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Dodici domande alla Serie A

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© LAPRESSE
L'Inter vincerà di nuovo lo scudetto? In zona Champions chi prevarrà tra Napoli, Roma, Como, Milan, Juventus e Atalanta? La stagione 2026-27 è pronta al via: ecco come si presenta la nuova stagione

L'unico modo infallibile per prevedere il futuro con accuratezza, si sa, è possedere un globo magico. O almeno avere per amica una brava fattucchiera disposta a condividere il proprio. Mentre fare del sano maniavantismo è il metodo più efficace per evitare futuri sbugiardamenti social. 

In attesa dell'inizio della Serie A, il Sacro Graal di ogni appassionato sono i pareri degli esperti o supposti tali. Gente capace di far sembrare le statistiche avanzate semplici come le barzellette disegnate sul biscotto gelato. Fenomeni in grado di trascorrere davanti alla tv a guardare partite di calcio molto più delle canoniche ventiquattro ore giornaliere. Studiosi allergici all'ombrellone che, dopo aver analizzato ogni incontro dei campionati principali come dei minori, hanno avuto l'energia mentale di guardarsi ogni singola partita del Mondiale al solo scopo di raccogliere nuovi dati: che il calcio magari nemmeno gli piace.

Per quanto riguarda le valutazioni economiche dei giocatori, d'altronde, lo sport (un tempo?) più bello del mondo sembra ormai del tutto uscito dalle logiche oggettive, abbracciando l'immaterialità dell'alta finanza. Così, per farsi un'idea di massima, è impossibile affidarsi al criterio che ognuno di noi applica per la scelta del vino da supermercato: se costa di più, deve essere per forza più buono. In questo marasma di numeri masticati e poi risputati dall'IA, i comuni mortali sono obbligati a muoversi a tentoni, provando a non sbilanciarsi troppo per non cadere in errori troppo vistosi. L'unica bussola è la storia, perché parafrasando il principe di Salina: tutto cambia per rimanere sempre com'è. E in Serie A un po' più che da altre parti.

Chi sarà il nuovo Marco Palestra?

Se farsi un'idea di come si comporterà una squadra che si appresta a disputare trentotto partite è difficile, capire chi sarà la super sorpresa della stagione è ancora più complicato. Soprattutto se parliamo di giovani con poca o nulla esperienza nei campionati di vertice. Negli ultimi anni, tuttavia, la A si è specializzata nel valorizzare due figure tattiche: il quinto a tutta fascia e l'esterno d'attacco a piede invertito. Nella prima categoria, il prescelto è il torinista Alessio Cacciamani. Il diciannovenne marchigiano ha disputato una grande stagione in prestito alla Juve Stabia, è stato a lungo accostato alla Roma, ma forse destinato a restare al Torino. Sperare in un boom pari a quello di Palestra è improbabile, ma le aspettative sono alte. Per quanto riguarda l'esterno offensivo, invece, chi scrive punta le sue fiches sul comasco Jesús Rodríguez: ottimo ma poco concreto nella scorsa stagione, è pronto al salto definitivo. Infine: Baldanzi, ci sei?

Quali sono i migliori arrivi dall'estero?

Il Milan ha speso tantissimo per Gonçalo Ramos, così la Juventus per Kolo Muani, e pure l'Inter ha rimpiazzato Dumfries con Spence perdendoci dal punto di vista economico. Sono i classici aquisti che non si possono sbagliare. Forse. Stante che il neo-fiorentino Mastantuono, comunque vada, è e sarà del Real, quindi non bisogna farci troppo la bocca, e Alajbegovic parte come alternativa, le curiosità maggiori sono tutte per un altro milanista: Diego Moreira. Il belga porta dribbling e imprevedibilità in un campionato che ne ha un gran bisogno. Sarà un Nkunku o un Leao prima maniera?

L'Inter si è rinforzata?

Forse alla lunga Lautaro pagherà un Mondiale estenuante, mentre Thuram mostra segni del declino intravisto lo scorso anno. Urge il salto di qualità di Pio Esposito, anche in ottica azzurra, e quello di Bonny. Affidarsi di nuovo a Dimarco sotto il profilo creativo è una buona scelta solo se il ragazzo di Porta Romana confermerà i livelli stratosferici dello scorso anno. La perdita di Dumfries sulla destra è pesante, anche perché è tutto da vedere se Spence renderà quanto è stato pagato. Stones al posto di Acerbi, d'altronde, non migliora granché: al Mondiale, l'ex City è sembrato fisicamente in difficoltà.

E il Napoli di Allegri?

Dopo l'entusiasmo per Conte, uno Scudetto, una Supercoppa e un secondo posto raggiunti al prezzo di un oggettivo logoramento fisico e mentale, Allegri è arrivato per calmare gli animi, portando la squadra in Champions senza troppe ansie o scossoni. Gli investimenti principali sono stati i riscatti di Højlund e Alisson Santos, mentre Badiashile è un rischio più per le condizioni fisiche che per le indubbie qualità. Nell'anno del centenario potrebbe bastare: vedremo come la prenderanno i tifosi.

La Roma può diventare una squadra gasperiniana?

