Il Como ha iniziato in maniera memorabile la sua storia in Champions League, travolgendo il Lipsia e dando lezione di calcio. Chi per motivi geogiornalistici o meramente tifosi sminuisce le imprese della squadra di Fabregas tira spesso fuori dalla sua polverosa valigia la scarsa italianità della rosa, ma martedì sera a Madrid gli interisti titolari convocabili da Mancini erano soltanto due (Bastoni e Barella), mercoledì nel Napoli gli italiani erano tre (Meret, Di Lorenzo e Politano), nella Roma anti Fenerbahce due (Mancini e Cristante). Il Milan che giocherà contro la Lazio avrà come azzurrabile titolare il solo Cissé, nella Juventus contro il Sassuolo l'unico italiano sarà Vicario: avete letto qualche critica, per questo motivo, ad Amorim e a Spalletti? Eppure il club poco italiano sarebbe soltanto il Como, che peraltro ha puntato soldi veri su Kean, presto titolare, Liberali e Ricci, oltre che su una Primavera che fra un paio d’anni pagherà dividendi.
Dal punto di vista della Nazionale la cosa più preoccupante non è il Como ma che nelle partite del primo turno di Champions League gli italiani scesi in campo, da titolari o subentranti, siano stati soltanto 22. Contro i 77 francesi, i 70 spagnoli, i 52 tedeschi, i 50 brasiliani e i 38 inglesi. In altre parole, l’Italia ha ancora i numeri per mettere insieme una squadra di primo piano, ma in generale nell’élite tecnica del calcio, cioè la Champions, è molto dietro a tutte le grandi nazionali. Nel breve periodo è più facile, paradossalmente, fare bene in un Europeo o in un Mondiale che invertire questa tendenza.
Molte voci intorno all'Inter intesa come società, numerose come le autocandidature a successore di Piero Ausilio. In realtà Marotta pensa piuttosto a far crescere un giovane sotto Baccin, quindi questo tipo di mercato non promette scintille. Più interessante lo scenario del secondo club che Oaktree vorrebbe comprare (anzi il primo, visto che l'Inter se l'è ritrovata in mano per il crack degli Zhang), di sicuro all'estero e di sicuro in tempi brevi, partendo dalla prossima stagione. Un'idea americana, che parte da una semplice considerazione: il budget annuale (sui 10 milioni di euro) di una squadra di bassa Eredivisie (campionato che citiamo non a caso), comunque la prima categoria di un movimento importante, è di poco superiore a quello dell'Under 23 che gioca in Serie C e che comunque rimarrebbe in un sistema ispirato al mondo Red Bull. Dettaglio non trascurabile: nel mondo Red Bull guadagnano tanto ma vincono poco o niente. Altra situazione in divenire quella dell'ennesimo gruppo di tifosi facoltosi, con il coinvolgimento di alcuni VIP (fra questi Moratti con una quota simbolica che vorrebbe una quota di minoranza (si parla del 5%), idea che a Oaktree non dispiace perché darebbe un valore concreto al club, in attesa dell'inevitabile vendita.
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