Mancini 8 – Grande personalità in casa della squadra con più qualità media al mondo, deve ringraziare Donnarumma e Bastoni ma anche le sue scelte meno ortodosse e condivise. Per nove undicesimi, facendo rientrare dall’inizio soltanto Calafiori e Kean, conferma la squadra titolare di Bursa e non era scontato. Così una partita da onorevole sconfitta, per i più ottimisti, si è trasformata quasi in un trionfo. Poi la grande prestazione con poco da perdere è un classico italiano, del resto in Francia la Nazionale di Spalletti, per metà uguale a quella di oggi, aveva vinto 1-3. Ma questo non toglie che per Mancini in quattro giorni gli scenari siano cambiati, in una FIGC che vive davvero alla giornata. Una vittoria con la Turchia a Bologna e magari si potranno anche sognare i quarti.
Dommarumma 8 – Pazzesca parata sul tiro ravvicinato di Dembelé, e almeno altri quattro interventi super, può soltanto guardare la super-punizione di Olise. La solita leadership positiva, come spesso accade con i portieri. Nella sostanza segna lui i gol che sbagliano i compagni.
Kayode 7 - Ha la sfortuna di essere dalla parte di un Doué in formissima, ma se la cava bene ed è sempre pericoloso quando spinge, cosa che fa dall’inizio alla fine. Difficile che Di Lorenzo abbia un futuro azzurro, pensando anche a quando Palestra guarirà.
Scalvini 6 – Senza punti di riferimento e con francesi sempre diversi che si presentano al limite dell’area va un po’ in sofferenza ma tiene duro e in attacco sui calci d’angolo dà molto fastidio agli avversari.
Bastoni 7 – Non soffre mai Dembelé, anche perché l’attaccante del PSG giochicchia da falso nove lontano dalla porta, e segna un altro gol pesantissimo leggendo bene il pasticcio fra Rabiot e Da Cunha. Una corrente di pensiero ascoltata da Mancini lo vorrebbe esterno sinistro, ma per il momento rimane lì.
Calafiori 5 – Il continuo accentrarsi fa parte delle sue caratteristiche abituali, ma esagera, fa qualche giocata superficiale e nemmeno trova mai la situazione giusta per le sue percussioni.
Frattesi 6 – Sempre da battaglia, non ha mai la palla gol alla Frattesi ma è l’unico centrocampista che pressa e picchia, in una serata del genere non un dettaglio (Dall’80’ Doumbia 6 – Pur in pochi minuti si va vedere tanto).
Tonali 5 - Fa il suo senza particolare ispirazione, facendosi schiacciare e perdendo troppi contrasti (Dal 62’ Vergara 7 – Debutta in azzurro in un momento difficilissimo e lo fa con lo spirito giusto, decisivo nel gran finale dell’Italia).
Fagioli 6 – Anche lui vittima e colpevole dell’Italia troppo bassa, rimane una delle scelte più forti, viene da dire scommesse, di Mancini. Soffre tantissimo Cherki, ma non affonda e qualche giocata di qualità la tira fuori (Dal 90’ Scamacca senza voto).
Sebastiano Esposito 6 – Inizia sulla fascia destra e finisce sulla sinistra, sempre con gli stessi compiti. Bravo in copertura, ha sui piedi tanti ultimi passaggi ma li sbaglia (Dall’80’ Maldini 6 – Entra con voglia, Mancini lo vede).
Pio Esposito 6 – Troppo isolato, difende tanti palloni sparati in avanti e guadagna falli (dal 62’ Barella 7 – Vuole riconquistare il posto perso dopo la sconfitta con il Belgio e ci prova in modo frenetico, senza paura, sfiorando anche il gol della vittoria).
Kean 7 – All’inizio si mangia un gol gigantesco, ma sulla sinistra disputa una partita di sacrificio e qualità. Nell’ultima mezzora al centro dell’attacco fa impazzire Upamecano pur senza fare male a Maignan.
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