Gasperini non sarà mai soddisfatto del mercato, ma con l'arrivo di Mora e quello probabile di Malick Fofana la sua Roma è completa in ogni reparto. A meno di eventuali cessioni. Il Dybala del precampionato è come un nuovo acquisto, ma il punto interrogativo è quanto terrà fisicamente, mentre in difesa il terzetto Hermoso, Mancini, Ndicka dà ampie garanzie. Molina e Wesley sono due esterni ideali per il gioco del tecnico di Grugliasco, il Malen della scorsa stagione è il centravanti dei sogni e con Soulé (sempre che resti) e i nuovi arrivati, i livelli di creatività del duo Ilicic-Gomez paiono raggiunti. Manca solo De Roon.  

 

Il Como soffrirà il doppio impegno?

Probabile. Perché, come mostrato dal Bologna l'anno scorso, la Champions non è cosa da poco e a meno di rose lunghissime è difficile tenere sia in Europa che in campionato. Fabregas ha saputo stupire, ma la necessità di investire sugli italiani per venire incontro ai parametri Uefa pare aver complicato un po' le cose in sede di mercato, anche se Liberali sembra una buona presa e del giovane regista Riccardo Cassano, promosso dal settore giovanile, si raccontano meraviglie. Tanto dipende da come andranno queste ultime settimane di trattative.

Il Milan è da Scudetto?

I rossoneri hanno speso tanto, affidandosi mani e piedi all'intermediazione del superprocuratore Mendes che ha influenzato pesantemente la campagna acquisti. Amorim incluso. Lo scorso anno, con Allegri in cabina di comando e una serie di acquisti altrettanto esotica e variegata, le cose sono finite male anche perché, in un ambiente complicatissimo e in continua ebollizione, è difficile concentrarsi solo sugli aspetti sportivi. L'arrivo di un centravanti degno di questo nome, però, fa ben sperare. Nel vuoto societario che Cardinale sta provando a colmare con visite costanti in elicottero, sarà di nuovo fondamentale Modric, santone di un gruppo che non può mancare la qualificazione Champions.

Cosa manca ancora alla Juventus?

Realizzato il grande sogno Muani, inseguito per un anno e mezzo, e sistemata la falla portiere con l'arrivo di Vicario, che pare più affidabile ad alto livello dell'incerto Di Gregorio, manca un altro centravanti, perché Spalletti ha ormai dato David per perso. Il centrocampo poco creativo dello scorso anno è rimasto tale, mentre in difesa il solo Celik sposta pochissimo. Vediamo se una minor incertezza sulla guida tecnica rispetto al recente passato sarà sufficiente per scampare la mediocrità degli ultimi anni. Serve innanzitutto ritrovare serenità.

A cosa ambisce la Fiorentina di Grosso e Paratici?

La Fiorentina ha rivoluzionato la squadra che l'anno scorso ha sfiorato la retrocessione inserendo profili giovani e intriganti, da Oulai ad Atta passando per il già citato Mastantuono. Sui social, però, si fanno accostamenti con il Milan dei cinesi, rivoltato come un calzino a suon di milioni ma deludente dopo mille proclami estivi. Auguriamo all'ottimo Grosso di saper raggiungere qualcosa di più della solita Conference League, obiettivo minimo che più minimo non si può. 

Il mondo Atalanta saprà metabolizzare il passaggio al 4-3-3 di Sarri?

Portata da Palladino in Conference sull'onda del gasperinismo più militante, l'Atalanta ha scelto di tagliare i ponti con il suo passato glorioso per abbracciare il sarrismo, che ultimamente sembra aver perso molta della vitalità passata. La rosa è un ibrido, ma da Raspadori a Zalewski sino a Samardzic e Gaetano in regia, gli uomini per costruire il nuovo abito tattico ci sono. La conferma di Ederson, che farà le veci dell'Allan di Napoli, vale come un grande acquisto.

Gattuso è l'uomo giusto per risollevare la Lazio?

Ingeneroso parlarne ora, dopo l'eliminazione in Coppa Italia con il Mantova, ma la Lazio è un cantiere aperto. Ma di quelli senza operai. Frattesi è un bel colpo, anche se dopo i fasti con il Barcellona ha collezionato solo musi lunghi, mentre Doekhi in difesa intriga soprattutto i fantacalcisti per la sua propensione al gol su corner. Da vedere chi sarà la nuova punta, perché Ratkov non è parso all'altezza. Le probabilità che dopo Milan, Fiorentina e Nazionale Ringhio collezioni un'altra disfatta sono molto alte.

Quali squadre lotteranno per la retrocessione?

Le tre neopromosse, ovviamente, con il Monza un passo indietro rispetto a tutte le altre perché alle spalle ha una società meno disposta a investire rispetto alle proprietà americane di Venezia e Frosinone. Il Lecce di Di Francesco, a partire dal pasticcio Banda e proseguendo con l'addio di Corvino, è un buon candidato, così come il Cagliari di Pisacane, pure lui alle prese con la grana Esposito che si è aggiunta all'addio di Palestra. A sorpresa direi pure il Torino, che ha cambiato tanto e dipenderà molto dalla capacità di Abate di far emozionare un ambiente incline all'apatia.