Mancini 8 – Nell’ora più buia tira fuori una formazione titolare per otto undicesimi, di cui tre debuttanti assoluti, diversa da quella vista contro il Belgio. Con la difesa totalmente ribaltata e per tre quarti atalantina di formazione. In un ambiente difficilissimo, senza derogare dal suo 4-3-3 ma facendolo tornare alle origini, con i due palleggiatori, a costo di esporre i difensori a tanti, troppi, uno contro uno. Se il Belgio era l’ottava squadra del ranking FIFA la Turchia è la trentunesima: ogni risultato va asteriscato ma questo non toglie che l’atteggiamento degli azzurri sia stato perfetto fin dall’inizio, con i reparti ben collegati e quella sensazione di controllo che fa ben sperare pur sapendo che la terza Italia di Mancini venerdì sera in Francia troverà ben altre difficoltà. Risultato, gioco e giovani lanciati senza paura: Mancini è stato scelto da Malagò, contro il parere di quasi tutti, e lui per primo sa di dover portare tutti e tre questi elementi, magari non sempre ma con una certa continuità sì. La faccia a fine partita non era certo quella sollevata di un allenatore che per tre giorni può respirare: le questioni politico-sportive e le sue personali (impossibile che il caso Manchester City non lo tocchi, come minimo a livello di immagine) sono pesanti. Più della partita contro Zidane, che per il futuro azzurro conta meno di quella successiva con la Turchia, per blindare il terzo posto e sognare il secondo sperando che Montella o chi per lui faccia il lavoro sporco. Intanto 7 per come ha preparato la partita, che diventa 8 per la pressione e le voci che fra due settimane potrebbero diventare insostenibili.
Donnarumma 6 – Primo tempo da spettatore, per merito dei compagni, poi qualche incertezza sul gol e in altre occasioni, come quella della simulazione di Baris Yilmaz. Ma è il leader azzurro ed è difficile pensare che dietro a una difesa cambiata per quattro quarti non ci sia la sua approvazione.
Kayode 8 – Totale a livello fisico e tecnico, per un difensore si tratta di uno dei migliori esordi azzurri di sempre, con tanto di gol fatto e un altro procurato, quello di Fratesi. Campione d’Europa Under 19 con Bollini, dei tanti esordienti o in rampa di lancio l’ex fiorentino è quello più pronto di tutti.
Scalvini 6 – Balla di fronte allo scatenato Baris Yilmaz, per fortuna dell’Italia lo fa a partita già chiusa. Ma nel primo tempo non aveva sbagliato un intervento.
Bastoni 7 – Zenica non va dimenticata, ma bisogna andare avanti e lui lo ha fatto molto bene, con uno gol che potrebbe essere ricordato come il più importante del Mancini Bis e la giusta sicurezza nel resto.
Ruggeri 6 – Molto consistente come al solito, meno incursore del solito. Era una partita da non sbagliare, a maggior ragione per un esordiente, e lui non l’ha sbagliata. Una sola leggerezza, nell’azione che ha portato al gol della Turchia.
Frattesi 7 – Il suo senso del gol (nono in Nazionale, come Totti), ma soprattutto dell’inserimento, si integra bene in un centrocampo in cui altri pensano e costruiscono. Con i due palleggiatori potrebbe iniziare la sua vita da titolare (Dall’82’ Di Lorenzo senza voto – Mancini rispetta uno dei suoi pochi senatori, facendo correre il tassametro delle presenze, peccato per Vergara che avrebbe meritato il debutto).
Tonali 6 – Riemerge bene dal disastro dell’Olimpico, giocando in sicurezza e senza strafare. È quello che soffre di più nel secondo tempo, ma per Mancini è un punto fermo.
Fagioli 7 – Con lui, sempre alla ricerca della posizione pur partendo da mezzala, torna la coperta di Linus dei due palleggiatori, chiave di Euro 2020. Fa quasi tutto bene, senza invenzioni strane, in una serata che dà ragione ai suoi estimatori (Dal 75’ Romano senza voto - Un quarto d’ora in chiave motivazionale, dopo il cattivo debutto contro il Belgio: nella testa di Mancini un posto per lui ci sarà sempre).
Raspadori 7 – Uno dei principali artefici della prima mezz’ora degli azzurri, soprattutto come triangolatore e in appoggio. Preciso, dà sicurezza a chi lo cerca. (Dal 46’ Cambiaghi 6 – Entra con molta voglia e scatta in continuazione, purtroppo per lui quando il pressing dei compagni cala di intensità e quindi con poche palle riconquistate).
Pio Esposito 7 – Una squadra che lo accompagna cambia gli scenari e ogni pallone difeso diventa come per magia un buon passaggio per il centrocampista che si inserisce o un buono scarico per un esterno. Non guasta il gol dell’1-4, il suo sesto in azzurro (Dal 75’ Scamacca senza voto – Entrato nel momento peggiore degli azzurri).
Sebastiano Esposito 6 – Buona intuizione di Mancini, dialoga con tutti e quando si accentra è pericoloso. (Dal 63’ Doumbia 6 – Compito discretamente eseguito, anche se difficilmente in questa nazionale troverà spazio nella sua posizione preferita).
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