Home

Calcio

Calcio Internazionale

Formula 1

Basket

Altri Sport

Personaggi

Guerin Sportivo

LIVE

Peggio che con Juric

LEGGI TUTTO
© Getty Images
Dopo la disfatta casalinga contro il Parma un primo bilancio della svolta tecnica e filosofica dell'Atalanta di Sarri. Con l'era Gasperini ormai lontana un anno e mezzo...

All'Atalanta il dopo-Gasperini non è ancora davvero iniziato, nonostante l'attuale allenatore della Roma se ne sia andato già da un anno e mezzo. E la disfatta casalinga con il Parma c'entra solo per il risultato che lascia la squadra di Sarri a 11 punti in 10 giornate, un passo quasi da retrocessione. (la scorsa stagione la Cremonese è finita in B con 34 punti). Lo 0-3 contro il Parma è proprio uno di quei risultati che rischiano di falsare il giudizio, perché l'Atalanta per quasi un tempo ha dominato e anche dopo ha avuto molte più occasioni di un Parma che ha fatto onestamente il suo. Insomma, il gol di Fabbian allo scadere del primo tempo, l'autorete di Zappacosta a inizio ripresa e il terzo centro di Lontani hanno trasformato una partita ben giocata in una serata da dimenticare. Sarri ha parlato di fragilità mentale, di una squadra che si è sciolta dopo il primo gol, di occasioni costruite e non sfruttate: difficiel dargli torto. Ha chiesto scusa ai tifosi, mentre Giuntoli ha confermato la fiducia nell'allenatore, annunciando il ritiro fino a domenica. Ma il problema dell'Atalanta non nasce da questa partita sfortunata.

La prima stagione senza Gasperini era cominciata con una scelta apparentemente logica: Ivan Juric, uno che conosceva perfettamente la filosofia del suo predecessore, avendone condiviso il percorso da giocatore e da collaboratore tecnico. In realtà la somiglianza tattica non si era tradotta in una somiglianza di risultati. Juric aveva conservato il 3-4-2-1, talvolta trasformato in 3-4-1-2, e soprattutto l'idea di una squadra aggressiva, capace di andare a prendere gli avversari uomo contro uomo. Ma mancavano velocità, intensità e qualità nelle verticalizzazioni. Bilancio di Juric: 13 punti in 11 giornate, con l'esonero arrivato dopo lo 0-3 casalingo contro il Sassuolo. Ecco, al momento Sarri sta andando peggio di Juric e non è lesa maestà dirlo.

La scelta successiva era caduta su Palladino, un allenatore con una maggiore predisposizione alla flessibilità pur potendosi considerare gasperiniano (si torna sempre lì). A Monza e Firenze aveva dimostrato di saper alternare la difesa a tre a quella a quattro, il 3-4-2-1 al 4-2-3-1, senza fare del modulo un dogma. Alla fine la sua Atalanta era diventata una versione più ragionata e meno istintiva di quella di Gasperini. Meno esasperazione delle marcature individuali, più attenzione alle soluzioni con il pallone, maggiore elasticità nelle posizioni. Una squadra che cercava di conservare alcuni principi del passato senza esserne prigioniera. Palladino aveva raccolto una squadra tredicesima e l'aveva portata al settimo posto, con 59 punti e la qualificazione alla Conference League. Senza entusiasmare, va detto, con un cammino europeo in Champions arrivato fino agli ottavi contro il Bayern Monaco, dopo avere eliminato il Borussia Dortmund agli spareggi.