Con quattro vittorie su quattro nella settimana di Champions il calcio italiano è quindi rinato? Il dio risultato condiziona paradossalmente più i commenti giochisti di quelli resultadisti. La copertina è ovviamente per il Como, non per la partita strepitosa con Nico Paz da Real Madrid, ma perché soltanto dire Como-Manchester United faceva impressione. E magari fra tre anni non farà più impressione… Insomma, non pensiamo che fra tre anni la squadra di Fabregas, che magari fra tre anni sarà al Barcellona, avrà gli stessi tifosi di Juventus, Inter e Milan, ma è sicuro che lo status di un club viene cambiato non tanto dalle vittorie ma dalla sua presenza continua ad alto livello.
Da settimane sul Guerino parliamo di un De Laurentiis possibilista circa la vendita del Napoli, il che non significa che lo venda e meno che mai che lo svenda, proprio in un periodo in cui il valore dei brand sportivi sta schizzando verso l’alto. L’interesse di Matt Rizzetta, patron del Campobasso nel calcio e del Napoli nel basket, è noto, per una cifra vicina ai due miliardi di euro che il produttore (o ex produttore, non si capisce) ha sempre avuto in testa come base d’asta. Evidenti le ricadute sul piano sportivo, con una rosa piena di giocatori strapagati e anziani di cui è difficilissimo liberarsi, con un mercato in entrata che nell’ulltima estate di fatto non è esistito e che difficilmente decollerà a gennaio. Non era proprio questa la situazione che era stata prospettata ad Allegri. Aziendalista sì, ma sapendo le intenzioni del proprietario dell’azienda. Che potrebbe trovare più conveniente vendere un Napoli al top della valutazione che mettersi a rifare la squadra.
Alla fine per il pasticcio delle elezioni del presidente della FIGC il colpevole unico sarà individuato in Marco Brunelli, il segretario generale, non in regole scritte con i piedi (ma tutti questi giuristi tirati in ballo non potrebbero occuparsi della loro materia?) e comunque mai applicati, certamente non nel caso di Gravina. Malagò ovviamente sa che il colpevole non è Brunelli, che dovrebbe rimanere in FIGC con altro incarico ed essere sostituito da Giancarlo Viglione, attuale responsabile dell’ufficio legislativo federale e per anni stretto collaboratore di Gravina, oltre che candidatura molto gradita a Marotta. Ma non poteva far presente qualche mese prima che il regolamento era ambiguo?
stefano@indiscreto.net