il Como, che era sceso in B nel ’53, finì 6° in un campionato iniziato il 16 settembre recuperando da 0-2 a 2-2 con la Pro Patria. Taylor, 131 gol col ManU e 16 con l’Inghilterra, fu tra gli 8 giocatori morti il 6 febbraio 1958 nel disastro di Monaco di Baviera, il giorno più triste della storia dei Red Devils. Dopo aver fatto uno scalo al ritorno dalla trasferta di Coppa Campioni a Belgrado, l’aereo della squadra si schiantò al terzo tentativo di decollo causando 23 vittime. Reduce da 2 campionati vinti di fila, Matt Busby dovette aspettare 8 anni per conquistare un altro titolo (1964- 65) e, grazie a quello del ’66-67, per qualificarsi alla prima Coppa Campioni vinta da una squadra inglese, il 29 maggio 1968 a Wembley, battendo 4-1 ai supplementari il Benfica di Eusebio. Protagonisti 2 dei 4 Palloni d’Oro del ManU, Bobby Charlton con una doppietta e Best (che lo vinse 7 mesi dopo) dribblando anche il portiere. Prima di loro era stato premiato Law nel 1964, dopo toccò a Cristiano Ronaldo nel 2008. Nel suo piccolo, anche il Como festeggiò in quel 1968: battendo 2-1 la Pro Patria quattro giorni dopo la finale di Wembley, il 2 giugno, con un rigore decisivo di Comini, portò a 7 punti il vantaggio sul Piacenza (fermato sul 3-3 dalla Solbiatese) e venne promosso in B con 3 giornate di anticipo in un campionato concluso con una striscia positiva di ben 27 incontri durante la quale Lonardi non prese gol per 1.008 minuti, tuttora primato societario.

I 13 titoli vinti col ManU da Busby sono un totale inferiore solo ai 38 di Ferguson. L’epoca d’oro di sir Alex, arrivato da Aberdeen al posto dell’esonerato Atkinson, cominciò però con una sconfitta a Oxford l’8 novembre 1986, davanti a 13.545 spettatori, restando da solo al terzultimo posto - in piena zona retrocessione - con un punto in più del Manchester City. Lo United chiuse 11° quel campionato e il City andò giù. Altri tempi. Il giorno dopo il primo ko di Ferguson c’era più gente a Bergamo che a Oxford, 20.525 fra paganti e abbonati, per vedere Atalanta- Como 0-0. Titolo della Gazzetta: “Mai derby così brutto”. Il Como di Mondonico era ancora imbattuto in serie A e lo restò per 11 giornate, raggiungendo uno splendido 2° posto (insieme alle big Inter, Juve e Roma), con 3 vittorie e 8 pareggi, a 3 punti dal Napoli. Nelle restanti 19 partite vinse solo 2 volte, subì 9 ko e finì 9°, con Torino e Fiorentina, a +4 sulla B. Dopo 6 piazzamenti fra il 2° e il 13° posto Ferguson conquistò i primi 4 dei suoi 13 campionati inglesi fra il 1992 e il ’97, unica eccezione quello del 1994-95 quando dopo una grande rimonta sul Blackburn non riuscì a vincere all’ultima giornata sul campo del West Ham, e quell’1-1 lo tenne un punto dietro ai Rovers che nonostante il 2-1 subìto al 94’ a Liverpool si aggiudicarono il loro 3° (e per ora ultimo) campionato 81 anni dopo il precedente. In quella stagione, il 4 marzo, il ManU stabilì comunque due primati della Premier (poi solo eguagliati) battendo 9-0 l’Ipswich con 5 gol di Andy Cole: un destro in spaccata, un tap-in, un colpo di testa, un sinistro e una girata ravvicinata di destro. Il giorno dopo, 5 marzo, il neopromosso Como andò in vantaggio a Udine con un sinistro di Parente, venne raggiunto sull’1-1 da Scarchilli e a fine campionato tornò subito in C1 mentre i friulani salirono in A.

Il 25 maggio 1997, battendo 4-0 ai supplementari la Nocerina dopo lo 0-2 dell’andata, il Como vinse la Coppa Italia di C. Trionfo aperto da un gol del ventenne Zambrotta, futuro campione del mondo, che all’epoca giocava in attacco e segnò 7 reti nella stagione - l’ultima a Como - più prolifica della sua carriera. Il ManU aveva chiuso l’11 maggio con un 2-0 al West pallonetto di Rocchi, che poi segnerà 102 volte in A con le maglie di Empoli, Lazio e Inter.

