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Signori si rinasce

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© LAPRESSE
La nomina dell'ex attaccante della Nazionale a capodelegazione dell'Under 20, decisa da Malagò, sembra un parziale indennizzo per dieci anni buttati...

La nomina di Beppe Signori a capodelegazione della Nazionale Under 20 non è banale. Non perché la squadra allenata da Nunziata sia centrale nel futuro azzurro, anzi per la sua natura ibrida è sempre stata meno considerata anche di Under di età inferiori, ma perché questo ritorno nel calcio è una sorta di risarcimento per la lunghissima vicenda giudiziaria da cui alla fine l’ex bomber di Foggia, Lazio e Bologna, oltre che della Nazionale, è uscito pulito.  La scelta di Malagò conferma una tendenza: affidarsi a figure conosciute, capaci di parlare al pubblico prima ancora che ai palazzi del calcio.

Per Signori, 58 anni, è un ritorno in azzurro dopo oltre trent’anni e soprattutto dopo una vicenda iniziata del 2011, quando l’1 giugno finì agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla Procura di Cremona, conosciuta come Last Bet. L’indagine riguardava un sistema di scommesse clandestine e presunte manipolazioni di partite, con il coinvolgimento di calciatori, ex calciatori e altri soggetti. Il nome dell’ex attaccante viene associato al gruppo dei cosiddetti ‘bolognesi’. Signori si proclamò innocente fin dall’inizio. Dopo circa due settimane, il 14 giugno, venne rimesso in libertà, ma ormai per tutti l’associazione Signori-calcioscommesse era fatta. Quanto alla giustizia sportiva, nell’agosto sempre del 2011 arrivò la sanzione di cinque anni di squalifica con preclusione, una misura che equivale all’estromissione dall’ordinamento federale. 

Ben altri tempi quelli della giustizia ordinaria, con buona pace dei tristissimi gruppi di avvocati-tifosi che ogni due settimane vorrebbero fermare i campionati sulla base per i motivi più diversi. Nel 2015 la Procura di Cremona chiese il rinvio a giudizio di Signori e di altri indagati. Nel febbraio 2020 maturò la prescrizione ma Signori decise di rinunciarvi, scegliendo di affrontare il processo per entrare merito delle accuse. Comunque nel dicembre dello stesso 2020 il procedimento di Cremona si chiuse nei suoi confronti con una dichiarazione di non doversi procedere per intervenuta estinzione del reato.