I pronostici vanno fatti prima e non dopo, in troppi lo dimenticano. Quindi adesso che manca poco all’inizio della Serie A, ma non alla fine di un calciomercato caotico e pieno di colpi (soltanto in Premier League si sono spesi più soldi), è il momento giusto. La costante è che mai come nel 2026, a qualsiasi livello, le rose siano state piene di giocatori indesiderati e indesiderabili, in molti casi prodotti di ribaltoni dirigenziali e tecnici (Juventus, Milan, Napoli), in altri (Inter, Como) di errori di valutazione.
In ogni caso lasciamo ad altri l’analisi dello scudetto dei bilanci e parliamo dello scudetto vero. Una corsa che vede davanti a tutti Inter e Napoli, più per ciò che erano già che per i movimenti di mercato: tanti quelli nerazzurri alla ricerca di scarti della Premier League (ma anche McTominay e Malen lo sono, bisogna essere coscienti dei propri mezzi), quasi zero quelli di De Laurentiis che maledice le follie, per i suoi parametri, fatte per accontentare Conte. In ogni caso Allegri ha una rosa validissima, che in questo momento storico ha bisogno di una guida esperta come la sua e non di un condottiero. L’Inter ha mancato il suo vero obbiettivo, Palestra, e farà fatica a sostituire Dumfries con Spence che non è sempre quello visto al Mondiale, ma anche in questo caso cambiare poco, almeno a livello di titolari, vale come un grandissimo acquisto.
È obbligatorio mettere in una affollata seconda fila le altre due squadre in Champions, l’Atalanta e le due squadre che hanno speso di più, cioè Juventus e Milan. Di base sembra che abbia speso meglio Carnevali, che ha dato a Spalletti quattro titolari nuovi (Vicario, Lucumi, Alajbegovic e Kolo Muani) più valide alternative come Celik e Ekhator, mentre il Milan in orbita Mendes ha fatto scommesse (soltanto Gila non lo è) costosissime e in fondo incuriosisce più per le idee di Amorim che per i giocatori. Sullo stesso piano di Juve e Milan è il Como, che non ha ceduto i suoi gioielli, si è guadagnato un altro anno di Nico Paz e può lanciare Liberali, mentre in negativo si può dire che una valida difesa è stata rivoluzionata e che il solo Chalobah sembra da Champions. Il colpo della Roma è stato invece Castro, guardando alla spesa, con Molina solida certezza sulla destra e Mora scommessa a caro prezzo: la continuità del lavoro di Gasperini è forse la cosa migliore di tutte. Quanto all’Atalanta, il miglior acquisto è stato Sarri anche se Gaetano ha tutto per conquistarsi la Nazionale di questi tempi bui: aver cambiato poco può come al solito rivelarsi una scelta vincente, visto che gli avversari non hanno preso Haaland e Bellingham. Scrivendo nel presente: Inter e Napoli per lo scudetto, mentre per i due posti Champions Juventus e Roma sembrano più complete di Milan e Como e più affamate di un’Atalanta che si è autoridimensionata senza un vero perché.
Dietro alle magnifiche, volendo fare i piazzisti del prodotto Serie A, sette una voragine fino al punto interrogativo rappresentato dalla Fiorentina, a cui Paratici ha totalmente cambiato giocatori (per non parlare del loro passaporto, da squadra più italiana a simil-Como) e filosofia: un cambio di rotta che ci voleva, per l’unica squadra che potrebbe sorprendere in positivo, onorando nel modo giusto la memoria di Rocco Commisso, personaggio di livello enorme trattato (anche dai media) come un presidente ruspante di una provinciale anni Settanta. In un gigantesco centroclassifica Udinese, Sassuolo, e Bologna, diremmo anche la Lazio nonostante l’ambiente negativo al massimo, mentre da retrocessione teorica sono Monza e Lecce, con la terza candidata decisa da situazioni imponderabili. I bookmaker dicono Frosinone o al limite Venezia, che però secondo noi hanno fatto nei loro limiti tante mosse giuste, soprattutto il Venezia fra Basic, Sohm e Adams, mentre obbligata è stata la cessione di Doumbia: di base non è peggiore del Torino, al di là del nome.
Abbiamo tenuto per la fine la lagna sulla Serie A sempre meno italiana che darebbe quindi meno scelte alla Nazionale. Dal punto di vista di Mancini non cambia niente se Donnarumma gioca nel Manchester City, Tonali nel Tottenham, Calafiori nell’Arsenal, eccetera, fino a Chiarodia, Reggiani e Koleosho, per citare gente che di sicuro vedremo in azzurro a lungo. Temiamo che non cambi niente nemmeno dal punto di vista del tifoso italiano, che vuole prima di tutto risultati e che per cultura è meno sensibile di altri alla retorica della cantera e cose simili. Il futuro della Nazionale è sempre più slegato da quello della Serie A e forse non è un male.
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