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Allarme, mi si sono ristretti i gol

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Rispetto allo scorso campionato mancano 51 reti: 922, erano 973. E il capocannoniere per la prima volta dal 2005 resta sotto quota 20 - L'articolo è uscito sull'edizione cartacea di Luglio 2026

In dodici mesi ci siamo mangiati 51 gol. Sono spariti dalla casella delle reti segnate in questo campionato. Una stagione fa erano 973, quest’anno si sono fermati a 922. È il dato peggiore degli ultimi anni, se lo confrontiamo con quello del 2021-22 la Serie A segna un rosso pesantissimo di 167 gol, allora erano 1.089. Per la prima volta dal 2004-05, quando il campionato si è allargato a 20 squadre, il nostro capocannoniere non ha raggiunto quota 20: Harry Kane, in Bundesliga, ha segnato più del doppio di Lautaro Martinez. Non solo, anche quando la Serie A era a 18 squadre, la cifra più bassa dei capocannonieri (Van Basten nell’89-90 e Vialli nel 90-91) era arrivata a 19 reti, due in più dell’attaccante interista. Sono numeri che devono preoccupare il calcio italiano. Da tempo siamo all’ultimo posto nei cinque grandi campionati d’Europa, lo dicono i risultati delle nostre squadre nelle coppe e quelli della Nazionale, ma non possiamo rassegnarci a questa carestia di reti. Il gol è l’essenza del gioco del calcio. Ci si può divertire anche di fronte a uno 0-0, ma fino a un certo punto. Come canta Ligabue, «chi si accontenta gode così così». Italia-Germania, semifinale mondiale di Messico ’70, sarebbe mai diventata «el partido del siglo» se fosse finita 1-0 al 90’ e non 4-3 al 120’? Stiamo perdendo gol e sta diminuendo lo spettacolo.

Il crollo di Atalanta, Lazio e Fiorentina

Dobbiamo essere grati a Inter e Como se il calo non è stato ancora più pesante. Sono le due squadre che hanno un bel segno più rispetto al campionato scorso. Nonostante Lautaro non abbia toccato i 20 gol, Chivu ha portato a segno tutta la squadra facendo salire il numero delle reti da 79 a 89 e lo stesso ha fatto Fabregas con un +16 mentre un suo giocatore, il greco Douvikas, è finito al secondo posto nella classifica dei bomber. Ci sono però tre squadre che hanno trascinato la Serie A verso il baratro. Sono Atalanta, Lazio e Fiorentina, in tre hanno perso 66 gol rispetto alla stagione precedente. Il tonfo è dell’Atalanta di Juric prima e Palladino poi. Non è stata capace di trovare una soluzione al dopo-Retegui, facendo un conto rapido alla Dea mancano proprio i gol segnati dall’italo-argentino. 

In questa classifica alla rovescia segue la Lazio con -20. Nel campionato scorso aveva tre rappresentanti fra i primi venti marcatori, Pedro e Castellanos con 10 gol, Dia con 9. Quest’anno, col mercato bloccato e la cessione di Castellanos a gennaio, nei primi venti non c’è traccia di laziali. Il trio dei sofferenti è chiuso dalla Fiorentina che, oltre a pagare la pessima stagione di tutta la squadra, ha potuto contare su un Kean solo a mezzo servizio: l’anno scorso era finito al secondo posto dei cannonieri con 19 gol, quest’anno si è fermato a 8. Male anche il Parma (-16) e il Bologna (-8).

Centravanti al buio

Nel campionato scorso l’esplosione di Retegui aveva sorpreso tutti. Venticinque gol con l’Atalanta che non ha resistito ai milioni degli arabi e l’ha spedito in un campionato povero di calcio, ma ricco per l’Iban di Mateo. I centravanti che lo hanno sostituito, Krstovic e Scamacca, in due non sono arrivati alla quota dell’italo-argentino fermandosi a 20 gol, 10 ciascuno. Quattro reti in meno anche per Marcus Thuram e non sono tante le 11 di Højlund che aveva iniziato con numeri più incoraggianti. Le sorprese sono quelle di Douvikas e soprattutto di Malen che, arrivato a gennaio, di gol ne ha fatti 14 conquistando il secondo posto.

La crisi del 9 italiano

C’era una volta l’italiano Ciro Immobile, quattro volte vincitore della classifica dei cannonieri di Serie A. La prima nel 2013-14 col Torino (22 gol), le altre con la Lazio nel 2017-18 (29 come l’interista Icardi), nel 2019-20 (36!) e nel 2021-22 (27). Negli ultimi quattro anni solo un altro italiano, Moise Kean, è arrivato sul podio con le 19 reti del campionato scorso, mentre nelle ultime dieci stagioni, a parte Immobile, soltanto Quagliarella (con 26 gol nella Sampdoria) ha vinto la classifica nel 2018-19, mentre Belotti (con 26 reti nel Torino) è arrivato terzo nel 2016-17. Se vogliamo inserire in questa categoria anche gli oriundi, possiamo mettere dentro i 25 gol di Retegui nella scorsa stagione. Questa è la nostra realtà che anno dopo anno è sempre più triste. Tuttavia dobbiamo e possiamo guardare il futuro con un briciolo di speranza in più. Kean è rimasto fuori a lungo per un infortunio alla caviglia, ma se resterà in Italia potremo di nuovo contare sul centravanti viola. E più di lui, forse, potremo sorprenderci con Pio Esposito, anche se nell’Inter, con Lautaro e Thuram davanti, lo spazio è ridotto.

In Europa segnano tutti di più

Se guardiamo il giardino degli altri, allora sì che andiamo giù. In Bundesliga, campionato a 18 squadre, sono stati segnati 990 gol. Volendo si può anche pensare che il dato sia dopato dai 122 gol dell’armata Bayern Monaco, ma anche in Serie A c’è una squadra che domina, l’Inter, che ha segnato 30 reti in meno dei bavaresi, e poi Kimmich e compagni appartengono comunque al campionato tedesco. Le 990 reti portano a una media di 3,23 gol a partita, la nostra è di 2,42, quasi un gol in meno a partita.

Conteggiando Bundesliga, Liga spagnola, Ligue 1, Premier League, Liga portoghese, Super Lig turca ed Eredivisie olandese noi siamo saldamente all’ultimo posto. Senza spettacolo, senza campioni e senza gol, ci vogliamo svegliare sì o no?