Home

Calcio

Calcio Internazionale

Formula 1

Basket

Altri Sport

Personaggi

Guerin Sportivo

LIVE

Basta Endrick

LEGGI TUTTO
© APS
Una disfatta poco italiana, la disperazione di Mourinho, la fama di Nicola e la ripartenza di Seedorf

Le quattro sconfitte su quattro delle squadre italiane hanno storie molto diverse fra di loro, basti pensare a come la Roma ha dominato il Real Madrid per poi crollare nel finale a colpi di calci d’angolo e di cambi di Mourinho (senza contare quelli in parte obbligati di Gasperini) dettati dalla disperazione. Difficile sostenere che sia una disfatta del calcio italiano, visto che su 44 titolari gli italiani erano 7, cioè il 15%. Semmai si potrebbe fare una riflessione opposta: gli stranieri di livello anche medio-alto spostano poco, anche in contesti organizzati come sono quelli di Inter, Napoli, Roma e Como, e quindi al di sotto di certi valori si torna alla teoria di Lotito, ma anche del De Laurentiis pre-Conte, e cioè che uno valga l’altro. Chiaramente tutto da ribaltare appena i risultati cambieranno e le quattro italiane si qualificheranno tutte, come crediamo (con asterisco sul Napoli), ai playoff-sedicesimi, con orizzonte massimo, con un buco in tabellone, dei quarti di finale. 

La casualità del calcio ha fatto sì che fra i giocatori decisivi all’Olimpico ci fosse Endrick, ormai catalogato come uno dei tanti potenziali campioni (una volta si diceva ‘mezzi giocatori’) su cui il Real Madrid mette le mani quando sono giovani ma di cui poi non sa bene cosa fare visto che si continua a giocare in undici. Mourinho lo ha messo in campo al 60’, al posto di una versione impresentabile di Vinicius, e lui lo ha ripagato dando un dolore a una delle squadre che sognano di vederselo regalare a gennaio. Sembra assurdo dirlo dopo una vittoria in rimonta contro un’ottima Roma, ma raramente nella storia recente si è visto un Real Madrid giocare così male, con il lancio di Courtois come unico schema. Siccome Mourinho qualcosa di calcio più di noi e di quasi tutti capisce, è evidente che l’ambiente sia tossico e che abbia bisogno di allenatori-domatori più che di match analyst.