Il primo acquisto di Roberto Mancini sarà Alessandro Romano, il secondo Nicolò Tresoldi. Saranno azzurri forse già alla prossima megafinestra per le nazionali, se la FIFA darà l’OK al cambio di nazionale. E non si vede perché dovrebbe rifiutarlo, perché entrambi sono cittadini italiani e con Svizzera (Romano, fino all’Under 20) e Germania (Tresoldi, fino all’Under 21) hanno giocato soltanto a livello giovanile. Fra l’altro sia il centrocampista del Cagliari sia l’attaccante del Bruges potrebbero essere impiegati da subito, non essere aggregati per fare un’esperienza che già hanno. In ogni caso stiamo parlando di italiani veri, ben lontani dai passaporti taroccati di altri paesi e anche da nostre operazioni discutibili come Camoranesi o Retegui. Fra l’altro Romano, figlio di uno svizzero di origine italiana e di una italiana, gioca in Italia da quando ha 16 anni e la stessa carriera tedesca di Tresoldi è stata del tutto casuale, visto che la famiglia con lui tredicenne si era trasferita a Hannover per motivi extracalcistici. In ogni caso entrambi rientrano nella triste tendenza dei calciatori figli di calciatori, però loro sono bravi.
Il gol di Scamacca ha mandato l'Atalanta alla Conference League vera e propria, facendo contanto il resto della Serie A che sogna (ripetiamo, sogna) il quinto posto in Champions. Per la squadra che Sarri sta rifondando comunque due partite modeste, a ritmi bassi con poche occasioni e Carnesecchi decisivo. La grande sfida di stagione è il passaggio al 4-3-3, uscendo definitivamente dal gasperinismo e anche dalla stessa grigia transizione Juric-Palladino. Va detto che in fase di possesso il 4-3-3 sarriano può sembrare un 3-2-5 (un terzino sale, un centrale si allarga) dai sapori antichissimi, ma la geometria è senz'altro diversa. Uscendo dal covercianese, per ciò che si è visto in queste prime partite il Sarriball è il solito Sarriball, difesa a quattro e uscite dal basso, rispetto a Gasperini più possesso e meno profondità. Grande curiosità per quando De Ketelaere sarà tornato in forma: il meglio lo dava e lo dà fra le linee, ma con Sarri il belga potrebbe essere confinato sulla fascia. Ancora più interessante il discorso aziendale: la difesa a tre permette di adattare, anche a centrocampo e in attacco, qualsiasi tipo di giocatore da valorizzare, quella a quattro no. In altre paroie Sarri sarà giudicato più dai risultati che dalle plusvalenze.
C'era una volta il valzer dei portieri e la Juventus 2026 ci è andata molto vicina. Alla fine due titolari via, due prestiti dentro, zero numeri 1 di proprietà. Prima volta nella storia del club.Tutto è partito dalla decisione di Spalletti di scaricare Di Gregorio: magari giusta, ma comunicata male al diretto interessato, che di suo l'ha presa malissimo. Per qualche giorno Perin ha sperato nella promozione, prima di leggere di sogni troppo cari (Alisson e Dibu Martinez), progetti cervellotici come quello di farsi pagare Suzuki dal PSG, e dell'immancabile casting che ha riguardato mezzo mondo, magari all'insaputa dei diretti interessati: Oblak, Lunin, Trubin, Carnesecchi, Meret, Milinković-Savić, De Gea... Alla fine è rimasto Vicario, che per mesi era stato il piano B, visto che convinceva del tutto Spalletti. Prestito dal Tottenham fino al 2027, gratis, riscatto 8 milioni più 2 di bonus. 29 anni. A questo punto Di Gregorio viene prestato al Bournemouth per 1,3 milioni e Perin va al Palermo gratis dopo avere giocato i minuti finali della prima di campionato sostitiendo Vicario. Senza vice, Carnevali ha preso Grabara in prestito dal Wolfsburg, che lo aveva degradato a terzo (era titolare) dopo la retrocessione, confermando Pinsoglio come terzo. In tutto questo Szczęsny gioca ancora, nel Barcellona, sia pure come vice di Joan Garcia, a due anni dal ritiro. Finora Carnevali e Massara bravi, ma non con i portieri.
stefano@indiscreto.net