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Mancini con il commissario

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© LAPRESSE
La partita di Malagò, uomini e Bianchedi, i numeri di Orsato, le certezze su Maldini, la difesa di Farioli e Totti al Genoa

Nel primo giorno del Mancini Bis la domanda antipatica ma doverosa è se il futuro del commissario tecnico sia disgiunto da quello di Malagò e la risposta è sì. In ogni caso il futuro di Mancini è legato ai risultati, a dispetto del contratto quadriennale nemmeno con Malagò sopravviverebbe a un Europeo tipo quello di Spalletti. Fra l’altro negli ultimi giorni la Serie A ha fatto pervenire al presidente della FIGC, a questo punto presidente sub judice, segnali distensivi, quindi di fatto la partita non è calcistica ma si gioca con, per non dire contro, Abodi e CONI. I cui interpreti e trombettieri assicurano che il c.t. non verrebbe toccato. 

In caso di FIGC commissariata nessuno invece giura sulla permanenza di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale, una delle scelte di Malagò più discusse anche se il voltafaccia di Buonfiglio nei suoi confronti ha motivazioni e pressioni più pesanti, con tutto il rispetto per la ex campionessa olimpica. Che si sta muovendo con tatto, in attesa degli eventi, con la consapevolezza di non essere simpatica agli ‘uomi di calcio’ che hanno visto occupata da una esterna una casella di grande visibilità, senza alcuna vera responsabilità.

Il calcio di Orsato è stato spiegato per l’ennesima volta dallo stesso Orsato a Lissone, con allenatori e rappresentanti dei club ad annuire. Quando il gioco si farà duro quelle teste magari si muoveranno in altra direzione… I numeri dei primi 5 turni di Serie A parlano chiaro: 59 minuti e 31 secondi di gioco effettivo medio a partita, circa 6 più dell’anno scorso, nessuno 0-0 (l’ultima volta in cui è accaduto era la stagione 1949-50), 5 soli rigori e 22,6 falli fischiati a partita contro 26,2. Molto pochi gli errori ammessi e comunque nessuna spiegazione, diversamente da quanto avveniva con Rocchi. Ancora incerta la ripresa di Open VAR…

La negatività di Daniel Maldini al test per l’assunzione di sostanze stupefacenti è una bella notizia per lui, la sua famiglia, il Cagliari, l’Atalanta, la Nazionale. Ma anche un atto d’accusa nei confronti di un sistema mediatico che per una settimana gli ha dato in pratica del drogato, pur usando penose formule antiquerela, senza che ci fossero certezze. Lo stesso sistema che in casi analoghi mette le iniziali o espressioni generiche (“Il ventiquattrenne”. "L'uomo", "Il noto personaggio", eccetera), e che tutela anche stupratori e assassini già condannati, ma che nel caso di un calciatore ci va giù subito pesante. Ci sono i fanti, per quanto ben pagati, e i santi. E ai primi è più facile fare la morale, anche senza fondamento. 

Chi è l’allenatore italiano che ha iniziato meglio la stagione? Fra quelli di alto livello senza dubbio Farioli, con il suo Porto 7 vittorie in 7 giornate a conferma del fatto che togliergli il titolo portoghese sarà difficile. Marchio di fabbrica di Farioli, oltre al maglioncino nero ‘da progetto’ e a quello che se fatto da altri verrebbe definito gegenpressing, la solita difesa eccellente, già vista con Nizza e Ajax. In un mondo logico Amorim allenerebbe il Porto e Farioli il Milan. 

Chissà se la nuova autobiografia di Totti, dedicata alla sua vita dopo il ritiro dal calcio giocato del 2017, dovrà essere rivista e corretta, se non proprio ribaltata come le precedenti. Da una prospettiva calcistica è interessante il fatto che Totti due anni fa, quindi a 48 anni, abbia ricevuto proposte per tornare a giocare dal Genoa e dal Como, prendendole anche in considerazione per qualche mese. Fantacalcio? Nel calcio delle cinque sostituzioni forse no, almeno per giocatori che possono mostrare la loro classe anche da fermo.

stefano@indiscreto.net