Dopo un su e giù da infarto, con due promozioni consecutive dalla C1 alla serie A (2000-01 e 2001-02), 3 immediatamente successive retrocessioni di fila e un fallimento (2004), con la ripartenza dalla D, il Como vinse il suo secondo trofeo (minore) nel 2007-08 in cui poi festeggiò anche la promozione in Lega Pro Seconda Divisione: il 16 aprile a Colle Val d’Elsa bastò l’1-1 con la Colligiana dopo il 2-0 dell’andata. Correndo parecchi rischi, però, con 2 pali degli avversari e l’espulsione di Sentinelli, fino al rigore del pareggio guadagnato e segnato da Farrugia. Tre giorni prima, 13 aprile, c’era anche il ventenne Fabregas, attuale allenatore dei lariani, in campo con l’Arsenal che perse 2-1 sul campo del Manchester Utd che stava avviandosi verso un altro “scudetto”: gol di mano più che di testa di Adebayor rimontato da un rigore di Cristiano Ronaldo e una punizione di Hargreaves. Quel 2007-08 trionfale per i Red Devils finì il 21 maggio con la terza (e per ora ultima) Champions vinta ai rigori sul Chelsea dopo l’1-1 dei 120 minuti: approfittando della clamorosa scivolata di Terry sul penalty che poteva dare la coppa ai blues, il ManU chiuse il conto con Anderson e Giggs grazie all’errore di Anelka.

L’epopea di Ferguson si chiuse il 19 maggio 2013 con un incredibile 5-5 sul campo del West Bromwich Albion (unico risultato di questo tipo da quando esiste la Premier) subendo una rimonta da 5-2 negli ultimi 11 minuti nel giorno in cui Lukaku (futuro giocatore United) infilò una tripletta. Il 20° campionato del ManU, record poi eguagliato dal Liverpool, era comunque già in bacheca con 4 giornate di anticipo, ma resta l’ultimo - a distanza di oltre 13 anni - vinto dai Red Devils. La settimana precedente, il 12 maggio, il Como aveva evitato di un punto i playout vincendo 2-1 a Carpi (contro una squadra che poi venne promossa in B ai playoff) con un tocco ravvicinato di Schiavino e un rigore di Alfredo Donnarumma. Ma dopo un altro fallimento (2016) la storia sul lago cambiò il 4 aprile 2019 con l’arrivo dei fratelli Hartono, che comprarono per 200.000 euro una squadra in serie D e portarono subito fortuna. Il 7 aprile il Como vinse 1-0 sul campo del Caravaggio con l’unico gol in 62 partite del barbuto difensore Toninelli e sorpassò il Mantova in testa alla classifica, chiuse a +6 con altre 4 vittorie e venne promosso in C. Curiosità: il Caravaggio non è mai andato più su della serie D nella sua storia, e ora è in Eccellenza dove gioca contro Arcellasco, Juvenes United e Luciano Manara, mentre il Como aspetta in Champions quel Manchester United che il 10 aprile 2019, distante (quasi) mille miglia dall’arrivo degli Hartono, perse 1-0 in casa col Barcellona andando fuori nei quarti, nella coppa dalle grandi orecchie, con la sconfitta (3-0) del ritorno al Camp Nou.

Oltre a una Coppa di Lega (2023) e una FA Cup (2024), i 2 soli trofei delle ultime 9 stagioni, ci sono 2 risultati opposti da segnalare, negli anni 20, per il ManU: il 2 febbraio 2021 un 9-0 al Southampton, record eguagliato in Premier (il giorno dopo il Como vinse 3-0 contro la Juve U23 di Fagioli e Dragusin in un campionato concluso con la promozione in B); e il 5 marzo 2023 una disfatta per 7-0 sul campo del Liverpool, con un punteggio che non subiva in “serie A” addirittura dal 1930. Il giorno prima, 4 marzo, il Como aveva battuto 1-0 il Modena con un tuffo di testa di Cerri. Tra le riserve, in panchina, c’era pure Fabregas, che in quel campionato di B disputò le sue ultime 17 partite da giocatore, iniziò la stagione successiva allenando la Primavera e il 25 novembre debuttò, al posto dell’esonerato Longo, come tecnico della prima squadra. Esordio vincente: 2-1 alla Feralpi Salò aperto da un colpo di testa di Da Cunha, che oggi è ancora lì tra i protagonisti della Champions, e deciso al 93’ da un destro di Gabrielloni, che col Como ha segnato (64 volte, playoff compresi) in tutti i campionati dalla D alla A. Quella A conquistata subito con Fabregas, nel 2024, e che con una progressione- lampo (10° posto nel 2024-25 e 4° posto da record societario nel 2025-26, mentre il ManU finiva appena 15° in Premier nel ‘25, peggior piazzamento dopo la retrocessione del 1974, e 3° nel ‘26) ha portato alla prima vera avventura europea dei lariani, dopo piccoli antipasti in manifestazioni che non esistono più come la Coppa dell’Amicizia, il Torneo anglo-italiano e la Mitropa. Il boom del 10 settembre 2026, quel 4-1 al Lipsia firmato da Baturina, Douvikas, Diao e… dal mio omonimo Maximo Perrone, è stato solo l’antipasto. Fabregas ha affrontato il Manchester United per 24 volte da giocatore di cui 2 in Champions, nella semifinale del 2009 con l’Arsenal, perdendo 1-0 a Old Trafford e 3-1 all’Emirates. Col suo piccolo Como, che piccolo non è più, sogna di prendersi la rivincita.