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© Getty Images
Nei 31 convocati da Mancini per le partite di Nations League con Francia e Belgio la filosofia di sempre e due sorprese, ovviamente giovani...

Il buon inizio di Nations League ha consentito a Roberto Mancini di fare Roberto Mancini senza problemi, convocando per le partite con Francia e Belgio un diciottenne, sia pure con già 10 presenze e 3 gol in Serie A come Simone Lontani e un diciassettenne che in A non ha ancora messo piede, visto che Riccardo Cassano finora nel Como è arrivato alla Primavera. Non che ci sia possibilità di vederli in campo a Milano o a Bruxelles, ma il commissario tecnico li vuole studiare da vicino e soprattutto vuole continuare a lanciare questo tipo di messaggiio: il calcio italiano non fa schifo, i giovani ci sono e basta crederci. Filosofia un po’ diversa dal maniavantismo di tanti santoni bolliti, nonostante alcuni siano più giovani di Mancini, ma anche di alcuni giovani allenatori da progetto.

Giovani alla prima chiamata in azzurro, ma meno a sorpresa, sono anche il milanista Cisse e Liberali, quindi un altro del Como. Tornano Dimarco e Pisilli, come previsto, ma anche Palestra che ha avuto un inizio al Chelsea difficile, per motivi soprattutto fisici. Dai 31 non sono stati lasciati fuori fenomeni, anche perché l’unico di fascia altissima che ha l’Italia è Donnarumma, ma fa comunque notizia l’esclusione di Daniel Maldini, viste le tante assenze per infortunio in attacco, da Retegui a Kean, da Raspadori a Raimondo.

Mancini ha voluto dare una chance a Scamacca, in un reparto in cui punta centrale titolare sarà Pio Esposito, con le due esterne da cambiare a seconda delle situazioni: occhio al ‘suo’ Zaniolo, tornato anche lui in azzurro, che potrebbe essere subito titolare scambiandosi di fascia con Vergara o Sebastiano Esposito. Un giro di pausa per il discorso passaporti, aspettando la decisione di Tresoldi senza mettesri in ginocchio e valutando, sempre per l’attacco, l’argentino Modica. A centrocampo scontata la conferma del doppio playmaker, Tonali-Fagioli la prima idea, con ballottaggio Barella-Frattesi per il terzo elemento mentre le azioni di Doumbia stanno salendo tantissimo. Per la difesa Kayode, ballottaggio Mancini-Scalvini, Bastoni e Calafiori che parte davanti a Dimarco. 

Sempre ben presente la questione della presidenza FIGC, che la discesa in campo di Galliani ha reso incerta, con Abete scontato kingmaker suo o di Malagò, Rispetto alla precedente tornata azzurra la poszione di Mancini è però molto diversa: prima rischiava di diventare un commissario tecnico nominato da un presidente candidatosi in maniera illegittima, con conseguente possibile annullamento dei suoi atti, adesso è alla guida della Nazionale a pieno titolo e per lui, chiunque diventi presidente (anche il suo antipatizzante Galliani), parleranno i risultati, positivi o negativi. Certo il primo tifoso di Malagò è lui. 

stefano@indiscreto.net