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Una situazione che Scott

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© LAPRESSE
Il futuro di McTominay, il nuovo Sinigaglia e la verità di Vlahovic

Vedremo ancora Scott McTominay con la maglia del Napoli? Per lo scozzese, miglior giocatore del campionato vinto due stagioni fa con Conte in panchina, l’intervento chirurgico martedì prossimo a Liverpool, a causa dell’aritmia cardiaca, si salda a una situazione contrattuale difficile. Nel senso che l’accordo con il Napoli scade nel 2028 e quindi questi sono i mesi decisivi per definire il futuro di un centrocampista di quasi trent’anni che proprio al Napoli ha trovato la sua dimensione migliore. Il vecchio De Laurentiis, il produttore che riteneva tutti utili e nessuno indispensabile, lo avrebbe portato in braccio al Real Madrid (realtà in cui McTominay secondo noi sparirebbe, ma è un altro discorso), salute permettendo. E pensiamo anche quello nuovo, con in testa i discorsi di Conte sullo status ma senza più Conte a libro paga (però ancora con De Bruyne e tanti altri). Probabile che sia la storia del gennaio 2027: è anche un augurio, perché vorrebbe dire averlo pronto a tornare in campo.

Il Como giocherà la sua prima storica Champions nel suo stadio, adesso è ufficiale visto che la UEFA ha appena omologato il Sinigaglia per le competizioni europee. Notizia non banale, visto che lo stesso Como all’atto dell’iscrizione aveva indicato il Bentegodi di Verona come suo possibile stadio di casa per il campionato e il Mapei di Reggio Emilia per l’Europa. E invece in 100 giorni anche in Italia si riesce a ristrutturare uno stadio: inizio dei lavori lunedì 18 maggio, dopo l’ultima in casa col Parma. In tre giorni è stata smantellata la Curva Ovest in tubolari (la UEFA vuole il cemento), poi si è proceduto con l’allargamento del campo (ora 105 metri per 68, cioè lo standard internazionale) e con tutto il resto, per arrivare a 12.370 spettatori di capienza per la A e 10.785 per la Champions. Da sottolineare che si tratta di un adeguamento, non del rifacimento totale che il Como ha progettato per il 2028 e che di fatto farà sorgere un Sinigaglia nuovo ma sulla base di quello disegnato dall'architetto Greppi e inaugurato nel 1927 per il centenario della morte di Volta. Tutto questo per dire che chi ha voglia di fare alla fine fa.

La trattativa per il rinnovo fra Vlahovic e la Juventus non è mai esistita, nel senso che il club bianconero non ha mai fatto un’offerta concreta al serbo né lui e il padre hanno mai rilanciato, non esistendo una base da cui rilanciare. Dubitiamo che Spalletti, grande estimatore di Vlahovic, sia stato felice di leggere le dichiarazioni dell’attuale centravanti del Besiktas a Mozzart TV, visto che gli era stato raccontato altro e che per mesi a reti quasi unificate si è discusso di questa trattativa minuto per minuto. Invece la Juve non voleva Vlahovic, né alle cifre mostruose dell’ultimo contratto né a cifre inferiori, anche se l’inizio della scorsa stagione in panchina su sollecito della dirigenza sembrava dire altro. Storia che non va letta soltanto attraverso i bilanci, visto anche quanto ha speso la Juventus a questo giro di mercato, ma dal lato umano. L’ultimo colpo della Juventus di Andrea Agnelli non poteva rimanere.

stefano@indiscreto.net