Il ritorno dell’Italia del calcio alle Olimpiadi è ancora è lontanissimo, è bene dirlo subito anche dopo la clamoroso 6-2 alla Polonia che ha fatto vincere all’Under 21 di Silvio Baldini il suo girone, con qualificazione diretta alla fase finale in Albania e Serbia. 16 squadre, con le prime 3 classificate che si qualificheranno per Los Angeles: missione difficilissima, anche se non impossibile. Certo è che Baldini sembra tagliato su misura per dare entusiasmo a un gruppo di ragazzi che a seconda del vento mediatico viene descritto come poca cosa rispetto alle mitologiche ‘scuole’ oppure emblema di un nuovo Rinascimento del calcio italiano: Liberali e Fini si sono iscritti alla scuola calcio il giorno dopo le dimissioni di Gravina o giocavano già prima?
Poi non è che Baldini abbia insegnato a Ndour a tirare da 65 metri, ma quando tutto gira bene alla fine si può materializzare anche il benissimo. Inoltre Baldini, che al di là delle apparenze e del taglio dei vestiti ha molto in comune con Mancini anche fuori dal campo, ha creato con la Nazionale maggiore un rapporto di scambio che è segno di intelligenza, pur sapendo di poter schierare in questo ciclo Pio Esposito, Kayode e Romano. Non è detto che a giugno non lo faccia, compatibilmente con le esigenze di Mancini. E volendo proprio sognare California, per le Olimpiadi sarebbe possibile convocare anche tre fuoriquota.
Un grande sogno, vista l’importanza a livello di immagine che avrebbe una presenza olimpica a vent’anni dall’ultima, quando l’Italia di Casiraghi, che aveva come stelle Montolivo, Giovinco e Giuseppe Rossi, arrivò fino ai quarti contro il Belgio. Tempi ormai lontani, che sarebbe belle rivivere anche se il torneo olimpico di calcio, in versione mini, ha davvero poco senso per lo sport più praticato e seguito al mondo. Pur schiavi come siamo dell’ultimo risultato e dell’ultima impressione, ci sembra giusto ricordare che la nomina di Baldini, decisamente a sorpresa per l’età (67 anni) e il suo profilo poco istituzionale, fu voluta da Gravina su consiglio di Buffon e con l’approvazione di Gattuso, da poco diventato commissario tecnico.
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