Vincitori e vinti del calciomercato estivo 2026 in Serie A, dove nonostante tutto si sono spese cifre (quasi 1,2 miliardi di acquisti) in aggregato inferiori soltanto alla Premier League e del 40% superiori a quelle di Bundesliga e Liga. Che poi questi soldi siano stati spesi bene è un altro discorso, sempre tenendo conto del problema principale e cioè della difficoltà che molti club hanno avuto nel disfarsi di giocatori inservibili e spesso invendibili, arrivati per incompetenza ma anche per il frenetico avvicendarsi di dirigenti, prima ancora che di allenatori. Detto questo, adesso che tutto si è chiuso proviamo a dividere la Serie A in tre categorie: chi è migliorato rispetto alla scorsa stagione, chi è rimasto uguiale e chi è peggiorato. Tutto sulla carta, ovviamente. Non è una classifica di forza, per quello c’è già la classifica vera e propria, ma un giudizio sull’operato di dirigenti che fino a quando sono in carica vengono descritti come infallibili e con le idee chiare, salvo essere cacciati appena i proprietari danno una controllata o si accorgono che questi re del mercato si sono ridotti agli ultimi due giorni utili per risolvere problemi strutturali.
Fra chi è migliorato metteremmo di sicuro Como e Atalanta, soprattutto Como, parlando di fascia alta. La squadra di Fabregas ha rivoluzionato la difesa, anche con un colpo da Champions come Chalobah, ha preso Kean che all’ultima rilevazione era il centravanti della Nazionale, si è rinforzata con tante alternative di qualità (Milla e Liberali le più intriganti), avrà un’altra stagione di Nico Paz. Quanto all’Atalanta, ha monetizzato Palestra al massimo ma ha anche dato a Sarri tre titolari come Rowe, Gaetano e Kristensen, inseriti in un gruppo già forte che ha voglia di riscatto dopo una stagione così così. Molto bene hanno operato le tre neopromosse: attivissimo il Venezia, che ha dato a Stroppa anche giocatori di esperienza come Juan Jesus e Sohm, mentre il Venezia ha fatto due belle operazioni con Grillitsch e soprattutto Schmid, riuscendo anche a rinnovare il prestito di un Raimondo secondo noi già pronto per la Nazionale di Mancini. Rivoluzionato il Monza, a colpi di prestiti, con tantissimi giocatori che hanno ampio margine di crescita, al punto di poterlo definire una sorta di mini-Como: interessante Varela, ci aspettiamo il rilancio di Folorunsho e un grandissimo campionato di Zeballos, alla sua prima esperienza fuori dal Boca.
In teoria non è cambiato di molto il valore delle tre grandi tradizionali. L’Inter campione d’Italia ha riacquistato Stankovic e ha guardato a caro prezzo alla Premier League con un difensore che ha già dato come Stones, una riserva come Curtis Jones e un beneficiato del Mondiale come Spence, anche al suo meglio ben lontano da Dumfries. Che poi la squadra di Chivu rimanga la favorita è un altro discorso, visto che era già forte prima e che il primo comandamento di Marotta (ma non di Ausilio, probabilmente in uscita dal club dopo quasi 30 anni) è quello di cambiare poco di anno in anno. Confusionario il mercato della Juventus, il club che ha il saldo negativo più pesante (quasi 140 milioni), fra la grana portieri risolta a colpi di prestiti e i continui cambi di strategia per l’attacco, strapagando Kolo Muani e cercando adesso di rivitalizzare in zona gol Woltemade: giocatori ben conosciuti, ma certo non un salto di qualità rispetto agli accontanonati David e Openda, meno che mai rispetto a Vlahovic che ha iniziato alla grande nel Besiktas del suo Italiano. Solidi acquisti Lucumi in difesa e Sarr a centrocampo, Alajbegovic ha tutto per esplodere. Tanto ha speso anche il Milan, fondamentalmente per tre giocatori: una riserva del PSG come Gonçalo Ramos, una promessa finora non mantenuta come Diego Moreira e una certezza da media Serie A come Gila: la sensazione è che il vero acquisto sia Amorim. Fermissimo il Napoli, a causa degli esuberi degli indesiderati dell’era Conte, ma era già forte e i rientri dai prestiti, su tutti Lang, possono dare qualcosa. C'è grande entusiasmo per il mercato della Roma, ma se parliamo di probabili titolari Molina è del livello di Celik e Mora è un'incognita, sulla carta non migliore di Soulé, mentre per vedere continuità Castro insieme Malen bisognerebbe che Gasperini si snaturasse. Sui livelli dell’anno scorso è anche il Cagliari, con tanti titolari nuovi ma già con una dimensione da A, come Romano, Winks e Daniel Maldini. Giudizio sospeso su una Fiorentina letteralmente ribaltata da Paratici: ha perso Kean ma ha aggiunto tanto talento, chissà se pronto in tempi brevi. Senza infamia e senza lode la Lazio, che però ha azzeccato Frattesi e scommesso su Gudmundsson.
Facile dire chi è uscito peggiorato da questo calciomercato. Il Bologna, giustamente abbandonato dal più ambizioso Italiano, che ha ceduto i tre giocatori migliori, Lucumi, Rowe e Castro. L’Udinese, il Sassuolo, il Parma, il Genoa e il Lecce che hanno fatto notizia più per cessioni e casi vari che per un progetto, il Torino che al di là dei proclami sui giovani italiani continua a non avere una direzione. E quindi? Per la retrocessione ci saranno sorprese, per qualcuno ovviamente amare, mentre in alto soltanto il Como sta tentando un vero salto di qualità.
stefano@indiscreto.net